Citazione di: Juvek il 16 Ott 2014, 00:47
Io non ho mai avuto un'impressione diversa dalla tua. Negli anni '90 quando mediaset faceva da supporto "logistico" al milan, ad alcuni miei amici che si lamentavano della mano impunita di baresi dissi che se un magnate come berlusconi fosse arrivato alla riomma avrebbero rimpianto il totalitarismo sovietico. Fin da bambino non ho mai avuto l'impressione di valere più delle merde dal punto di vista mediatico. L'80% dei giornalisti rai sono romanisti, e so che voi mi capite. Prima di calciopoli il calcio arrancava nell'illegittimità più totale, e si chiudevano spesso entrambi gli occhi (bilanci, passaporti, rolex, doping) ma appena il cerino è finito in mano a Moggi ci hanno giustiziato senza pietà. Dove è finito, di colpo, tutto il potere della Juve? Gli elkan erano davvero d'accordo?... forse!... o magari non si vuole ammettere che il potere della Juve non era poi così invincibile.
Il potere della Juve era talmente sovrastante che nei 12 anni di Triade il campionato ha visto affermarsi quattro squadre diverse (Milan, Juve, Lazio e Roma) e sfiorarono il titolo anche realtà come Fiorentina, Parma e Inter.
Guardacaso, le "sette sorelle".
Dopo Calciopoli per anni sono andati in onda campionati artefatti, con l'Inter portata in carrozza e la Roma lì, schiava ben felice di esserlo (ogni anno "regalava" un pezzo d'argenteria alla rivale), a raccogliere le briciole che i magnanimi nerassurdi lasciavano per strada.
Le altre a distanze siderali.
Il primo campionato "sdoganato" è stato quello vinto dal Milan di Ibrahimovic, un torneo abbastanza mediocre privo di grandi squadre.
Moggi venne colpito e pugnalato dall'interno, anche se il vero obiettivo non era lui...
Quando Gianni Agnelli seppe del coinvolgimento di dirigenti FIAT in Tangentopoli disse: "di qui non se ne va nessuno".
Il 9 maggio del 2006, nell'intervallo di Juventus-Palermo John Elkann pronunciò le famose frasi: "sono state commesse azioni riprovevoli, siamo vicini alla squadra e all'allenatore".
Fu il "via libera" ai media -amici e non- che iniziarono a massacrare la Juve.
La comunicazione a Torino non la sanno fare.
Un po' di odiosa spocchia sabauda, molto snobismo (guai a sporcarsi le mani!) e una colpevole tendenza a... dormire.
Andrea sta cercando di porre rimedio dall'alto di un'esperienza comunicativa maturata in multinazionali, ma non è semplice cambiare le abitudini.
Se poi si pensa che i grandi media hanno tutti sede fra Milano e Roma (e che La Stampa, il giornale di famiglia, è un covo granata) Torino risulta un po' provincia dell'Impero mediatico.
Inoltre, ci sono molti pseudo-juventini di cui faremmo molto volentieri a meno, personaggi che si spacciano gobbi ma in realtà sfruttano il loro finto tifo per apparire beniamini degli antijuventini (che, è evidente, in Italia sono molti più di chi ama la Juve).
Alcuni nomi?
L'odioso Travaglio, l'irritante Di Pietro, Pippo Baudo, Linus.
Poi c'è Ramazzotti, che si legò al dito il rifiuto della Triade quando propose un inno -ma voleva soldi e rivendicava i diritti- e Giraudo scelse invece quello di Paolo Belli, che è ancora attuale.
E da quel momento il buon Eros cominciò a dirne di ogni contro la "sua" squadra del cuore(???).
Siamo messi male...