Ragazzi, é evidente il trappolone teso a Lotito da Iodice.
Il più pulito lì dentro ci ha la rogna, l'errore più grande del sor Claudio è stato quello di farsi abbindolare dal vero cancro del nostro povero calcio: Adriano Galliani.
Il vero, unico e incontrastato deus ex machina del pallone italico nell'ultimo trentennio.
Chi tocca Galliani muore, ricordatevelo.
E adesso la stoccata contro Lotito è un messaggio a Galliani.
Perchè Lotito è eccessivo, arrogante e spesso la fa fuori dal vaso, ma è decisamente trasparente, nel bene e nel male.
Nel senso, quando compie una porcata, lo sgami.
E in questi anni si è fatto sgamare spesso.
L'altro invece manda sempre avanti gli altri.
Le scenette da Amici Miei con i vari Cellino (meno male che ora se ne è andato. Ma Ferrero lo ha degnamente sostituito), Preziosi, con Lotito a metterci la faccia per -secondo me- voglia di protagonismo.
E perchè uno diventato presidente della Lazio nel 2004 non può non aver ricevuto il benestare di Berlusconi e del suo governo.
Anche e soprattutto per la rateizzazione del debito.
Per come la vedo io, se Lotito riuscisse a svincolarsi dalla cricca di Galliani (Infront per prima) sarebbe il partner ideale per chi il calcio italiano lo vuole riformare per davvero.
Ma in Italia contano solo i vecchi mafiosi, chi si cura del proprio orticello fottendo tutto e tutti, pensando solo all'oggi e per nulla al futuro.
Ora probabilmente Lotito pagherà per troppa leggerezza, perchè ha detto quello che pensa e fondamentalmente pensano tutti ma in questo paesello ipocrita non si può dire.
Antisportivo finché vuoi, ma in una logica di mercato condivisibile.
Il problema è che resterà "quell'altro", l'Andreotti del nostro calcio, uno che nemmeno il suo padrone storico riesce a cacciare nonostante in famiglia ne chiedano la testa un giorno sì e l'altro pure.
Chissà che si nasconde nella "scatola nera" di Fester...