Ringraziando tutti (sinceramente) per i consigli , cerchero' di fare un po' di chiarezza (e magari vi raccontero' qualcosa che farà incazzare coldilana, ma non avevo letto i vostri interventi, mi ero fermato a quello di cartesio

)
Citazione di: Thorin il 06 Mar 2015, 18:37
Caro Splash, ho lavorato dal 2006 al 2013 come sviluppatore ERP e posso dirti di ringraziare Dio che non ci lavori.
Tutti, e dico tutti, i consulenti che ho conosciuto (milanesi, vicentini, napoletani, tarantini eccetera) avevano come unico sogno nel cuore quello di accasarsi da un cliente.
Tutti tranne i "missionari", quelli che per loro l'ERP non era un lavoro ma una missione, quelli che per quanto lavoravano girava voce che dormissero in ufficio, quelli che alzarsi alle 4:30 di mattina, fare un viaggio di 5 ore, lavorarne altre 9/10 e poi andare a cena da soli in qualche ristorante non era mai un problema.
Pensaci bene, perchè la vita del consulente ERP è questa: non sai mai dove sarai fra due giorni. Niente palestra tanto non ci vai, niente compleanni infrasettimanali perchè tanto starai in qualche zona industriale della Romagna o della Calabria, tanta solitudine e tanti porno.
Poi c'è pure a chi piace questa vita eh, ma io non ce la facevo più.
Vita a parte, occhio che lo sviluppo ERP è altamente specialistico, ad esempio le società che sviluppano JDE si contano sulle dita della mano e fra loro non si mozzicano, quindi non si "rubano" risorse e se vuoi cambiare aria sono guai.
In più, dopo tot anni scrollarsi di dosso l'etichetta di sviluppatore ERP è molto difficile, sarai sicuramente qualificato per fare quello che si fa in un normale ufficio IT ma il tuo CV dirà il contrario.
Pensaci bene, hai un tempo indeterminato e di questi tempi vale oro, magari è anche una buona società, pensaci bene.
Parto da thorin : non ho capito perchè mi hai elencato le caratteristiche della vita del consulente, io andrei a fare lo sviluppatore, oppure sono sinonimi? Non mi è chiara la cosa. Comunque considerando tutto quello che hai detto e agganciandomi al post di momi, credo che questa sia l'età giusta per fare qualche sacrificio, per quello ci sto pensando seriamente.
Per il resto, io non sto in Italia (sto in Albania) e qui di sviluppatori ERP non ce ne stanno tanti. Quindi per cambiare aria non ci sarebbero problemi, per il momento sarebbe una cosa molto positiva sia dal lato professionale che per quel che riguarda il CV.
Tra l'altro, penso di essere abbastanza bravo e di poter diventare uno dei migliori almeno per quello che riguarda il gruppo che lavorera' in questa compagnia.
La verità è che non ho ancora scoperto il lavoro che vorrei fare per il resto della mia vita, quindi credo di dover valutare attentamente questa opportunità .
Citazione di: momi il 07 Mar 2015, 17:58
Io ho fatto lo sviluppatore per una parte della mia vita lavorativa.
All'inizio il lavoro era anche interessante ma con il tempo mi sono stufato di brutto.
Sono ritornato a fare quello per cui avevo studiato con grandi sacrifici di tempo ed economici (da diversi anni sono libero professionista).
Ti dico la mia:
- Non aver paura di cambiare lavoro soprattutto i primi anni di carriera (con moglie e figli a carico ed un eventuale mutuo diventa tutto più complesso)
- Se puoi inserisci anche delle esperienza all'estero: ti arricchiscono professionalmente ed umanamente
- Tieni chiaro cosa ti piace fare e muoviti per trovare un lavoro che ti soddisfi. Solitamente il lavoro di prende 8-10 ore al giorno. Se non ti piace diventa faticoso (per me è stato così) e ti abbrutisci anche al di fuori dell'ambiente stesso di lavoro.
Questa la mia personale esperienza ovviamente da uomo di 43 anni che lavora da appena finita l'università (26).
Ecco, i tre punti sono quelli che mi orientano a provare il cambiamento. Tra l'altro, essendo un po' pigro di natura tengo a fermarmi quando mi trovo in una situazione di sicurezza e quindi se restassi ancora per molto tempo perderei del tempo inutilmente (l'altra opzione è quella di imparare qualcosa in maniera indipendente visto che il lavoro me lo permette per qualche mese durante l'anno, ma conoscendomi credo che sia più probabile che non combini nulla).
Tornando di nuovo al discorso di coldilana , vi aggiorno un po' : avevo deciso di raccontare la cosa al direttore venerdi, visto che giovedi avevo una conferenza e nei primi giorni della settimana volevo occuparmi solo di quello senza perdere la concentrazione. Giovedi, dopo la conferenza (dove in realtà non mi hanno proprio cacato, forse perchè ero l'ultimo a parlare dopo che per quasi 2 ore avevano discusso di quello che avrei dovuto dire io

), il direttore mi chiama nel suo ufficio e dopo avermi chiesto della conferenza, mi chiede di come me la cavo con l'inglese. Dopo aver detto che capisco tutto ma magari avrei qualche problema nel dialogare, mi racconta di questo viaggio dal 14-20 di Marzo, a New Jersey, in cui saremmo andati per fare un training riguardante la psicometria (metodi di sampling, big data scale etc etc). Dopo essermi immaginato a New Jersey per qualche secondo e dopo la delusione nell'aver scoperto che si trattava di qualcosa che aveva a che fare con la statistica (apro una piccola parentesi : mi aveva già offerto in passato un training per SPSS, che già allora rifiutai perchè mi aveva detto che la cosa implicava una sorta di dovere morale di continuare a lavorare li' visto che era l'istituzione a pagare il training, già all'epoca dissi che non volevo fare statistiche per il resto della mia vita) e dopo averli chiesto se lei avrebbe dovuto rispondere subio (mi ha detto che doveva rispondere durante il giorno, ma io dico, cazzo il training c'è il 14 e me ne parli il 5?), ho cercato di divincolarmi dicendole che magari c'era qualcuno più interessato di me ad occuparsi di statistiche e dopo aver discusso del fatto che secondo lei non era proprio una cosa che riguarda le statistiche e che comunque non avrei dovuto occuparmi esclusivamente di statistiche nel futuro, gli ho raccontato la storia della compagnia (dopo averci pensato per 1 min tra me e me, ma vi dico la verità, mi sentivo una merda e non potevo continuare a mordermi la lingua). Mi ha domandato il nome della compagnia e poi se avrei cambiato da li' a presto. Gli ho detto che ne avremmo riparlato quando avrei avuto in mano qualcosa di più concreto e che comunque ne avremmo discusso insieme per trovare una soluzione soddisfacente per entrambi.
Quindi alla fine mi sono messo in una situazione di merda da solo, per un paio d'ore dopo la discussione non capivo più niente, forse ho preso una delle decisioni più importanti della mia vita fino al momento e ho avuto un minuto per pensarci. Ho gestito la cosa proprio da fenomeno, mi è scoppiata la bomba in mano. Vista la
fortuna mi sa che rimango li' e magari mi trattano pure da pdm, forse me lo merito pure

Vi ringrazio di nuovo per i vostri consigli, anche se alla fine la decisione rischio di averla presa senza manco leggervi.