piano piano, dopo anni ed anni di esilio forzato ma volontario, mi sto riconciliando con la musica italiana
sarà che so' felice e c'ho voglia de canta'
ma è un processo lento, aiutato soprattutto da dischi come quello di Fabi Silvestri Gazzè
così un po' per questo, un po' perché ci andava di staccare la spina dalla routine
pappacaccananna ed un po' perché sono sempre stato attratto dalle tournée composte da più artisti, ma soprattutto perché questo concerto
puzzava forte di evento, abbiamo deciso di andare malgrado qualche linea di febbre ed i giusti timori del lasciare
Tatta coi nonni
avevo visto qualcosa di simile in termini di coinvolgimento ed affiatamento fra gli artisti, tredicenne in un flaminio caldissimo, ai tempi di Banana Republic di Dalla-De Gregori e, quattordicenne in un palaeur disturbato dagli autonomi e dai lacrimogeni, ai tempi della tournée De André-PFM
ma forse ieri c'era qualcosa in più o meglio qualcosa di differente, con rispetto parlando per quei quattro mostri sacri di cui sopra: il fatto che PRIMA di essere artisti che si trovano per un progetto, questi tre (quasi) miei coetanei romani sono stati amici fra loro MENTRE crescevano come artisti, ognuno secondo la propria indole e risultati
sono passati 20 anni dai tempi de Il Locale, i capelli ce li avevo, a loro sono rimasti tutti, 'cciloro, ma la freschezza delle jam-session nel buco vicino Campo de' Fiori l'ho ritrovata tutta ieri sera
e sono passati 35 anni da quelle tournée storiche di cui sopra ed io mi sono imborghesito ma, come diceva ieri sera Niccolò Fabi, ci si è trovati di nuovo al palaeur che si, l'acustica, si, la scomodità, si, i parcheggi, è il posto che ha fatto la storia della musica di Roma per i concerti che ha accolto
e questo di ieri, date le premesse e la grande attesa - la data di ieri era stata aggiunta al tour perchè la prima era andata sold-out in 8 ore - è stato un concerto che mi ha lasciato con delle bellissime sensazioni, intimamente contento e piacevolmente sorpreso
supportati da una band di musicisti bravissimi ed amici anch'essi (alla quale mancava, ma a causa del fatto che Gazzè è bassista, il miglior bassista romano, Laziale e mio vicino di posto il 26 maggio

), i tre hanno dato fondo alle loro energie traendo il meglio dal disco che li vede insieme e dalla loro ventennale carriera, tralasciando cose che sarebbero state scontate in un palasport e dedicandosi ad altre anche meno ascoltate dal vivo
due ore e mezza (e già questo...) di musica felice, coinvolgente, appassionata con perle come la versione di Costruire di Fabi o La Favola di Adamo ed Eva di Gazzè oppure Testardo di Silvestri, che hanno fatto venire giù il palaeur
nota particolare per la voce e la presenza scenica di Niccolò Fabi: davvero una sorpresa (ed un pensiero ed un abbraccio per quella immane tragedia che ha vissuto quattro anni fa)
le conferme: Gazzè il solito gigione con la zeppola e Silvestri superlativo, con doti nascoste di
entertainerla cosa che mi ha colpito è stata quella che i tre mi sono sembrati un insieme di vasi comunicanti: perfettamente equilibrati, sia nell'esposizione, che nel voler ricondurre le tre carriere (che, non nascondiamocelo, sono tutte ottime, ma con picchi di notorietà e vendite assai differenti) ad un'unica, livellata, rimpatriata fra amici
bravi, davvero
bravi bravi bravi

p.s.: ah: Dissi è Fabi