Stefano, di un pianeta superiore. Il giocatore più intelligente che abbiamo avuto in questi ultimi anni. Non credo di sbagliare se lo pongo a livello di Roberto Mancini.
Trascinatore, profondo, furbo, astuto, bravo, maturo, sempre al posto giusto (pensate al primo gol del derby...).
Ieri sera dopo il prima "scambio" con Mexes (ma era tutta la partita che si incrociavano non proprio amichevolmente...), quando quello lo spinge e gli gli allunga un calcetto come si deve, stanno tornando verso centro-campo. La palla è nella nostra metà campo ma Mauri invece di rientrare nella sua posizione, lo vedi che cammina, ostantatamente piano piano, col francese a due metri. Non credo gli dica niente, ma basta la sua presenza per far infuriare quel bestione, che infatti sbrocca e lo viene ad afferrare per il collo. Rosso e via, poi succede il finimondo.
Ma in quel frangente, in quei due o tre passi lenti e articolati, Stefano Mauri dimostra una superiorità, un'autorità sconfinata nei confronti di quel coccodrillo. Lo domina, intellettualmente, gli fa fare quello che lui vuole.
E difatti quello, da brava piccola bestia idiota, abbocca.