Non volevo intervenire seriamente in questo topic, perché questo tipo di discussioni mi annoia e perché non volevo correre il rischio di essere etichettato come filoromanista in quanto non allineato totalmente alla corrente maggioritaria.
Io odio lotito.
Odio lotito nella stessa misura in cui odio quelli che stanno dalla parte opposta.
Perché i loro metodi, caciottari da una parte e mafiosi dall'altra, impediscono una seria discussione nel merito della crisi del calcio italiano e delle potenziali vie d'uscita.
Da dieci anni, da quando si è insediato, lotito ha abituato tutti al continuo scontro, o a favore o contro, niente sfumature, bianco o nero, guelfi o ghibellini.
E anche in questa circostanza le cose non sono diverse.
Si può soltanto indossare l'elmetto e schierarsi a difesa della Lazio, tirata in ballo a causa delle mire del suo presidente.
Personalmente, così come ero contrario all'epoca dell'elezione di tavecchio, sono contrario tuttora alla maggior parte delle idee alla base delle riforme proposte dalla corrente lotitiana.
Trovo ingenuo chi pensa che la Lazio possa ottenere vantaggi diretti da queste cose, poiché le nuove regole riguarderanno tutti e in proporzione tutte le squadre dovranno adeguarsi, noi avremo solo il vantaggio di avere un po' di tempo di vantaggio.
Non sarà la semplice riduzione del numero delle squadre o il fair play finanziario all'amatriciana a ridurre il gap con le altre potenze calcistiche europee.
Non si cerca di aumentare la qualità ma di livellarla col contenimento dei costi, condiviso da molti proprietari, da tutti quelli che non hanno alle spalle una banca o aziende in grado di immettere soldi freschi con modalità spesso ai limiti del lecito.
Le proposte sui vivai, sulle seconde squadre, sul tesseramento degli stranieri sono quanto di più lontano ci sia dalla mia visione di calcio, e sono moralmente sbagliate secondo me.
E non voglio nemmeno citare il fatto che secondo alcuni lotito stia facendo solo il lavoro sporco esponendosi in vece altrui, perché sono dietrologie non dimostrabili.
L'unica cosa dimostrabile è che la Lazio è parte di questo conflitto, indipendentemente dall'opinione di alcuni secondo cui sia stata tirata dentro a questo fuoco incrociato dalle mire del suo presidente.
E dal suo egocentrismo, che rende qualsiasi cosa un satellite che ruota intorno alla stella centrale, il suo ego.
Quando mesi fa dicevo che lotito non avrebbe dovuto esporsi così tanto per il suo tavecchio era anche per questo, perché queste conseguenze erano inevitabili.
Che il suo presenzialismo avrebbe portato a un inasprirsi dello scontro tra fazioni era inevitabile, e noi laziali siamo vittime incolpevoli di tutto questo.
E io mi sento impotente di fronte a tutto, lotito mi ha tolto il diritto di critica perché allo stato attuale delle cose è impossibile non prendere le sue difese.
Schierarsi dalla sua parte in questo momento è schierarsi dalla parte della Lazio.
E' impossibile, in questa situazione, criticare nel merito le idee di lotito perché dall'altra parte non se ne criticano le idee ma si sparge fango sulla persona e arbitraggi indègnì sulal Lazio.
L'attacco che ha subito è scandaloso, nelle proporzioni e nei toni, e questo rende nulli tutti i discorsi nel merito.
La mafiosità dei suoi avversari costringe chi, come me, non condivide una virgola del suo programma a schierarsi dalla sua parte, mettendo in secondo piano le proprie convinzioni.
Non vedo l'ora che finisca questa ennesima guerra.
Però quando anche questa sarà passata non mi dimenticherò di aver dovuto mettere le mie idee in secondo piano anche perché a lotito piace l'uno contro tutti.