I colori dei padri e le parole dei figli.

Aperto da italicbold, 06 Ago 2014, 15:51

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bak

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# vola :band1:

Ai primi di settembre dovrei andare a Roma per i test d'ingresso universitari di mio figlio. Spero di trovarlo (se potete indicarmi qualche libreria zona Tiburtina o Prenestina, ve ne sarei grato. Piuttosto da mondadori posso reperirlo ?); amdrà a fare compagnia a quelli di Pank, di Lazionet e di altri.

Lazio nel cuore

Grande Stè  :))

Freezer67

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Bravo V. lo comprerò di sicuro .

Da qualche parte la Lazio e' in vantaggio e' la più bella frase mai scritta.

Applausi

Antonio

strike

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Citazione di: Pergianluca il 08 Ago 2014, 19:55
Questa idea di inclusività, tutte le volte che ne ho parlato con VuPoint, è quella che più mi appartiene come laziale (in fondo, a suo modo, ne è in certo modo espressione la stessa pennellata di Flaiano, abbruzzese adottato, che ho in firma).
E, guardando la storia, è ciò che, a dispetto dei sedicenti padroni dell'impero, più rappresenta Roma ed il romano (ammesso e non concesso che esista un "romano" tipo).
Che, poi, il mio primo abbonamento me lo fece mio nonno: quello che tifava per il Napoli ma che, la domanica in Tevere non numerata con me, urlava, sbraitava, commentava, quello che "teneva" per Laudrup ("Landrùp, Landrùp, corri, corri ...!) e diffidava di quel "filibustiere" di Joao Battista da Silva.
In effetti di storie, di collegamenti, di sensazioni ce ne sarebbero tante, troppe, da raccontare.
Grazie V. per aver cominciato.

Condivido molto e penso che il romano tipo non esista, forse neanche il milanese tipo, in città più piccole forse e' più facile. E poi è nella storia di Roma, davvero nei secoli dei secoli, impero o non impero, accogliere chi viene da fuori e innalzarlo a grandi onori. I romani da sette generazioni sono minoranza, i romani hanno per lo più sangue misto e anche questo e' tipico delle grandi città, nell'epoca delle migrazioni poi abbiamo romani di tutti i colori e se ci parli capisci che sono romani quanto me, alcuni anche di nascita. Mio suocero, milanese, dice che a Roma almeno una volta funzionavano meglio le identità di quartiere. Io non ho manco quella perché ho vissuto bene ai Parioli come a Centocelle e a Montesacro, bene nel senso di sentirmi a casa mia (e del resto anche a Parigi, un po' meno a Bologna) ma credo che non sia un'idea del tutto sbagliata.

In ogni caso non ha senso la pretesa di rappresentare Roma con una squadra di calcio, che infatti è così diffusa tra quell'altri e insita nell'idea stessa dell'Asfusion realizzata da un regime autoritario con posticce e ridicole suggestioni imperiali. Ho sempre apprezzato, con profondo orgoglio, che la Lazio fin dalle origini fosse espressione di libertà e inclusivita', una squadra tra altre squadre di Roma, era così già ai tempi della Podistica e poi agli albori del calcio romano. Per intenderci, lo slogan "padroni di Roma" può anche funzionare come presa per il culo di quell'altri, però fondamentalmente mi sta surca e non solo per la presenza della parola padroni

strike

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Citazione di: V. il 09 Ago 2014, 12:36
bravo. inventamosene una fica. tipo a casa di un calciatore....

Mica male come idea

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V.

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un triangolare di calcetto con giocatori... però ho bisogno di grande aiuto

il controsenso di "padroni di roma" è che in una Roma impossibile da tenere a bada anagraficamente noi proviamo a offrire il mito di una origine romana purissima e antica. Loro avranno pure le carte bollate, ma noi abbiamo un'araldica polverosa. Non ci basta prenderne il meglio dai fondatore come lezione per il futuro, no noi vogliamo ritirare su tutto il baraccone. Cioè i fondatori ci insegnano la storia, noi ne vogliamo fare mito. Ma il mito è sempre nemico della storia. Tu mi puoi anche citare in latino Tito Livio e Sallustio, ma Loro hanno #daje che rende di più l'idea ed è subito condivisibile. Anzi di dirò di più, e fa' subito Roma.
"padroni di roma" se lo diceva chinaglia, allora stai sicuro che chinaglia non guardava a bigiarelli.
infatti l'orgoglio basta.rdo della banda maestrelli fa presissima. ma è un orgoglio tutto al presente: "ci siamo noi ora.." se invece lo diciamo noi, "padroni di Roma", zoppica, non arriva. come esce si ferma.

strike

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#daje? Io 'sta cosa la volevo evitare perché non è elegante, ma siccome l'hai tirata fuori tu... Beh se il Marziano di Flaiano legge #vola e legge #daje trova da te una storia, anzi tante storie laziali, e da loro un'accozzaglia de retorica indigesta, tanto amore certo, di qua è di la', ma se lo leggi senza amore l'impressione e' quella. Noi semo Roma, nun semo nati prima ma manco loro hanno portato il calcio a Roma, noi semo qua, noi semo la', er cappetano ecc... Meno male che l'hai fatto tu 'sto libro...

Chinaglia non guardava a Bigiarelli e va bene, manco tu che infatti hai iniziato il libro da Chinaglia. Però tra la storia e il mito il rapporto e' un po' più complicato di quello che dici tu. L'uno si nutre dell'altra, non sono nemici e basta. E comunque pure #vola e' subito condivisibile, vuol dire che la Lazio e' al di la' delle chiacchiere e del fomento nutrito di retorica, vedrai che tanti laziali lo capiranno.

Il fatto e' che il mito della fondazione andrebbe riletto in un senso meno elementare di quello che è diventato opinione comune. Non è questione di essere nati prima o dopo, la questione e' come. Noi da un atto di libertà, loro da giochetti di potere, storie di debiti, piccolezze così... L'atto di libertà non finisce con Bigiarelli o con Ancherani ma si rinnova, al massimo grado con Chinaglia ma pure con i meno nove e i fatti e i traguardi più recenti. E' un miracolo che la Lazio stia ancora li', poteva andare molto peggio, e' quello che non capiscono tanti laziali che, come dici tu, la Lazio la danno per scontata. Il presente si costruisce da qui, mica sul nulla. Mito E storia.

(#daje, per chi non lo sa, e' il titolo hashtag del manuale del tifoso edito da Fandango un anno fa e relativo alla seconda squadra della capitale)

Bellissima l'idea del triangolare con i giocatori, ma ovviamente bisogna passare dalla società e non so se je la famo. Anche perché quello pensa che la Lazio e' lui e tu, giustamente, manco lo nomini... L'aiuto te lo diamo, ti pare che non te lo diamo?

strike

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Che poi la Lazio non è Roma, la Lazio e' di più. Fin dalla nascita, fin dalla bandiera. Non è mito ma è storia

Aquila Romana

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Citazione di: strike il 09 Ago 2014, 23:32
Che poi la Lazio non è Roma, la Lazio e' di più. Fin dalla nascita, fin dalla bandiera. Non è mito ma è storia

Il mito è la parte fiabesca della storia

Ecco perchè, per me, la storia della Lazio è mito

E la difendo, per tenerla viva (fosse solo dentro di me)

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V.

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con #daje non mi riferivo però al manuale, ma al fatto che come parola d'ordine è ormai associata a Loro. c'è in giro una forte richiesta (che ovviamente si saturerà) di romanismo, perchè Roma sembra ancora possedere un dizionario e un'aneddotica popolare e grintosa. ovviamente è una fascinazione, e come tale anche viziata, gonfiata etc. Però noi in questa fascinazione non esistiamo, mentre loro ci sguazzano (letteralmente). non esistiamo tranne quando fa capolino un tutt'altro che nobile orgoglio, quello più irrequieto e selvaggio e disperato, di Chinaglia and Co. Non a caso, l'altro lato molto apprezzato della Lazio è quando indovina una squadra stilisticamente pulita, affilata, essenziale, raffinata nel senso di raffinare materiali. L'unica caciara che gli viene dal mondo Lazio è quella dei saluti romani. fai due più due e vedi che non ci sono margini, o tocca crearli. Ma significa raccontare, prendere una decisione, fare delle scelte. è finita l'epoca (ultimi 15 anni) in cui si riteneva superiori al bruco sul cruscotto. perchè questo abbiamo fatto: ritenerci superiori a un bruco de pezza. bastava quello secondo molti.

strike

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Mah, noi siamo superiori, dopo di che è giusto dire che non si campa di superiorità storica e morale, costruire il mito oggi, non accontentarci di vivere la Lazio da soli in un angolo, non raccontarla quasi che a raccontarla si sporcasse. Specie di questi tempi. Loro sono di più e fanno più caciara, questo e' vero ma temo che sarà sempre così. Ma a me non pare che #daje sia una parola d'ordine che sposta grandi masse, tutt'al più su Twitter. E' l'identificazione con la città che le sposta. E io ne faccio volentieri a meno. Per il resto bisogna solo vincere

Black Sun

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Citazione di: strike il 09 Ago 2014, 23:32
Che poi la Lazio non è Roma, la Lazio e' di più. Fin dalla nascita, fin dalla bandiera. Non è mito ma è storia

secondo me è esattamente il contrario.
tutte le squadre hanno e sono storia che, spesso, incrocia pure le traiettorie della Storia.
ma le capacità mitopoietiche della Lazio credo -sì, certo, in questo abbacinato dall'essere laziale, probabilmente- siano pressochè uniche ed irreplicabili.

V.

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Citazione di: strike il 10 Ago 2014, 04:40
Mah, noi siamo superiori, dopo di che è giusto dire che non si campa di superiorità storica e morale, costruire il mito oggi, non accontentarci di vivere la Lazio da soli in un angolo, non raccontarla quasi che a raccontarla si sporcasse. Specie di questi tempi. Loro sono di più e fanno più caciara, questo e' vero ma temo che sarà sempre così. Ma a me non pare che #daje sia una parola d'ordine che sposta grandi masse, tutt'al più su Twitter. E' l'identificazione con la città che le sposta. E io ne faccio volentieri a meno. Per il resto bisogna solo vincere

probabilmente hai ragione. o forse sono io che vorrei che qualcuno si sporcasse più le mani. ci vorrebbe uno che scrive libri  :pp  ma noi cmq a fronte di questa nostra elegante distacco/superiorità non abbiamo lo stadio del borussia. per cui fuori da twitter dove non esistiamo, siamo 4 gatti. il pubblico invece di Lazio Juventus di coppa italia fa paura.  Però zac! subito inghiottito dalla contestazione. qualcuno dirà e il 12 maggio? è un evento celebrativo di 40 anni fa....e pure quello usato in chiave contestazione. insomma: dove stanno i laziali nudi e crudi?

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V.

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Citazione di: Black Sun il 10 Ago 2014, 08:08
secondo me è esattamente il contrario.
tutte le squadre hanno e sono storia che, spesso, incrocia pure le traiettorie della Storia.
ma le capacità mitopoietiche della Lazio credo -sì, certo, in questo abbacinato dall'essere laziale, probabilmente- siano pressochè uniche ed irreplicabili.

quali? a cosa ti riferisci? molte squadre hanno avuto prove del nove uniche e irreplicabili.

ralphmalph

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Citazione di: V. il 09 Ago 2014, 12:36
bravo. inventamosene una fica. tipo a casa di un calciatore....

c'è la sosta dopo la prima giornata mi pare. Verrebbe a ciccio. io ce provo. se poi a sky uno c'avesse qualche amico giornalista si può provare il colpaccio.
è difficile però tentar non nuoce

italicbold

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Citazione di: strike il 10 Ago 2014, 04:40
Mah, noi siamo superiori, dopo di che è giusto dire che non si campa di superiorità storica e morale, costruire il mito oggi, non accontentarci di vivere la Lazio da soli in un angolo, non raccontarla quasi che a raccontarla si sporcasse. Specie di questi tempi. Loro sono di più e fanno più caciara, questo e' vero ma temo che sarà sempre così. Ma a me non pare che #daje sia una parola d'ordine che sposta grandi masse, tutt'al più su Twitter. E' l'identificazione con la città che le sposta. E io ne faccio volentieri a meno. Per il resto bisogna solo vincere

Sono assolutamente d'acordo con Strike.
Rincorrerli sul loro terreno, anche e soprattutto a livello di comunicazione, é perdente sin dall'inizio.
Anche solo per una questione semantica. Portano il nome della città. Che pero', nello stesso tempo é anche la loro gabbia e il loro limite. I nostri fondatori hanno avuto l'illuminazione di andare oltre i sette colli. La Lazio deve continuare su quella strada.
Se pensassimo a quanto ha dato la Lombardia alla nostra storia.
Da Signori a Pulici, da Re Cecconi a Bob Lovati.

paolo71

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per il resto bisogna solo vincere (cit.)

#vola

Cliath

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Citazione di: italicbold il 10 Ago 2014, 10:03
Sono assolutamente d'acordo con Strike.
Rincorrerli sul loro terreno, anche e soprattutto a livello di comunicazione, é perdente sin dall'inizio.
Anche solo per una questione semantica. Portano il nome della città. Che pero', nello stesso tempo é anche la loro gabbia e il loro limite. I nostri fondatori hanno avuto l'illuminazione di andare oltre i sette colli. La Lazio deve continuare su quella strada.
Se pensassimo a quanto ha dato la Lombardia alla nostra storia.
Da Signori a Pulici, da Re Cecconi a Bob Lovati.

D'accordissimo: è come paragonare la quantità alla qualità e noi siamo la seconda, a parte qualche netter (e sto a scherzà :DD ).

Non vedo l'ora di leggere il libro. Ed ho già in mente una lunga lista di persone a cui regalarlo.

Grazie ancora V.  ;)

strike

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Citazione di: italicbold il 10 Ago 2014, 10:03
Sono assolutamente d'acordo con Strike.
Rincorrerli sul loro terreno, anche e soprattutto a livello di comunicazione, é perdente sin dall'inizio.
Anche solo per una questione semantica. Portano il nome della città. Che pero', nello stesso tempo é anche la loro gabbia e il loro limite. I nostri fondatori hanno avuto l'illuminazione di andare oltre i sette colli. La Lazio deve continuare su quella strada.
Se pensassimo a quanto ha dato la Lombardia alla nostra storia.
Da Signori a Pulici, da Re Cecconi a Bob Lovati.

100%
Dici la Lombardia più di altre Regioni? Può essere, anche se la Lombardia e' enorme

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strike

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In Grecia, per dire, mi sono divertito a raccontare a un paio di greci tifosi e appassionati di calcio, nel mio traballante e gesticolante inglese, che noi abbiamo i colori della loro bandiera nazionale nella bandiera della Lazio. Uno, un cuoco, era anche relativamente informato, sapeva dove gioca Klose, aveva pure sentito parlare del fascistame di casa nostra. Ed è stato molto colpito dalla storia di Bigiarelli, Adua, le Olimpiadi, un gruppo di ragazzi sull'argine del Tevere.
Parliamo di greci isolani del Dodecaneso, i cui nonni hanno avuto gli italiani in casa dal 1911 e poi pure il nostro fascismo, che stanno di fronte alla Turchia e hanno tutti la bandiera greca sulle case, sui negozi, sui lampioni per strada.
Da noi però il mito della fondazione non tira, tira semmai per dire che siamo nati prima di quell'altri, che potevano nascere pure nel 1870 e sarebbero lo stesso un grumo di potere e plebaglia. Mah. Tanti laziali manco lo sanno davvero com'è nata la Lazio, non vi dico lo sportivo medio italiano.

FatDanny

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Citazione di: italicbold il 10 Ago 2014, 10:03
Sono assolutamente d'acordo con Strike.
Rincorrerli sul loro terreno, anche e soprattutto a livello di comunicazione, é perdente sin dall'inizio.
Anche solo per una questione semantica. Portano il nome della città. Che pero', nello stesso tempo é anche la loro gabbia e il loro limite. I nostri fondatori hanno avuto l'illuminazione di andare oltre i sette colli. La Lazio deve continuare su quella strada.

sono assolutamente d'accordo.
Tuttavia restando alla questione "Roma" io credo che in un famosissimo topic di questo forum tu abbia trovato una possibile strada quando scrivevi:


Noi non abbiamo avuto bisogno del nome di Roma.
Loro si.
Noi abbiamo portato qualcosa alla città di Roma.
Loro hanno sempre preso.


Andrebbe rovesciato con efficacia quel loro tracotante (quanto falso) "Roma siamo noi" in un più onesto e consapevole "noi siamo Roma".
E non parlo solamente dei nostri luoghi: da Piazza della Libertà al Pincio, dalla Rondinella alle microstorie rionali del nostro tifo.
Ma, tanto per dirne una: solamente un romano che non conosce la propria storia può usare burino come insulto, quando fino ad appena cent'anni fa le pecore te le trovavi fino al porto de ripetta.

Noi siamo Roma e tanto altro, così come Roma è tanto altro oltre noi.
Tuttavia le nostre storie sono intrecciate e indissolubilmente legate come quelle di due amanti.
Uniti e distinti, senza che uno tenti di coprire forzosamente l'altro.

Ecco, questo approccio a mio avviso è molto più efficace della competizione - perdente - sul loro stesso terreno.

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