Citazione di: scintilla il 15 Feb 2015, 19:28
Ah, mi accorgo ora che hai aggiunto le proposte di Agnelli-Albertini.
- il Carpi c'entra eccome con le squadre B perchê è evidente che sarebbero funzionali solo alle grandi squadre e toglierebbero spazio a molte realtà calcistiche che oggi trovano la loro dimensione in B o Lega pro. Cmq, pur volendo, non si riesce a ridurre i campionati a 18 squadre perchė sono contrarie le "piccole" di A e tutta la B, come avrebbe fatto Albertini a trovare una maggioranza per questa riforma?
Sicuro è un programma alternativo a Lotito di partenza, visto che ha pure la Salernitana lui non te lo può appoggiare sicuro.
-per aumentare la salute del movimento le grandi devono guadagnare di più.
O te mangi sta minestra o te butti dalla finestra, in pratica.
Opinioni. I fatti dicono altro.
La premier league ha firmato ora un contratto di 7 miliardi di euro e prevede un rapporto massimo fra la prima e l'ultima di 1 a 1,57.
Ma, come sopra, la maggioranza su queste basi come pensava di trovarla Albertini?
La Premier League è un fenomeno a se stante, irraggiungibile per tutti e agevolato dalla penetrazione che la lingua inglese garantisce.
In Italia finchè si trattavano i diritti in maniera individuale i nostri club dominavano in Europa, monopolizzavamo le finali di Coppa UEFA e mandammo una finalista in Champions League per 7 anni di fila.
il calcio è cambiato, per tanti fattori, Calciopoli in tal senso è stata la fine del nostro movimento perchè se l'obiettivo era quello di distruggere la Juve (ed era quello) a favore di altri (Inter e Roma per prime, ma il Milan sta sempre lì) diciamo che è miseramente fallito.
Perchè a distanza di sei anni ci siamo ritrovati con le milanesi a pezzi (e il calcio italiano ha bisogno di Milan e Inter ad alti livelli), la Juve tornata al suo posto (perchè rubba sempre...) mentre tutti erano pronti a giurare il contrario ("il nuovo calcio pulito").
E in quegli anni, mentre chi risaliva la china con una rosa depauperata e una dirigenza indecente (Cobolli-Blanc-Secco, i più amati dagli antijuventini) progettava uno stadio di proprietà e altri investimenti immobiliari, cosa faceva chi aveva vinto la lotteria di Calciopoli?
Si scavava la fossa con le proprie mani, crogiolandosi nel momento senza pensare a guardare oltre i propri interessi di bottega
E voi volete lasciare il calcio nelle mani di questi signori?
Ragazzi, per piacere, ricordatevi di quando esistevano le piccole società che crescevano i campioncini, le grandi li compravano (con soldi veri, non i p.c.d.d.r, di oggi) a peso d'oro e facevano circolare denaro nel sistema italiano.
Però i soldi, le grandi li avevano anche perché ne ricevevano di più.
Per questo é determinante che le squadre più blasonate ricevano più contributi, perchè le cinque/sei grandi storiche rappresentano l'immagine del calcio italiano nel mondo.
Con tutto il rispetto, parafrasando Lotito, non puoi paragonare Juventus e Reggina, Lazio e Varese.
Come in Spagna l'Extremadura non sarà mai il Real Madrid, e altrove il Manchester United non verrà mai raggiunto dal Leyton Orient.
Il problema di oggi è acuito dalla crisi generale, certo, ma in un momento come questo sono più le piccole a puntare i parametri zero, possibilmente stranieri.
Mentre i loro italiani (pochi, per la verità) costano un botto, e poi mi si dice che le piccole vogliono crescere.
Crescere come e fino a quando?
Se uno lavora bene (vedi Sassuolo, vedi ipotetico Carpi e Frosinone) è giusto che aspiri a passare dal dilettantismo al professionismo, e magari fino alla serie A, ma non si può dimenticare che sempre di piccola società si tratta.
E che quindi la sua missione è quella di far bene, avere conti in ordine e togliersi soddisfazioni.
E, che non guasta, guadagnarci.
Come fa l'Empoli, il Chievo e, soprattutto, l'Udinese.
L'Udinese è una piccola che ha giocato la Champions League, dopo decenni di altalena fra serie C, B e A si è stabilizzata negli ultimi quindici anni con una mission ben chiara.
Fa così schifo una prospettiva del genere ad un Carpi?