A me non fa pena, non solidarizzo con lui, e anche se aveva tutto il diritto di rifiutare, questa cosa me la segno.
E' un milionario che a fine stagione avrà collezionato si e no 40 presenze in tre campionati con la Lazio, contandoci pure gli scampoli di gara.
La Lazio gli ha (giustamente) versato il suo lauto stipendio anche quando era infortunato, cioè praticamente sempre, e ogni volta gli ha dato la possibilità di reinserirsi e valorizzarsi.
Adesso, appurato che è uno dei più pagati ed uno di quelli che ha meno ripagato sul campo quanto ricevuto, alla Lazio serviva un piacere: quattro mesi a Genova, non tre anni in Pakistan, la possibilità di giocare in una squadra più o meno di pari grado, nello stesso campionato, a parità di stipendio, e poi vediamo come vanno le cose.
Lui si rimetteva in gioco, la Lazio aveva un (piccolo) vantaggio dal punto di vista delle risorse tecniche.
Una cosa che altri prima di lui hanno fatto, e infatti di loro serbiamo un ricordo positivo, sebbene spesso deludente sul campo: penso a Baronio, ma anche al centravanti dello scudetto, Simone Inzaghi.
Lui dice di no, che sta bene qui. E grazie al caz.zo.
Poi per carità, glielo potevano dire prima e tutto quello che ti pare, ma sono calciatori, fa parte del loro mestiere, e uno si aspetterebbe che da parte loro l'interesse primario fosse, a parte percepire lo stipendio, anche giocare a pallone.