Roma: a difesa della privacy anche un tendone nero
A Trigoria l'ha voluto Garcia per evitare che occhi indiscreti possano "studiare" i suoi allenamentidi Roberto Maida

- il corriere dello sport
ROMA - Rudi Garcia difende la Roma, anche fisicamente. E la sconfitta contro il Bayern non c'entra: la sua è una battaglia di principio. Già lo scorso anno aveva definito il centro sportivo di Trigoria «un gruviera», il formaggio con i buchi, perché lasciava uscire troppe informazioni sensibili.
Ieri si è arrabbiato con un giornalista, "colpevole" di aver cercato di spiare l'allenamento con un binocolo.
La cura di Garcia per i particolari include la necessità e l'obbligo di riservatezza, a cui tutti sono stati costretti a uniformarsi.
Adesso è diventato quasi impossibile osservare cosa succede all'interno: l'ultima trovata, in perfetto stile Mourinho, è stata l'allestimento di un tendone nero con il logo As Roma che ostruisce la visuale sui campi di allenamento anche ai giocatori della Primavera o agli altri dipendenti che lasciano le auto nel parcheggio. E' stato sempre l'allenatore a chiedere un servizio di vigilanza da parte degli steward per allontanare i curiosi che si arrampicavano o che sbirciavano attraverso le fessure dei muri. Sulla vita privata e sulla privacy del lavoro Garcia non transige.
Grande sergente di ferro, quello che fa è ben fatto , unica raccomandazione, il capitone sempre in campo!
