Al di là di qualche punto più discutibile, le parole di Spicciarello sono molto condivisibili. Lotito ha molti meriti, almeno quanto i suoi difetti

, ma a livello di comunicazione la Lazio, nonostante la radio e la tv, fa ridere purtroppo. Il "gap" tra noi e i giallozzozzi di cui parla Spicciarello non si sta scavando per i risultati sportivi, per i quali negli ultimi anni, grazie anche alla coppainfaccia, siamo avanti a loro, ma soprattutto a livello di comunicazione.
Da quando sono arrivati gli americani, da sempre esperti nell'attività di lobbying, la roma non c'è giorno che non appaia sulle prime pagine dei quotidiani e nei loro siti, senza bisogno che ci sia davvero una "notizia" da comunicare. Oggi ad esempio stavo usando il browser Opera che ha nella home page una rassegna di notizie: indovinate in evidenza che "notizia" c'era? Un articolo che "esaltava" il "record" dei 18 giocatori "nazionali" della riomma... assurdo. Vi ricordate un risalto simile da parte dei giornali quando ai mondiali di calcio la Lazio aveva due giocatori a giocarsi la finale? Più un "papabile" ad indossare la nostra maglia arrivato terzo con l'Olanda? Naturalmente no... anzi, quando si parla di noi lo si fa quasi sempre in maniera negativa: i buu in curva, Lotito che appoggia il razzista Tavecchio, la curva che sciopera ecc ecc... fino alla "ciliegina" di ieri, quando pur di parlar male di noi e di Lotio so arrivati addirittura ad indignarsi per il fatto che il presidente ha indossato la tuta della nazionale italiana!
E vero che anche ai tempi di Cragnotti non avevamo una buona stampa, tuttavia all'epoca dei sensi la roma, pur avendola migliore, non era certo un po' ovunque, oltre che su tutti i giornali, come oggi, murale di me.rda sulle facciate delle scuole compresi (a proposito... ma sta ancora lì?). Ah, dimenticavo: ieri notte su repubblica, sulla prima pagina del sito, glorificavano i 20 anni dal primo del del cappetano: ma che notizia è? Che record è? Solo fuffa ovviamente, ma tanto basta per influenzare il popolo bue e magari anche i bambini più piccoli, potenziali giallozzozzi di domani.
Tutto questo per tacere poi dei vari social network: fino ad un po' di tempo fa ogni volta che aprivo fb c'era il rischio che apparisse una pubblicità di qualcosa legata ai giallozzozzi, nonostante spesso segnalassi come spam. Alla fine ho risolto definitivamente solo con un app che oscura le pubblicità. E su twitter? Ogni volta che lo apro mi viene consigliato di seguire il profilo della aessemerda oppure di struttoman... mai che mi fosse capitato un giocatore della Lazio. Che poi io se nessun giocatore della Lazio avesse twitter sarei pure contento, perché significherebbe elevarsi sopra la media dei calciatori delle altre squadre, sempre impegnati a twittare le più grosse cazzate e/o foto, ma dubito che nessuno dei nostri abbia un profilo ufficiale, anche per una semplice questione di marketing.
Ormai è una guerra e va combattuta su ogni fronte, dallo stadio fino al più pulcioso dei social network, perché ormai anche il tifoso è globalizzato e via web queste persone si raggiungono più facilmente. L'idea dell'Albania proposta da Spicciarello non è malvagia, potendo contare noi su una folta colonia di albanesi a Formello. Ma ovviamente dovrebbe essere solo l'inizio, perché certo per "globalizzare" il marchio Lazio non bastano certo i pochi milioni di albanesi.
Scusate se mi sono un po' dilungato... mi sa che questo posto lo leggerete in pochi

io di solito scrivo poco sul forum ma leggo molto, però su questo tema del "gap" mi ci avveleno troppo...

e la farsa del loro stadio, con annessa speculazione del secolo, è stata l'ultima goccia