Se basta sempre una briciola di sospetto per tirare fuori il complotto per intero, vuol dire che in gola sono rimaste solo le parole del sospetto. E questo è fisiologico, ma ti dice che la strada è lunga. Il sospetto ce l'hanno in gola, perché è materiale facile, anche quelli che hanno minacciato chi si abbonava o prendeva biglietto alla prima di campionato. per questo pur sospettando andrebbe contato fino a dieci prima di parlare di ottusità e ridicolaggine e discorsi fuorvianti: perchè nelle file delle proprie ragioni, quelle della contestazione, c'è anche tanta gente che se ne approfitta, fregandosene di tutto, persino delle ragioni della contestazioni. Le minacce virtuale non sono state gradite neanche in curva.
La società avrà ammesso l'errore, ma a un presidente a cui viene contestata anche la virgola, 9 euro sono sempre un aumento sui cui si può spaccare il capello, fare battute, aprire dibattiti. così come tutte le iniziative fatte per riavvicinare al botteghino il tifoso restano ma non sono andate come speravano, e questo è un segnale concreto. Più concreto dei sospetti.
Nei panni del povero Canigiani non si mette mai nessuno. Lui ci ha spiegato più volte quanto sia ridotto nei fatti il bacino del tifo laziale. Se vai in letargo, se ti stacchi dalla Lazio, il tempo non lo freghi, passa lo stesso, ti frega lui. Là fuori non c'è nessuna armata laziale ibernata e pronta a scongelarsi e a ritrovarsi con i migliori intenti. chi ha deciso di andare in letargo non può essere sicuro di ritrovarsi intatto. E non basta dirgli da tifoso (come nel topid di ralph) lottiamo per la champions per farli ritornare, devi cambiare lingua, perchè la "tua" probabilmente ha raccontato un'altra cosa in questi anni.
con il ritorno della curva una cosa si può dire: in faccia a Canigiani e ai giocatori quando escono sul campo questi siamo,non di più. Del resto, dei tifosi che non imparano dai propri errori, dalle proprie assenze, dalle proprie presunzioni, nel conteggio delle statistiche non si può tenere traccia.