Scrivere un libro, ovvero Crossover di "cose da fare nella vita".

Aperto da Rivolazionario, 15 Ott 2014, 20:39

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Dissi

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Citazione di: arkham il 16 Ott 2014, 12:03
Molti dei quali, in virtù delle leggi del mercato, si vedono pubblicare lavori francamente illeggibili (parlo per gusto personale, ma tra le migliori e le peggiori opere di Benni, Erri De Luca, Baricco, c'è una differenza come quella che c'era tra la Curva Sud prima e dopo le 19.27 del 26 maggio).

questo.

mi spiegate ad esempio come hanno fatto a produrre 'sta cacata?


arkham

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Citazione di: Dissi il 16 Ott 2014, 12:16
questo.

mi spiegate ad esempio come hanno fatto a produrre 'sta cacata?



Per minimum fax, poi...

Cliath

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Citazione di: Rivolazionario il 16 Ott 2014, 10:40
No, pensa, muore al telefono.
Il famoso supplizio al telefono.

Questa l'hai messa proprio su un piatto d'argento, eh.

Tarallo

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Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.

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Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:31
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.

Quello e' facile.
UN LIBRO.
Ecco.
L'ho scritto.
Ok. Vado.

Cliath

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Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:31
Io non vorrei pubblicarlo, vorrei proprio scriverlo. Poi è chiaro che sarebbe così bello che qualcuno lo renderebbe pubblico.

tu quoque?  :o

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Citazione di: Cliath il 16 Ott 2014, 12:35
tu quoque?  :o

E' lessicalmente giusto.
Anche io mi ci sono soffermato da grammar nazi.
Ma se la rileggi ha scritto bene.
Tarallo vorrebbe scrivere un libro. Di conseguenza essendo scritto da lui, sarebbe bellissimo.
Vien da sè che qualcuno, scopertane la bellezza lo pubblicherebbe.

Tarallo

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Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.

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cartesio

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Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:42
Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.

Ovvio c'e' tutto un percorso.
Il primo passo e' iscriversi alla "Gioventu' della Crusca".
Successivamente, avendo assunto come idolo assoluto il vocabolario, ci si iscrive alle SS.
Scrivere Sovente.

porgascogne

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Cliath

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Citazione di: Tarallo il 16 Ott 2014, 12:42
Ma che davero davero? Uno mica diventa grammar nazi dall'oggi al domani.

Sapessi quante volte ho resistito (mica con te, eh).  :=))



Allora quando sarà, lo renderemo pubblico noi.

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arkham

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porgascogne

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Thorin

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Sono cresciuto leggendo.
Alle elementari presero l'abitudine di farci leggere un libro al mese, del quale dovevamo poi parlare in classe, i miei compagni si lamentavano perchè "Un libro al mese era troppo", io mi lamentavo perchè avrei dovuto scegliere fra i libri proposti, così facendo mi sarei dovuto accontentare di libri per bambini, e non mi piacevano.

Stessa scena alle medie, con annessa la scrittura di una scheda del libro: trama, personaggi, eccetera.

Mi lamentai con la professoressa perchè leggere IT in un mese è francamente impossibile.

Poi ho iniziato a leggere Kerouac, Bukowski, Bunker, Burroughs, H.S. Thompson, Céline e via dicendo, tutti questi uomini che la società voleva come falliti, ma che con una penna in mano diventavano giganti, ed ho iniziato ad imbrattare anche io un po' di carta.

Racconti, per carità, per scrivere un romanzo bisogna essere bravi davvero, avere tecnica ed organizzazione, e le ultime due cose mi mancano.
Le mie soddisfazioni me le sono anche tolte, un racconto pubblicato su un sito, uno sul giornalino della scuola, uno ha viaggiato per mail ed è arrivato fino in Romania, ed era il più sentito, quello vero che parla di me.

E' bello leggere ed è bello scrivere, ma l'ultima volta che mi sono avvicinato allo scrivere un romanzo è finita così:


Adler Nest

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io ho scritto l'autunno del patriarca, poi Gabriel me l'ha soffiato

carib

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Kappa

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Mi cugggino...ha scritto un libro e lo hanno anche pubblicato. Parlava delle sue domeniche passate allo stadio a seguire la briomma...no, tanto per dire che pubblicazione non significa comunque lavoro valido. La sua più grossa nemesi è stata passare con me il 14 maggio 2000, con lui incollato alla radio a raccontarmi quello che succedeva...

cosmo

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Il desiderio di scrivere un libro, per la precisione un romanzo, è una sorta di parcheggio esistenziale eterno. Secondo me più e meno tutti pensano di avere nelle corde il talento e la forza di volontà per riuscire a farlo. Credo che sia il sogno del cassetto più diffuso da prima che inventassero persino i cassetti.
E' un desiderio che puoi sempre rimandare ed è un'attività - lo scrivere - che può cullarsi del suo essere perennemente in brutta copia, con la speranza - vana - che la brutta copia si trasformi per magia in un cigno della letteratura.
Non riesco a pensare a molte altre cose che possano farti sentire il Re di te stesso. L'aggravante sta nel fatto che puoi farlo a qualsiasi età, e quindi hai la scusa per non scriverlo almeno fino a che non cominciano a tremarti le mani.
E poi uno scrive sempre. Pensa, riflette, aggiunge qualche ghirigoro interiore e si autoconvince che espandendo tale riflessione ne verrebbe fuori qualcosa di buono. Ma per non più di tre pagine.
Essendo io l'emblema del nevrotico ambivalente pigro inzuppato nel disordine esistenziale dell'uomo novecentesco che vive custodendo una costellazione di scelte possibili ma non si muove mai per afferrarne una, confesso che... è il mio parcheggio perfetto. Gratis, senza piccioni che cagano sul cofano, e nessun ladro nei dintorni.
Fino a qualche anno fa ero convinto che un giorno avrei, poi ho razionalizzato e so che mai lo farò.
Eppure...

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