Si dice che non bisogna mai mettere il carro davanti ai buoi.
E' una regola di vita ottima.
Nel calcio, pero', le impressioni contano.
E tanto.
Gli errori di valutazione si fanno, ma quando l'aria diventa piu' respirabile, lo capisci immediatamente.
Noi ci siamo gia' passati.
Zaccheroni - Mancini fu un esempio lapalissiano.
Pochi giocatori di differenza.
Addirittura una squadra indebolita di 2 pezzi da 90, quali Nesta e Crespo.
Ma quella di Mancini era una squadra vera.
Quella di Zaccheroni, una armata Brancaleone con momenti di lucidità.
In questo caso, la differenza, bisogna farla tra Petkovic e Pioli.
Parlare di Reja, sarebbe ingiusto.
Edoardo ha fatto l'impossibile con quello che aveva per le mani.
E non parlo del valore tecnico, ma del fattore relativo al morale.
Quello di Reja e' stato quasi un secondo miracolo.
A 2 punti dall'EL, con quello sfilacciamento in atto da un anno.
Reja è un bravo allenatore, ma non merita un giudizio di sorta, in questa disamina.
Petkovic aveva costruito una squadra inizialmente, che sembrava dover dare una scossa al campionato per il modo di porsi.
Poi si e' rotto qualcosa, salvo tenersi in piedi con il collante Coppa Italia, per il quale, dovremo sempre essere grati a Vladimiro.
Poi il secondo anno.
Cosa sia successo e' sotto gli occhi di tutti.
Petkovic si e' cullato sull'alloro della vittoria di qualche mese prima, seguito dai giocatori.
Non e' stato in grado di riprendere in mano le redini di una squadra che, valori alla mano, valeva molto di piu' di quanto stesse facendo.
Petkovic ha pensato che le alchimie potessero continuare a funzionare, ma cosi' non e' stato, anche per la sua scelta di sposare il progetto Svizzera.
E c'e' poco da fare, quando una armata, non sente il polso del comandante, sbanda.
La Lazio di Eriksson fece lo stesso.
Forse sarà un'impressione, ma questa Lazio di Pioli ha qualcosa di diverso.
Ha un suo senso logico.
Basta guardare Felipe Anderson, che messo in condizione di giocare con intorno calciatori con dei movimenti precisi, e non figurine che vengono lanciate contro un muro, sta dimostrando che i colpi li ha, eccome.
Siamo lontani dalla santificazione, ma il ragazzo ha 21 anni non dimentichiamolo e viene da un campionato in cui, come da firma di un netter: "puoi stare 20 secondi col pallone tra i piedi".
Felipe sta imparando che qui "dopo 3 secondi arriva Ledesma".
I ragazzi hanno la mente sgombra.
Si vede.
Almeno per ora, riescono a respirare.
E respirano aria pura.
E piu' aria pura respirano, piu' i loro piedi girano.
E allora FA fa quello che fa, e Tounkara, entra anche se in una amichevole estiva, in uno stadio importante, e ti confeziona un gol stupendo.
E' calcio d'estate.
Ma permettetecelo.
Sulla punizione di Adriano al Real Madrid ci sono andati avanti 3 mesi.
Ora, Laziali, respiriamo l'aria diversa che ci riempie i polmoni, godiamoci queste maglie che si muovono per il campo.
Sono le maglie che abbiamo scelto di sostenere, per tutta la vita.
Divertiamoci, perchè io sento, che ci divertiremo.
Forza Lazio!