Perchè,no?
Dopo la terza sconfitta nelle ultime quattro partite, la migliore che si sente in giro negli ambienti laziali è "siamo in linea con gli obiettivi della società"...
La diffondono i piccoli pasdaran del Web, quelli preposti con una pacca sulla spalla e un biglietto di tribuna a insinuare il dubbio che il calcio vada davvero così. Che la società, cioè, fissi dei programmi: a nome di chi e per conto di cosa, non è dato sapere. Il programma di Lotito sarebbe dunque tentare di entrare in Europa League: se abbiamo capito bene. Obiettivo quinto posto, caspiterina. Se non lo centra che succede? Passa la mano? Macché, non accade nulla, ci si riproverà con altri parametri zero, trattative fasulle, cene di sostegno e fumo negli occhi: con gli zelanti periodisti di famiglia che già inneggiano ai "nuovi Gascoigne" senza averli mai visti. Se un giorno Lotito ammettesse, ma è troppo furbo per farlo, che il vero obiettivo della "sua" Lazio ogni anno è salvarsi per non perdere i milioni dei diritti tv, cosa si sosterrebbe? Che al quint'ultimo posto siamo in linea con gli obiettivi?
La Lazio è sesta attualmente. Essere in linea vuol dire stare nei paraggi dell'Europa in compagnia di Genoa, Torino, Palermo, Sassuolo. E di Inter e Milan che stanno fallendo il campionato, non che lo stanno vincendo. Vabbè. Lotito, per farsi sentire dai giornalisti, va in giro in sala stampa (ohibò) a dire che c'è chi "sta indossando il passamontagna". Per il freddo, si affretta ad aggiunge nascondendo la manina, per non rischiare di doversi auto squalificare (come si è automultato per le offese al difettuccio fisico di Marotta). In realtà sottintende rapine in corso: seguirà comunicato? O verrà buona la memoria qualora la Lazio dovesse restare fuori dall'Europa per qualche punto. E' già capitato. Gli arbitri sono gli alibi di tutti i piccoli dirigenti, le grandi squadre, come noto, non si fanno prendere per il naso da uno Gervasoni qualunque.
Dunque Lotito ha deciso che il suo programma è tornare in Europa. Perché un profilo così basso mentre i dirimpettai parlano di scudetto (avendone vinto solo uno in più, e molto meno in Europa)? 1) Perché la Lazio è sesta come introiti tv? Allora tanto vale fare la classifica in base al reddito, che giochiamo a fare? 2) Perché Lotito non ha soldi? E allora perché, da tifoso laziale quale senz'altro è dai tempi del fidanzato della sua tata (sic), non apre a chi ne ha di più? Ma poi a dirla tutta, può parlare di ristrettezze economiche un presidente che non cerca sponsor da otto anni (vogliamo fare un 5 milioni l'anno? Fanno 40), che sceglie i fornitori che gli premono in regime di monopolio, che non bada ai crediti di mercato che vanta con gli amici alla Preziosi (notizie del pagamento di Sculli?), che tiene in rosa e strapaga giocatori che non vogliono neanche in B? 3) Perché la Lazio non ha storia? E qui i tifosi veri della Lazio dovrebbero rivoltare le scrivanie, pace per gli ignoranti che vogliono restare ignoranti però ogni tanto andrebbero presi per la collottola con la salva di secondi, terzi e quarti posti (non ottavi) del passato anche molto lontano. Altrettante Champions, se ci fossero state.
La verità, semplice e chiara, l'ha detta ieri Marco Parolo: "Noi alla Champions vogliamo crederci ancora". Mettetevi nei panni di questo ragazzo che ha giocato in provincia e poi lo chiama la Lazio, cioè la squadra più antica della Capitale d'Italia. Ma per che cosa può ragionevolmente lottare la squadra più antica di una capitale se non per lo scudetto o zone strettamente limitrofe? Se ne rende conto il lombardo Parolo ma qui a Roma c'è chi fa finta di non sentire e si rassegna ogni giorno a vedere lottare per lo scudetto solo l'altra squadra della Capitale. E si sente pure in linea con gli obiettivi
V.C.