Una partita è una tavolozza bianca da dipingere, e se sarà dell'azzurro del cielo o del grigio di una giornata uggiosa non è mai dato sapere. Ci sono più combinazioni in una partita di calcio che in una di scacchi. Indipendentemente dalle premesse.
Il 9 febbraio 2012 la Lazio incontra il Cesena all'Olimpico. E' una Lazio non male, e il Cesena naviga nei bassifondi di una classifica che alla fine la vedrà sprofondare in B. Le premesse non sono eccitanti, tra l'altro poi si gioca di giovedì, e un giovedì sera di febbraio, insomma, qualcosa di meglio si trova sempre da fare. Battiamo sto Cesena, basta un golletto di Miro, e proseguiamo sto cammino verso la Champions. Magari vado al cinema, e il risultato me lo vedo sul televideo.
Invece la tavolozza inizia a colorarsi di tinte fosche. Al Cesena proprio non gli va di fare da sparring partner. Pronti via, Miro si mangia un paio di gol, ma tanto prima o poi arriverà. Invece dopo un quarto d'ora Mutu, solo soletto in area la butta dentro. C'è tempo, ma intanto la Lazio more solito si disunisce, e alla mezz'ora per la tavolozza è rimasto solo il nero. Mutu se ne va in contropiede dopo una cazzata a centrocampo, entra in area, contatto, rigore, Konko espulso e Iaquinta segna lo 0-2.
A quel punto si prefigura il dramma. In 10 e sotto di due gol, la Lazio decide che no, questa volta la tavolozza dovrà dipingersi di altri colori. E nella ripresa torna in campo come tornò in campo un'altra Lazio in quel pazzo 1974, contro il Verona. Bim, bum, bam, in 17 minuti, incurante della coperta corta, cortissima, da 0-2 ci ritroviamo sul 3-2. Il Cesena non ci capisce più niente, chi se ne accorge in più che siamo noi e non loro con un uomo in meno? E l'assalto finale dei romagnoli questa volta ci trova pronti, cazzuti e determinati. Tornatevene a casa, avete giocato col fuoco e vi siete bruciati.
Una partita da nulla diventa di colpo un capitolo di un'epopea, una storia che tornati a casa avete potuto raccontare magari svegliando moglie e figli che già dormivano saporitamente, spinti da un'adrenalina che no, proprio non gliela si fa a dormire... ma è solo il Cesena... sticazzi. Noi siamo la Lazio!
Attenzione a sottovalutare l'incontro. Attenzione a decidere che sì, magari il tempo è bello, e poi non si sa se ci sarà contestazione, e poi siamo pure quattro gatti, tanto vale fare l'ultima botta di Maccarese che poi arriva l'autunno. Attenzione. La Lazio ci ha sempre sorpreso nella nostra vita, e - chissà - magari questa, come ogni altra partita, potrebbe essere un'occasione perduta da raccontare nelle sere di inverno a figli e nipoti, davanti al fuoco... papà raccontaci quella volta di Lazio-Cesena che perdevamo 2-0... e voi aprite il libro dei ricordi...
Non mancate. Perché quella tavolozza aspetta ancora di essere dipinta... e che fare se nella vostra memoria ci sarà un annoiato pomeriggio sulla spiaggia giocherellando su facebook?