Citazione di: ralphmalph il 10 Ott 2014, 01:52
Ranx, inutile ripetere tutte le considerazioni di gaizka, del quale da un par de giorni condivido pure le virgole in ogni topic, ma vorrei rimarcare quello che dice sul futuro della nostra tifoseria.
Quello che vale per te e per molti noi "tifosi con una storia alle spalle", non vale per le nuove generazioni che si identificano con la squadra forte, il campione che fa sognare, quello che vedono in tv e su YouTube. I nuovi tifosi li conquisti così, gli altri diventano laziali per questioni di eredità. Ma se "i colori dei nostri padri i colori dei nostri figli" ci scalda il cuore, al tempo stesso spaventa se diventa l'esclusivo mezzo di trasmissione della lazialità. Anche di questo abbiamo già parlato. C'è stato un lampo qualche anno fa di nome mauro zarate, ma sappiamo tutti come è finita.
Io capisco che ti piacerebbe che fosse diverso e che tieni al tuo tifoso 1.0 ma a me non piacerebbe trovarmi fra qualche tempo in una riserva indiana. Che ai regazzini interessano più i gol che le manifestazioni di solidarietà o le battaglie per un calcio più giusto
Che te devo di', Ralph, i pericoli ed i rischi li vedo pure io, e, sinceramentre, oltre al calcio, sono parecchie le cose che vedo intorno a me che non riesco piu' a condividere. Questo paese sta affondando lentamente nella melma.
Tu ritieni che se non facciamo una squadra da Champion nel gironi due anni, rischiano l'estinzione nel medio termine?
Può anche essere, ma può anche essere che in questi ultimi sei o sette anni, se il ragazzino sente continuamente dire dal padre ed ogni volta che sente una radio laziale: merda, schifo, mediocrità, prima porta, manica de pippearsugo, Vignaroli, Lotito pezzo de merda, non funziona un cazzo, contestazione, boicotta lo stadio, società di incapaci, ma come cazzo se fa, semo li piu' sfigati e tutte le altre cazzatelle varie, non è che gli viene proprio spontaneo identificarsi con 'sta cosa.
Io c'ho tre figli, due maschi. Tutti e tre Laziali. Escludendo la femmina, dei due maschi ad uno il calcio interessa poco, viene allo stadio una volta si e tre no. Ma sempre Laziale è. L'altro, 15 anni, invece è avvelenato, un martello se non lo porto allo stadio e se non gli faccio l'abbonamento. Sicuro che non si può costruire Lazialita' profonda in modo diverso? A mio figlio dei risultati importa il giusto, gli piace il coinvolgimento della situazione perché è sempre stata una cosa da "grandi", un evento, una condivisione ed un punto forte di contatto padre-figlio.
Non vorrei che facessimo l'errore di proiettare la nostra idea di calcio su bambini di 6/7 anni. Per loro, fortunatamente, è ancora altro rispetto al risultato.
Me barcolla solo quando legge LLSN sul telefonino e gli si insinua il germe del dubbio. Sicuro che il problema sia solo la presenza del campione con il quale identificarsi o la vittoria dello scudo?
Se fosse cosi' spravviverebbero 24 squadre in Europa, oppure vorrebbe dire che i figli dei tifosi delle squadre minori inglesi, tedesche, o spagnole so' proprio stupidi allora. O vivono in universo parallelo?
Non è forse che tutta la merda che ci siamo tirati addosso a torto o ragione, abbia alla lunga inciso sull'effetto emozionale "tifare Lazio" in tutte le sue sfaccettature facendo venire meno la voglia di "essere popolo" e, come tale, di rivendicare la propria "fede sportiva"? Tutta 'sta negatività che ha appesantito l'ambiente Lazio non è che alla fine abbia affievolito il fascino e l'appeal, partendo dai padri e, a caduta, i figli?
Riflettici e domani ti leggo che adesso è troppo tardi.