Citazione di: GiPoda il 27 Set 2014, 10:17
Mi sono letto gli editoriali.
Ancora una volta abbiamo una stampa serva dei poteri forti.
L. è sciocco a prestare il fianco, ma dalla lettura degli articoli i veri arroganti sono Juve e roma che pretendono grazie ai loro fatturati di dettare legge su tutto il calcio professionistico italiano.
Adesso il terreno di scontro è squadre filiali vs. multiproprietà.
Quindi fare come la Segunda Division spagnola.
Buona idea o cattiva idea?
Io dico solo che un campionato dove le squadre B non possono essere promosse perché nel campionato superiore milita la squadra maggiore non è un campionato interessante.
Diventa accademia.
Questo è quello che vorrebbero alcuni club a cui è permesso di dire impunemente, tramite baldissoni e alla faccia della democrazia, di aver fatto alzare dalla sedia, come se fosse un grande affronto, "tre club che fruttano un terzo della serie A".
E poi l arrogante sarebbe Lotito?
'sta massa di incappucciati.
Dobbiamo anche noi prendere posizione, ad un certo punto.
Da sempre abbiamo parlato - a ragione - di AS Mafia, di Rubentus. I poteri forti del calcio, in cui la roma faceva da cavalier servente della Juve moggesca (ricordate l'ufficio del figlio di Moggi a Trigoria), accontentandosi delle briciole che le lasciava il padrone. Italicamente, nel periodo di calciopoli, si sono trovati un altro padrone nerazzurro, che ha sempre lasciato loro gli avanzi (zero tituli), per poi badoglianamente ritrovarsi fianco a fianco con gli "odiati" bianconeri. Robin Hood moderni, che rubano ai poveri per dare ai ricchi.
Lotito ha mille difetti. Caratterialmente è un disastro, non riesce a cementare un consenso perché è un accentratore, un presenzialista, un fasotutomi, si fa ampiamente i cazzi suoi, è infelice nelle uscite, e si fa nemici dappertutto. Però una persona si giudica anche dai nemici che ha. E abbiamo elencato tra i nemici tutti quelli che disprezziamo di più, dalla stampa apertamente schierata al grumo infetto di potere che porta il sindaco della Capitale a farsi un viaggio in America per discutere con il padrone le condizioni del nuovo Sacco di Roma.
L'attenzione su Lotito è totale, e ogni critica, ogni sberleffo, è chiaramente strumentale. Sticazzi delle battute infelici, l'uomo è questo, ma sono tutte pallottole in una guerra dichiarata a campo aperto, senza più sottigliezze bismarckiane. Smentisce la battuta? Non è importante, non importa a nessuno, perché tanto ormai è da un paio di giorni (sostituita oggi dalla gigantografia del fesso) sulla home della gazza.
E l'attenzione è sistematicamente ormai sviata dal programma. Che è l'obiettivo principale del duo monnezza. Che l'asmerda sia indagata dalla UEFA per violazioni del fair play finanziario, chissenefrega. L'importante è la battuta di Lotito.
Noi siamo un po' ambigui su sto fatto. Perché sostenere Lotito e Tavecchio su questo campo vuol dire appunto sostenere Lotito e Tavecchio. Che fa storcere il naso a più di uno, per il rapporto non certo idilliaco che intercorre tra Lotito e la tifoseria biancoceleste. E le ripercussioni negative (perché io credo ci sia una correlazione) sulla Lazio preoccupano.
Però dobbiamo deciderci. E' forse più conveniente immaginare una Lazio allineata e servile sulle posizioni dei poteri di cui sopra, magari potremmo raccattare delle briciole che lasciano al loro passaggio e godere di protezioni da parte dei potenti. Non famose del male, insomma. E' una posizione, anche rispettabile.
Ma io quelli là li schifo. E sono in un certo senso grato a loro. Il potere politico-industriale e quello politico-palazzinaro del sottobosco delle stanze romane è ora alla luce del sole, anche se oscurato opportunamente da un fuoco di fila mediatico senza precedenti.
Io so da che parte sto, anche se (molto spesso) i miei compagni di viaggio sono imbarazzanti.