Rivoluzione contrattuale del pallone: Il calciatore diventa aziendalista
Giorgio Chiellini, il primo a firmare un contratto rivoluzionario
Il nuovo contratto di Chiellini con la Juve chiude un'era, quella del finto dipendente. Tempo libero e espressione delle idee politiche: nulla sfugge ai dirigentiMASSIMILIANO NEROZZI da
laStampa.itCon il contratto juventino autografato martedì sera da Giorgio Chiellini, la partita s'allarga a ventiquattro ore, e il campo alla vita di tutti i giorni. Dall'abbigliamento, politically correct, alle uscite in discoteca, dai messaggi su twitter alle cure mediche, le obbligazioni contrattuali disciplinano l'esistenza anche fuori dal prato: scarpe e uniforme ne fanno un calciatore, mestiere e quattrini (reciproci) un professionista. Dal modulo federale tipo, un prestampato da tabaccheria, si passa a un accordo di una decina di pagine, esaustivo nella trattazione e minuzioso nelle clausole. A occhio, il protopipo dei contratti che verranno, chissà se di quello collettivo che ancora non c'è, e per il quale Lega dei club e sindacato calciatori ancora bisticciano.
Di certo la firma di Chiellini un po' di chiasso l'ha fatto, se ieri il vicepresidente dell'Assocalciatori, Leonardo Grosso, ne ha contestato la validità, per poi aggiustare la linea. Materia di duello, visto che il presidente della Juve, Andrea Agnelli, è tra i profeti della riforma, e l'avvocato Michele Briamonte, membro del cda bianconero, ha levigato articoli e commi. Chiello, poi, mica è uno qualunque: 26 anni, gli ultimi cinque passati alla Juve, fresca laurea in Ecomomia e commercio, è uno da spot. Sul campo e fuori: trave portante della difesa bianconera e della Nazionale, è finito sulla copertina del più popolare videogame di calcio (con Kakà). Anche se ieri voleva abbassare il volume: «Personalmente ho sempre sostenuto l'associazione calciatori e il mio contratto rappresenta un accordo che tiene in considerazione la complessità di un rapporto professionale come quello tra società sportive e calciatori di serie A». Complesso, appunto. Eccone le principali obbligazioni.
Le regole sul campoIl giocatore ha l'obbligo di allenarsi, anche separatamente dal gruppo (prima era era vietato). E deve accettare le direttive e le decisioni tecniche dell'allenatore durante la partita, evitando commenti plateali.
Attività imprenditoriali e sponsorSenza il consenso preventivo, e scritto, della società, il calciatore non potrà avviare un'altra attività professionale o imprenditoriale, come una pizzeria, o la pescheria di Gattuso, per esempio. Vietato partecipare ad attività potenzialmente sconvenienti per un atleta professionista, come le scommesse, il gioco d'azzardo e le serate in discoteca. Così come il club dovrà preventivamente autorizzare eventuali contratti individuali di sponsorizzazione.
Condotta di vitaIl codice etico e i regolamenti interni del club entrano nel contratto: il giocatore ha l'obbligo di seguirli, a pena di sanzioni. È richiesto un contegno di vita adeguato a un calciatore professionista e in linea con lo stile del club. Nella dittatura dell'immagine, un'occhiata all'abbigliamento: meglio se elegante o casual elegante, mai trasandato o tale da far trasparire preferenze politiche o ideologiche del calciatore. Da evitare condotte che possano far pensare a qualsiasi discriminazione razziale o ideologica.
Mass mediaDivieto di fare pubbliche dichiarazioni senza l'autorizzazione del club: rientrano nella giurisdizione i siti web personali o i social network, da facebook a twitter.
SaluteAlle cure mediche ci pensa la società, a meno che il giocatore voglia scegliersi medici di fiducia: nel caso pagherà, e occorrerà l'assenso del club sulla loro professionalità.
Trattenute e multeInfrangere le regole costerà caro, fino al 30% sulla retribuzione annuale e i premi. In caso di retrocessione o risultati che pregiudichino pesantemenre i ricavi della società, retribuzione e premi saranno ridiscussi: senza accordo, previsto il taglio del 30%. C'è la possibilità di applicare sanzioni contrattuali fino al 10% dello stipendio e dei premi annuali, con facoltà di cumulo. Massimo della pena: l'esclusione dalla rosa o la sospensione di permessi e ferie.
mi sembra un contratto ottimo per la società, ma difficilmente accettabile da un giocatore - salvo casi di totale ed incondizionata devozione al club... - se fossi un calciatore e un procuratore non accetterei alcune pesanti limitazioni della sfera personale, neanche se mi ricoprissero d'oro....