Se non fosse neopatentato sarebbe ampiamente all'interno della soglia consentita. Lo stato d'ebbrezza per la norma parte da 0,50 in su. La limitazione per i neopatentati (che vale anche per i conducenti di pubblico servizio e per i conducenti di automezzi superiori a 35 quintali -tir, autobus-) e stata introdotta proprio per limitare gli effetti statistici degli incidenti stradali con le casistiche più gravi.
Da un lato l'inesperienza dall'altro la stazza dei veicoli o la responsabilità del trasporto di terzi.
Sicuramente però, nei fatti, rimane comunque sotto il livello di ebbrezza alcolica.
Uguale il discorso della limitazione sulla potenza dei veicoli stessi. Evidentemente un 19enne con un solo anno di patente alle spalle si presuppone che non abbia un'esperienza di guida così collaudata da governare l'esuberanza di un paio di cento cavalli ed è facile che il bolide ti possa sfuggire dalle mani.
Detto questo, il problema però è semplicemente un altro. Keita è liberissimo di gestire propria vita e la propria carriera come preferisce.
0,34 è un boccale di birra (niente di che quindi) ed ha la fortuna di poter disporre dei mezzi per poter comprare qualsiasi automobile. E' altrettanto vero che gli incidenti stradali possono capitare a tutti.
Però, in serie A, avendo quel popo' di potenziale che ha, per sfondare serve soprattutto testa e professionalità. Di grandissimi talenti che hanno fallito la prova del nove è piena la storia del calcio. Così come di monumenti. Uno dei più grandi lo vede tutti i giorni in allenamento. Si chiama professionalita' e buonsenso.
Quindi nessun giudizio sull'accaduto, ci può stare, basta che non sia il primo segnale d'allarme della deriva di un certo modo di essere.
Potrebbe rovinargli la carriera (ed è un problema tutto suo) ma priverebbe la Lazio di un talento e di un "investimento" tecnico ed economico sul quale lavora da anni. In base a quest'ultima cosa deve capire che ha una responsabilità diversa, perché ormai è un professionista. Nel fare le sue cose private deve quindi rispettare anche le esigenze della società per la quale lavora e che gli permette, a 19 anni, il privilegio di poter mettere le chiappe su una top car, privilegio concesso a poche persone.
Speriamo che quest'esperienza gli torni utile per comprendere meglio il quadro della situazione. Le cazzatelle di gioventù servono anche e soprattutto a questo.