FONTE: REPUBBLICA
Bilancio da sistemare "Ma non parte nessuno"
La classifica torna a sorridere, ma la situazione finanziaria è sempre più critica. La società fa sapere che i pezzi pregiati non si toccano, ma stando così le cose a gennaio è necessario l'arrivo di soldi freschi
di MATTEO PINCI
Bilancio da sistemare "Ma non parte nessuno"
ROMA -Un occhio alla classifica, tornata finalmente a sorridere. L'altro ai conti, ancora (e anche di più) con la lancetta orientata verso il rosso. La squadra di Ranieri ha ritrovato sul campo i risultati smarriti in estate e sta recuperando dagli infortuni elementi indispensabili (domani alle 15 amichevole mista con la Primavera per mettere minutaggio nelle gambe dei "reduci" Juan, Pizarro e di chi han giocato meno), non si può dire lo stesso della situazione economico-finanziaria. La trimestrale approvata ieri lo conferma: al negativo di 21,9 milioni registrato nell'ultimo bilancio d'esercizio, se ne sommano altri 4,8 nei primi tre mesi di gestione 2010-2011. La società di revisione nella relazione redatta a settembre aveva lanciato l'allarme: "Necessarie operazioni di finanziamento in assenza di eventi di carattere straordinario o di operazioni di trading dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori". Tradotto: soldi freschi o qualche cessione a gennaio.
NESSUNA CESSIONE - Anche per questo, forse, nonostante il rigidissimo "non parte nessun pezzo pregiato" che arriva da Trigoria, qualcuno nelle ultime ore è tornato a interessarsi ai "petali" migliori della rosa giallorossa. Il Tottenham dieci giorni fa ha inviato i propri emissari a visionare Vucinic nel derby, in attesa di formulare (per gennaio) una proposta per l'acquisto dell'attaccante. A Madrid, invece, il nome del giorno ieri era quello di Daniele De Rossi, nuovo "sogno" di
Mourinho per completare la linea mediana degli spagnoli. L'ultima arriva dal Brasile dove il Corinthians sogna Adriano: "Ma ha un contratto con la Roma - ha spiegato il direttore sportivo del club Mario Gobbi Filho - e il suo stipendio è troppo alto. Ma tutto può succedere". Al di là dei singoli (e di Adriano), le possibilità che qualche star giallorossa possa partire rimangono nulle: "vendere giocatori è l'unica cosa che la Roma non può fare", emerge da Trigoria. Perché vorrebbe dire far perdere valore ad un bene in vendita e da cui il venditore (Unicredit) ha tutto l'interesse a guadagnare il più possibile per rientrare del credito verso la famiglia Sensi.
AIUTO ESTERNO - Senza cessioni, a gennaio servirà quindi un intervento esterno per evitare situazioni che nessuno esita a definire potenzialmente "complicate". Anche perché entro il 15 febbraio sarà necessario corrispondere alla squadra altri tre mesi di stipendi, ottobre, novembre e dicembre, per evitare penalizzazioni in classifica (saldate sul gong pochi giorni fa le mensilità di luglio, agosto e settembre). Un intervento esterno potrebbe arrivare direttamente dalla banca o - come sperano tutti - dal futuro proprietario, che dopo aver speso non meno di 150 milioni per acquistare la società dovrà quindi provvedere a rimpinguare i forzieri in "rosso" di Trigoria.
VENDITA - Continua intanto il processo di vendita: prima della fine del mese (probabilmente già la prossima settimana) Rothschild e l'istituto di credito dovrebbero completare la "short list" di potenziali acquirenti: almeno tre i nomi che proseguiranno la corsa alla Roma, dal fondo Aabar di Abu Dhabi a un gruppo di imprenditori statunitensi con esperienza nel mondo professionistico sportivo - come riferisce Mf Dow Jones - assistiti dallo studio legale Tonucci, fino all'imprenditore romano Angelucci. A metà della prossima settimana i soggetti dovrebbero aver accesso alla due diligence della società (verrà completata da Deloitte in questa settimana). Poi, sarà il momento di formulare le offerte vincolanti per l'acquisto del club, con dead line fissata probabilmente entro i primi dieci giorni di dicembre. L'obiettivo della banca sarebbe quello di arrivare a trattare con un solo nome entro Natale (anche se non si può escludere una trattativa one-to-one con un interlocutore privilegiato), per poi completare la costituzione della Newco Roma e gestire l'Opa, indispensabile per rilevare il club nelle settimane successive. Non semplicissimo, in ogni caso, chiudere prima della fine di gennaio.
(16 novembre 2010)