Nanni al solito sfondi una porta aperta
Il laziale da quando me lo ricordo è così. Insopportabile, criticone fino all'autolesionismo, il mio carissimo amico di posto due secondi dopo che il 14 maggio Collina aveva fischiato la fine a Perugia mi guarda con volto preoccupato: eh, sì, ma l'anno prossimo avremo difficoltà a ripeterci (menagramo, aggiungo io).
Noi siamo preparati al peggio, al contrario del Pomata e di Mandrake. Domani, con ogni probabilità, pioverà. E se poi che pioverà ce lo dicono tutti intorno, è ancor più probabile che se sarà sereno... è solo fortuna. Che - a sua volta - non durerà.
Non sono tutti così. Per me e pochi altri (a quanto pare) domani, se pioverà, arriverà comunque l'arcobaleno alla fine. Una nuova stagione, nuove prove, nuove vittorie e - inevitabilmente - nuove sconfitte. Come scrive magnificamente Nick Hornby. Per il laziale sembra sempre che sia l'ultima spiaggia. Abbiamo "perso" Astori? E' finita, non c'è più futuro, non c'è più speranza, prepariamoci ad un nuovo 2001 (come ogni anno sostiene, ad agosto, il mio amico di posto).
Solo che qualcosa è cambiato, in peggio, enormemente in peggio. Perché il laziale al pessimismo cosmico ha sempre accompagnato la determinazione a sostenere - sempre e comunque - la squadra. Adesso non più. Il pessimismo percola nella sfiducia e nell'allontanamento. E nell'abbandono. Perché c'è poco da fare, al di là delle spesso ben motivate critiche, il laziale sta abbandonando la Lazio. Non ha più in sé quella forza morale che gli faceva comunque, in tutti i momenti più critici, fare quello scatto di orgoglio che prendeva per mano la squadra e la accompagnava con un ruggito oltre l'ostacolo.
Il laziale non dà più amore ma pretende acquisti, l'amore è condizionato. Mi dai? Ti dò. Né più ne meno del famoso striscione "12° in campo? Quando lo vogliamo noi".
Se oggi ci fosse Lazio-Vicenza del 1987, ci sarebbero 6.000 spettatori, la Maestrelli vuota, sciopero della Curva Nord e dei presenti la maggior parte intonerebbe "Calleri pdm" e primeporte varie. E Fiorini è una pippa, Terraneo è vecchio, ma se pò giocà con Filisetti, fischi all'annuncio della formazione e insulti a Fascetti servo della società. Calleri ci hai rovinato perché ci hai portato tre pippearzugo dall'Alessandria, solo per gli impicci tuoi. E hai dato via D'Amico che era una bandiera.
E quelli de là ce pijavano per il culo mica per lo scippo di un giocatore, quelli si giocavano lo scudetto (e grazie al cielo lo perdevano). Ma noi andavamo comunque in trentamila a Napoli per gli spareggi.
Il laziale di oggi è una mozzarella? Non so, spero proprio di no. Ma - al contrario di sempre - credo domani pioverà. E pure dopodomani