Mah ragazzi, il costo del denaro è incredibilmente basso e non c'è miglior momento che questo per finanziare un piano di crescita. 200 milioni in 10 anni significa un rientro progressivo di 21 / 22 milioni l'anno a seconda del piano e delle condizioni.
Un accesso non sistematico ma ad anni alterni alla CL ripaga il debito e gli interessi consolidandoti come una realtà di spessore internazionale. Certamente c'è un margine di rischio che riposa sulla gestione sportiva (acquisizione e cessione calciatori intelligente e fortunata), su quella finanziaria (impiego del capitale nel business plan stadio) e sul piano marketing (le magliette si possono vendere, lo abbiamo dimostrato noi...)
Io però preferirei giocare questa partita. L'unica in grado di cambiare la nostra dimensione.
Il sistema calcio ha già scelto di essere un'industria. Il FPF cerca solo di correggere gli eccessi causati dal fattore 'investimento a perdere' dei grandi capitali internazionali (arabi e russi specialmente) che potrebbero destabilizzare il sistema se non controllati. Con quale efficacia vedremo.
Ma un business in cui il tuo fatturato è più o meno uguale a se stesso e ti preoccupi di controllare solo i costi, non ti da speranze di crescita.
Oggi 9/10 delle società vincenti costruiscono piani sul debito gestito (non sull'indebitamento senza prospettiva di ritorno, ovvio). Se ci pensate 'post litteram' lo sta facendo anche la Lazio con lo spalmadebiti fiscale. Stiamo pagando retrospettivamente i trionfi di Cragnotti a rate. Certo in questo caso abbiamo sbagliato un po' i tempi...

Ed in effetti è esattamente il modello gestionale che Cragnotti stesso aveva messi in piedi e che è crollato perchè sono mancati i supporti bancari per vicende legate alla holding Cirio che ha coinvolto la Lazio.
Forza Lazio comunque