Per completezza, anche perché se si usa Joseph come bandiera bisogna avere l'onestà di riferire cosa ne pensa LUI (da
goal.com):
Il giovane centrocampista della Lazio, Joseph Minala, difende Carlo Tavecchio dopo le dichiarazioni tra Opti Pobà e la banane: "Polemiche inopportune".
Ingannato in Italia e lasciato alla stazione con la promessa di diventare un giocatore professionista qualche anno fa, accusato di avere molti più anni di quelli dichiarati negli ultimi tempi. Joseph Minala ora torna a far parlare di sè per le dichiarazioni nei confronti nel nemico numero uno.
Il web, i media in generale e i tifosi attaccano Carlo Tavecchio dopo le dichiarazioni su banane e Opti Pobà. Diverse squadre di Serie A hanno tolto il proprio appoggio per la candidatura del presidente della Lega D a numero uno della FIGC, ma il fronte difensivo non è niente affatto scarno.
Dopo alcuni presidenti si schiera con Tavecchio anche Minala, ricordando quanto accaduto in pasato: "Francamente non ho alcun motivo di sentirmi offeso dalle parole di Tavecchio, che ritengo usate a chissà quali fini, poiché durante la mia esperienza calcistica se devo qualcosa a qualcuno è proprio a Carlo Tavecchio".
A 'Sky' Minala racconta le sue vicissitudini: "Io so cosa significa venire dall'Africa con la speranza di diventare un grande calciatore. So cosa significa essere abbandonato a una stazione da un procuratore senza scrupoli con tante false promesse. Quando per mia fortuna mi trasferirono poi alla Città dei Ragazzi, fu proprio Tavecchio ad inserirmi nel circuito calcistico dandomi modo di testare le mie capacità con i dilettanti".
"In poco tempo, appena 8 mesi, sono approdato in Primavera e poi in serie A, realizzando il mio più grande sogno. Ora sono in prima squadra, ma comunque anche su di me, come in queste ore su Tavecchio, ho visto abbattersi il circolo mediatico su una questione tanto ridicola quanto imbarazzante, la mia età" aggiunge Minala.
Il centrocampista della Lazio passa quindi all'attacco: "Quello sì che è stato un atto discriminatorio nei miei confronti, diffuso e rilanciato da gran parte dei media nazionali e da numerosi pseudo-opinionisti senza alcun pudore, gli stessi che oggi si scandalizzano per una frase palesemente, e a questo punto volutamente, male interpretata".
Guardando al mio caso, e al sostegno ricevuto proprio da Tavecchio, al quale ribadisco la mia più profonda gratitudine, mi sembrano dunque inopportune e pretestuose le polemiche sollevate in queste ore". Sì Tav e no Tav, la lotta continua.