Sono del 72, per me come anche per voi la Lazio è una fede, nel bene e nel male.
Nei primi anni della mia vita, non conto il '74 perché ero troppo piccolo, tifavo Lazio, ma era veramente solo un atto di fede. A mettere alla prova questa mia fede, orde di beceri sguaiati e perculeggianti piscioarrugginiti che non sto neanche a raccontarvi, pronti sempre a ricordarmi i trascorsi in B o a rinfacciarmi qualche loro mancato successo. Ebbene, questo piccoletto per me è stato come la luce che appare in fondo al tunnel, guardo lui che segna a raffica, mi porta in Europa, mi fa stazionare nei piani alti della classifica ed il mio cuore si gonfia nel petto.
Finalmente la mia non è più solo una fede, ma da BEPPE in poi è diventa anche spavalderia di essere Laziale. Il coro "...e segna sempre lui", è cantato con rabbia e lacrime agli occhi.
L'attesa fedele durata 20 anni è stata ripagata per la prima volta da Beppe Signori e dai suoi gol.
Non me ne voglia Cragnotti se, anche io, fui indignato del tentativo di cedere Signori al Parma ma in quel momento ero troppo innamorato.
Auguri Beppe.