biancoenero o hd: calcio e democrazia

Aperto da aquilante, 13 Ago 2014, 13:11

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aquilante

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nei giorni caldi della corsa alla presidenza della fgci, la battuta più intelligente, quella che meglio ha saputo far sintesi delle prospettive in campo, è toccata sicuramente ad albertini: grosso modo, "se vicno io vedremo un calcio in hd, se vince tavecchio si torna al biancoenero"

certo, parlare di orizzonti in bn per un gruppo capeggiato, tra gli altri, da adriano galliani, ovvero da uno degli indiscussi deus ex machina del neocalcio televisivo italiano, obiettivamente è un po' come fare birdwatching da una stazione sottorranea della metropolitana, serve molta fantasia. eppure la metafara, chissà quanto consapevolmente, contiene una sua efficacia descrittiva assolutamente straordinaria. perché, se è vero che il modello di calcio che hanno in mente i due gruppi di potere è fondamentalmente lo stesso - del resto, a disegnarne i lineamenti (stadi di proprietà, via la contraddizione del tifo antagonista, detassazione, centralità della proprietà nel rapporto con le controparti, riqualificazione del prodotto nazionale, eccetra) sono stati lotito per gli uni, agnelli per gli altri - è altrettanto vero che le vie che gli uni e gli altri propongono per arrivarci divergono su punti di evidente natura sostanziale

per meglio ragionare su questa differenza, può giovare un piccolo riferimento di natura critica sulla storia della comuniczione televisiva del calcio in Italia. nel passaggio dal bn all'hd ognuno di noi, rispetto al prodotto, ha potuto godere di una crescita qualitativa addiruttura non quantificabile: moviola, fermo immagine, profondità di campo, replay, pulizia dell immagini e mille altre diavolerie offerte da una tecnologia e da un mercato in movimento perenne. tanta tensione tecnologica tuttavia non è stata accompagnata da un adeguamento minimamente accettabile delle capacità di chi il mezzo è stato chiamato a gestirlo. eccoci quindi di fronte al paradosso di dover rimpiangere una televisione che fronteggiava la povertà tecnologica del bn con la ricchezza culturale dei ciotti, degli ameri, dei ferretti, degli zavoli. mentre oggi lo scintillio tecnologico deve fare i conti con la pochezza disarmante di un caressa o di un mangiante. se a raccontare il calcio di allora toccava a fior di giornalisti, oggi chi non si rassegna a cambiare canale si trova costretto a subire le zoppie linguistiche e logiche, o peggio ancora la sudditanza quasi antropologica verso i (più) potenti, di ex calciatori in affanno permanente

che lo creda o no albertini, il confronto tra la domenica sportiva di alfredo pigna o tito stagno e lo sky calcio show di massimo mauro e costacurta, in barba a tutte le innovazioni tecnologie, è improponibile e impietoso. anche, forse soprattutto, dal punto di vista della democrazia. veniamo così alla questione della differenza delle proposte. sky calcio show è esattamente l'idea di calcio che il gruppo agnelli-unicredit-murdoch-(veltroni) vuole proporre/imporre agli italiani. tempo, comunicazione e soldi a tutto vantaggio di cinque o sei club, agli altri le briciole, ecco secondo loro la via per riaprire la competitività con i top club europei. l'altro gruppo, certo non mosso, neppure lui, da motivi filantropici, per raggiungere lo stesso obiettivo - ridiventare competitivi con real, barcellona, bayern e manchester - invece di puntare su misure legislative ed economiche che accrescono lo squilibrio tra grandi e piccoli club, ha scelto di favorire forme almeno minime di equilibrio, il riconoscimento delle differenze, la tutela/assistenza della provincia. a guardar bene, quasi una sorta di controtendenza epocale: per crescere, più Stato, meno mercato. nella speranza che murdoch & c non chiedano l'intervento di bundesbank per decidere la quota di ricchezza da distribuire alla lega pro

gaizkamendieta

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aquila, non è cosi', la battaglia è tra mediaset e sky, non a caso galliani stava con tavecchio, con da differenza che sky da soldi veri (e tanti )al calcio mentre mediaset da le briciole. Facile spartirsi i soldi che pero te deve da quell'altro e non cacciare tu.
In quanto a ciotti, ameri e compagnia cantantando hai ragione, erano certamente piu' preparati, ma in quel mondo ve ne erano una decina in tutto, oggi sono centinaia se non migliaia gli "addetti ai lavori" ovvio che aumentando a dismisura il numero aumentino anche gli incapaci.

Voi mette la bellezza e la completezza di una lettera o di una cartolina con un sms o una email? perche' non torniamo alle lettere allora? su questo ragionamento proprio non ci siamo, il mondo va avanti e personalmente, i ragionamenti del "sistava meglio quando si stava peggio" me so sempre sembrati una cazzata. Una volta per vedere una partita di calcio in tv dovevi aspetta la nazionale o le coppe, oggi ce ne sono a decine tutti i giorni, con tale quantita' è ovvio che la qualita possa spesso scemare ... ma forse della stupidaggini che dicevano i ciotti e gli ameri manco ce ne accorgevamo, tanto non se vedeva niente.

Palo

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Citazione di: gaizkamendieta il 13 Ago 2014, 13:43
aquila, non è cosi', la battaglia è tra mediaset e sky, non a caso galliani stava con tavecchio, con da differenza che sky da soldi veri (e tanti )al calcio mentre mediaset da le briciole. Facile spartirsi i soldi che pero te deve da quell'altro e non cacciare tu.
In quanto a ciotti, ameri e compagnia cantantando hai ragione, erano certamente piu' preparati, ma in quel mondo ve ne erano una decina in tutto, oggi sono centinaia se non migliaia gli "addetti ai lavori" ovvio che aumentando a dismisura il numero aumentino anche gli incapaci.

Voi mette la bellezza e la completezza di una lettera o di una cartolina con un sms o una email? perche' non torniamo alle lettere allora? su questo ragionamento proprio non ci siamo, il mondo va avanti e personalmente, i ragionamenti del "sistava meglio quando si stava peggio" me so sempre sembrati una cazzata. Una volta per vedere una partita di calcio in tv dovevi aspetta la nazionale o le coppe, oggi ce ne sono a decine tutti i giorni, con tale quantita' è ovvio che la qualita possa spesso scemare ... ma forse della stupidaggini che dicevano i ciotti e gli ameri manco ce ne accorgevamo, tanto non se vedeva niente.
Uso le mail perché ci sono obbligato ma quanto preferisco insultare gli altri al telefono. E, alle parsone cui voglio bene, mando sempre delle cartoline.

D'altro canto tarallo mi considera un vdm ... ho detto tutto!

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gaizkamendieta

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Citazione di: Palo il 13 Ago 2014, 13:52
Uso le mail perché ci sono obbligato ma quanto preferisco insultare gli altri al telefono. E, alle parsone cui voglio bene, mando sempre delle cartoline.

D'altro canto tarallo mi considera un vdm ... ho detto tutto!
io infatti ho detto che le lettere (o le cartoline) erano molto piu' belle, ma tornare indietro sarebbe una caxxata improponibile, a scapito della semplice bellezza gli sms e le email ti danno un miliardo di vantaggi in piu', anche importantissimi, che sopperiscono abbondantemente all'estetica.

aquilante

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gaiskamendieta,
i diritti del calcio sono stati comprati insieme da sky e mediaset, nella misura credo oscillante tra il 60/70% alla prima e il 30/40% alla seconda, il riferimento alle briciole quindi mi sembra improprio. non starò qui comunque a tessere le lodi a mediaset, anche perché la scelta di accentuare la sperequazione distributiva dei tre fattori - tempo, soldi e comunicazione - ricade tutta sulle loro spalle, a partire dagli anni ottanta/novanta, quando c'era da sfilare il calcio alla rai. mediaset (berlusconi) però, nonostante le grandi pippe sulla concorrenza, ha sempe risposto a logiche politiche oltreche economiche e quindi in qualche modo lasciava vivere, non aggrediva in maniera decisiva lo status quo. murdoch, i bostoniani di unicredit e i torinesi di Detroit invece puntano senza mezzi termini alle capacità regolatrici/strangolatrici del mercato. per adesso sono stati fermati. adesso l'altro gruppo deve essere bravo a smontarli e a neutralizzarne le velleità di rivincita tra due anni

no, io non considero caressa e mauro un male sgradevole ma necessario della crescita dei fenomeni comunicativi (crescita che anche io valuto in maniera assolutamente positiva, non mi sembra di aver rimpianto alcunché). non sono la fisiologia dello sviluppo della televisione, ne sono piuttosto la patologia. non casuale, bensì perseguita con determinazione feroce. la loro saccenza, l loro arroganza, la loro sudditanza è assolutamente funzionale alla crescita dei margini sperequativi

blu73

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Il post di Aquilante propone un'interpretazione che va al di là del calcio.
E' passato come dato culturale che il progresso e la modernità vadano di pari passo con la competitività esasperata e la sperequazione. Ovvero un'idea esclusiva di progresso, dove il più forte corre avanti a tutti, prendendo tutto, anche la ribalta mediatica. Nel calcio come nella società civile. Il gruppo che presentava Albertini ha questa visione. Un pò come quella del Subbuteo nuova versione dove si possono trovare solo le figurine dei calciatori dei club più popolari d'Europa o d'Italia, intesi come numero di tifosi/simpatizzanti/clienti. Il resto rimane sullo sfondo, male necessario fino a che nel calcio serve la squadra avversaria che però è presente solo sul campo perchè nel racconto mediatico sparisce.
Nella mia visione, del calcio come della società, è necessario operare un rovesciamento dei valori. Il progresso è tale solo se condiviso, altrimenti è una corsa verso la catastrofe. Per utilizzare una metafora la locomotiva è utile se trasporta i vagoni altrimenti non vale la pena farla correre. Per limitarci al calcio vorrei un calcio vero, dove le trasmissioni sportive non dedicano tempo alle squadre in rapporto alla loro popolarità ma solamente ai loro risultati sportivi. E' non è questa la nostalgia per un calcio antico, un qualcosa di polveroso perso nella memoria. Al contrario è la voglia di fare un passo avanti, superando la rigidità mentale inculcata per accentrare il potere in poche mani e controllare tutto dall'alto.
Il calcio in hd è solo quello reale non quello finto rappresentato da un "grumo di potere" e dai suoi arlecchini mediatici.

Zanzalf

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Albertini, la Roma e la Juve hanno in mente un calcio che sostiene pochissimi grandi club. Non stupisce che il resto del calcio italiano gli si sia rivoltato contro. Inter e Milan se la passano malissimo, con i costi dei fasti del passato scaricati su un futuro che è diventato presente.

Pensavano di rivoltare il tavolo a furia di campagne mediatiche. Per ora è andata male. Occhio che non è finita.

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gaizkamendieta

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Citazione di: aquilante il 13 Ago 2014, 14:19
gaiskamendieta,
i diritti del calcio sono stati comprati insieme da sky e mediaset, nella misura credo oscillante tra il 60/70% alla prima e il 30/40% alla seconda, il riferimento alle briciole quindi mi sembra improprio. non starò qui comunque a tessere le lodi a mediaset, anche perché la scelta di accentuare la sperequazione distributiva dei tre fattori - tempo, soldi e comunicazione - ricade tutta sulle loro spalle, a partire dagli anni ottanta/novanta, quando c'era da sfilare il calcio alla rai. mediaset (berlusconi) però, nonostante le grandi pippe sulla concorrenza, ha sempe risposto a logiche politiche oltreche economiche e quindi in qualche modo lasciava vivere, non aggrediva in maniera decisiva lo status quo. murdoch, i bostoniani di unicredit e i torinesi di Detroit invece puntano senza mezzi termini alle capacità regolatrici/strangolatrici del mercato. per adesso sono stati fermati. adesso l'altro gruppo deve essere bravo a smontarli e a neutralizzarne le velleità di rivincita tra due anni

no, io non considero caressa e mauro un male sgradevole ma necessario della crescita dei fenomeni comunicativi (crescita che anche io valuto in maniera assolutamente positiva, non mi sembra di aver rimpianto alcunché). non sono la fisiologia dello sviluppo della televisione, ne sono piuttosto la patologia. non casuale, bensì perseguita con determinazione feroce. la loro saccenza, l loro arroganza, la loro sudditanza è assolutamente funzionale alla crescita dei margini sperequativi


questo a novembre 2013 (meno di un anno fa:
Sky paga infatti 570 milioni di euro l'anno per tutte e 380 le partite di Serie A. Mediaset ne paga quest'anno 270, meno della metà.

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/11/04/news/diritti_tv_il_calcio_si_spacca_la_lega_vaso_di_coccio_nella_guerra_mediaset-sky-70174018/
sky paga circa il 70% dei diritti tv.

x zanzalf:
da cosa hai dedotto le tue conclusioni? dal programma di albertini? in quale punti? o sono tue illazioni? io credo a questa ultima cosa, poiche' la ripartizione dei diritti sulle squadre con tavecchio e albertini non c'entrano un cavolo, prima di tutto perhe è una questione di lega e non di figc e SOPRATTUTTO perche le ripartizioni son gia state fatte a giugno e tavecchio rimarra in carica per soli 2 anni ed andra via ben prima della nuova ripartizione. quella tra sky e mediaset non è una guerra sulle ripartizioni ( di cui a sky e mediaset frega molto relativamente ) me ben piu' alta e cioe', sulla quantita' di soldi da mettere nel calcio e su chi deve trasmettere le partite in base hai soldi che ognuna di loro tira fuori. fino a poco fa con berlusconi al potere, mediaset ha fatto come gli pare, magari dando ogni tanto qualche contentino a sky per non fargli rompere le @@, oggi sky non ci sta piu' a pagare per altri e ad avere piu' o meno le stesse cose ... da qui la battaglia.
e ti assicuro che su queste cose sono "abbastanza" ben informato, avendo qualcuno vicino a me che ci sta dentro.

Pergianluca

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Più volte in questi giorni ho sentito richiamare, a sproposito, gli sport professionistici americani.
Ebbene, se si guarda con attenzione (e non con intenti ipocriti) ai loro meccanismi, ci si rende conto che - se vogliamo utilizzare la terminologia di aquilante: mercato vs regolamentazione - oltreoceano si sono resi conto che la massimizzazione del profitto generato dal prodotto sportivo venduto non passa da una estremizzazione della competizione di mercato ispirata ad ad un cannibalismo economico di stampo hobbesiano, bensì dalla predisposizione ed attuazione di strumenti riequilibriativi che, pur rimanendo in un chiaro sistema concorrenziale, siano in grado di porre rimedio ad una serie di esternalità (o fallimenti del mercato), che, altrimenti, falserebbero in radice il confronto e limiterebbero le capacità espansive del prodotto da commercializzare.
Per dire, la questione Sterling e l'espropriazione della squadra di L.A. di cui tanti si sono riempiti a sproposito la bocca, è stata un'operazione assolutamente estranea al mercato ed alla concorrenza, frutto di una policy regolamentatoria rigorosamente dirigista, che permea molti degli snodi essenziali dello sport professionistico americano.
Questo anche perché non bisogna dimenticare che la concorrenza, la competizione che fa vendere il prodotto calcio (o basket, o football, o hockey, ecc.) è quella che si svolge sul campo di gioco (e più ce n'è e più si vende), non quella finanziaria tra gruppi economico-politici, che si gioca in salotti e transazioni internazionali (più o meno virtuali).
Mi si replicherà che tutto ciò è impraticabile e mortificherebbe l'interesse nel calcio e, soprattutto, nel nostro calcio (anche se poi nessuno è ancora riuscito a spiegarmene il perché).
Però - mi viene di obiettare - si tratta della soluzione alla base del successo dei campionati a maggiore valore aggiunto del mondo, capaci di attirare l'interesse  ben oltre il loro bacino di utenti naturali: chi direbbe che l'interesse all'esito del campionato NBA è mortificato dalle regole del draft, del salary cup e di tutti gli altri strumenti perequativi ivi operanti?

gaizkamendieta

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Citazione di: Pergianluca il 13 Ago 2014, 16:01
Più volte in questi giorni ho sentito richiamare, a sproposito, gli sport professionistici americani.
Ebbene, se si guarda con attenzione (e non con intenti ipocriti) ai loro meccanismi, ci si rende conto che - se vogliamo utilizzare la terminologia di aquilante: mercato vs regolamentazione - oltreoceano si sono resi conto che la massimizzazione del profitto generato dal prodotto sportivo venduto non passa da una estremizzazione della competizione di mercato ispirata ad ad un cannibalismo economico di stampo hobbesiano, bensì dalla predisposizione ed attuazione di strumenti riequilibriativi che, pur rimanendo in un chiaro sistema concorrenziale, siano in grado di porre rimedio ad una serie di esternalità (o fallimenti del mercato), che, altrimenti, falserebbero in radice il confronto e limiterebbero le capacità espansive del prodotto da commercializzare.
Per dire, la questione Sterling e l'espropriazione della squadra di L.A. di cui tanti si sono riempiti a sproposito la bocca, è stata un'operazione assolutamente estranea al mercato ed alla concorrenza, frutto di una policy regolamentatoria rigorosamente dirigista, che permea molti degli snodi essenziali dello sport professionistico americano.
Questo anche perché non bisogna dimenticare che la concorrenza, la competizione che fa vendere il prodotto calcio (o basket, o football, o hockey, ecc.) è quella che si svolge sul campo di gioco (e più ce n'è e più si vende), non quella finanziaria tra gruppi economico-politici, che si gioca in salotti e transazioni internazionali (più o meno virtuali).
Mi si replicherà che tutto ciò è impraticabile e mortificherebbe l'interesse nel calcio e, soprattutto, nel nostro calcio (anche se poi nessuno è ancora riuscito a spiegarmene il perché).
Però - mi viene di obiettare - si tratta della soluzione alla base del successo dei campionati a maggiore valore aggiunto del mondo, capaci di attirare l'interesse  ben oltre il loro bacino di utenti naturali: chi direbbe che l'interesse all'esito del campionato NBA è mortificato dalle regole del draft, del salary cup e di tutti gli altri strumenti perequativi ivi operanti?
io sono d'accordissimo con te.... ma tutto questo non c'entra nulla ne con tavecchio ne con albertini ne con la figc e....... forse neanche con il topic da cui probabilmente stiamo divagando.  ;)

Pergianluca

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Citazione di: gaizkamendieta il 13 Ago 2014, 16:08
io sono d'accordissimo con te.... ma tutto questo non c'entra nulla ne con tavecchio ne con albertini ne con la figc e....... forse neanche con il topic da cui probabilmente stiamo divagando.  ;)
Dici? Invece, secondo me, si tratta di una delle possibili opzioni o, se vuoi, di considerazioni alla luce delle quali saggiare la praticabilità o meno dell'opzione iper-liberista Fiat-Unicredit-Sky e dell'opzione, almeno apparentemente più cauta, dei sostenitori di Tavecchio.

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Zanzalf

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Gaizka, non è solo questione della ripartizione dei diritti ma anche di quali politiche fare per incentivare o meno la concentrazione del potere in poche mani, capaci di generare debito e sviluppare interessi extracalcistici.
Non c'è bisogno di fare grosse deduzioni, i protagonisti tra le righe sono chiari: quando Albertini parla di squadre b intende meno spazio per le provinciali, quando Lotito critica la pratica del deficit estremo e incontrollato del duo Unicredit/Fiat fa capire quali sono i termini reali della questione, "calcio in hd" è un'allusione chiarissima alla volontà di selezionare un'elite.

gaizkamendieta

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Citazione di: Zanzalf il 13 Ago 2014, 17:28
Gaizka, non è solo questione della ripartizione dei diritti ma anche di quali politiche fare per incentivare o meno la concentrazione del potere in poche mani, capaci di generare debito e sviluppare interessi extracalcistici.
Non c'è bisogno di fare grosse deduzioni, i protagonisti tra le righe sono chiari: quando Albertini parla di squadre b intende meno spazio per le provinciali, quando Lotito critica la pratica del deficit estremo e incontrollato del duo Unicredit/Fiat fa capire quali sono i termini reali della questione, "calcio in hd" è un'allusione chiarissima alla volontà di selezionare un'elite.
zanzalf non facciamo gli ingenui, squadre B significa meno spazio per le provinciali tanto quanto la possibilità per uno stesso imprenditore di avere due o 3 squadre nelle categorie professionistiche, quante saranno alla fine ste provinciali che andrebbero in mano a club di a? quanti club di A possono permettersi di prendere una provinciale? 5? 6? 7? cosa cambia per il 99,99% delle provinciali? Su questo punto la questione la so benissimo io e la sai benissimo tu qual è.... la lazio c'entra come il 2 di coppe quando retgna denari, il problema per lotito è la salernitana... con queste leggi non  puo farla salire, o la vende o fa cambiare la legge.... tra l'altro se vogliamo proprio entrare nel merito, premesso che a me non piacciono neanche le squadre B che non possono salire in A perché comunque, in un certo qual modo, falsano anche loro i campionati, vogliamo dirlo o no che sarebbe assurdo avere una squadra due squadre con lo stesso proprietario nello stesso campionato? che sarebbe una legge "ad personam" peggio di quelle di Berlusconi? e non solo nello stesso campionato ma anche una sola categoria sotto, immagina la salernitana in B se fanno passare questa legge.... come fai a farla salire in A? questa legge sarebbe veramente una sciagura dovesso farla, altro che favorire le provinciali.
In quanto al calcio in HD ma cosa si pretende? di chiedere 600 milioni a sky (e meno della meta a mediaset) e poi di non farla contare nulla o meno del biscione?
occhio, ti ripeto, che sky si sta rompendo parecchio le scatole... e li su Berlusconi non c'è più..... tra 2 anni se non cambiano qualcosa i soldi saranno mooolti di meno per tutti, lazio compresa.
Se si abbassano tutti, a me potrebbe stare anche bene, torniano al bianco e nero come dice aquilante.... ma dubito che stia bene a "loro" lotito in primis, quando tiri troppo la corda questa spesso si rompe... ti ripeto, la lazio in questa battaglia non c'entra nulla, la battaglia sta molto più in alto. tutti a elogiare il modello inglese a cui sky da il doppio o quasi della serie A ... poi pero qui vogliamo fa come ce pare, se vi sta bene il modello inglese, facciamolo, ma sappiate che la premier è di sky che mette parola anche sui calendari.

Ranxerox

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Non ho argomenti per entrare nel merito, volevo però fare un complimento a tutti per i contenuti dei post. Bellissima discussione, ottime analisi. Continuo a leggervi con piacere.

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