Citazione di: cosmo il 13 Feb 2015, 11:27
Tutte le ipotesi, i ragionamenti, le intuizioni che sto leggendo sono interessanti e condivisibili, ma si allontanano dall'epicentro della notizia e dalle possibili conseguenze.
Vi sintetizzo:
Nel bel mezzo di una battaglia istituzionale/sportiva/politica che lo stesso Lotito ha alimentato lanciando il guanto di sfida all'Aia, a due giorni dalla querelle sul sorteggio integrale, uno dei maggiori organi di informazione italiani (purtroppo, aggiungo io) pubblica un'intercettazione in prima pagina (dandogli più spazio della guerra in ucraina) in cui il presidente della Lazio veste i panni del dirigente di Lega e conversa ad ampio raggio con un collega lasciandosi andare a frasi un po' liquide e in cui INSULTA il presidente degli arbitri.
Questo vuol dire che nel momento in cui tu ti permetti di alzare la voce, ti accorgi della potenza mediatica e politica contro cui vorresti fare la guerra.
Vuol dire anche che le intercettazioni sono decise a tavolino (vedi anche il caso Onazi) e non coinvolgono mai i tuoi nemici ma sempre e solo te.
Che lo stesso giornale ha in pratica inculcato nell'intera opinione pubblica che Mauri è colpevole senza uno straccio di prova.
Ma soprattutto vuol dire che - a differenza dei normali lamenti delle altre squadre sulle decisioni arbitrali - il lamento della Lazio non verrà visto come un'usanza ordinaria del calcio italiano, ma come frutto di qualcosa di oscuro che avviene nella stanza dei bottoni.
Da Udinese-Lazio in poi, gli occhi sulle nostre partite saranno spalancati e la Lazio le partite non le dovrà vincere, ma le dovrà stravincere. E per questioni tecnico-tattiche di cui anche Lotito è responsabile, la Lazio non è in grado di stravincere un bel niente.
C'è una realtà con cui dover fare i conti: noi non siamo parte del potere ma, perversamente e paradossalmente, passiamo come quelli che invece ne fanno parte, prendendocene solamente gli oneri e mai gli onori, a differenza di altri - e sapete a chi mi riferisco - che fanno parte del potere ma passano per i paladini del calcio pulito.
Credo che la definizione di trappola su ogni dizionario possa essere aggiornata e integrata con gli ultimi eventi che ci stanno coinvolgendo.
Vangelo.
Per quanto mi riguarda, anche quando mi cago addosso o vorrei spaccare il mondo preferisco essere propositivo: lasciando da parte il dibattito sulla presentabilità o impresentabilità di Lotito - che paradossalmente è secondaria in questo momento -, che si fa di fronte a un attacco fraudolento (l'ennesimo)?
Innanzitutto prendiamo coscienza del fatto che il regno del Nuovo Terrore o della Gran Gogna Mediatica qual dir si voglia è un cane che si alimenta del suo vomito, è un mostro che si nutre delle sue carni, è un fantasma che si nutre della paura della gente.
Quindi poniamoci una domanda: che si fa di fronte a un fantasma (un'accusa che non ha consistenza, politicheria, un gioco sporco di pettegolezzi, giornalisti mercenari e genti avide di notizie infamanti)?
Lo si tratta per quel che è: un fantasma. Per esempio, non commentando nulla (o lo strettissimamente necessario) sulla telefonata di Lotito e facendo tanto, tanto, tanto rumore (perché la società di oggi è feticista del rumore, tanto nel senso italiano di suono disarmonico, sgradevole o chiassoso che in quello inglese di
rumor) sui buffi delle merde (e guardacaso la notizia del nuovo mega-prestito) viene occultata dalla nuova bravata dei pugnalatori alle spalle di Repubblica, giallommerde da sempre.