Ci credo poco, ma l'augurio è che questi striscioni sconsiderati e aberranti possano essere il fattore decisivo affinché l'opinione pubblica e le istituzioni - calcistiche e non - aprano gli occhi su quella che è la peggiore tifoseria d'Italia (in realtà credo d'europa considerando il numero delle coltellate inflitte nel corso degli anni e documentate). I tifosi romanisti (lo scrivo per bene, così come è sempre bene scrivere per esteso e pronunciare con la giusta dizione il nome di una malattia per divulgarne il pericolo) rappresentano la parte più infetta del calcio. E come tutte le malattie hanno differenti differenti modi di dimostrarsi e di attaccare. Lo sappiamo bene e li conosciamo bene, purtroppo. Strafottenza, violenza, agganci politici, vicinanze e modalità m.afiose, corruzione, frode sportiva, etc.
L'elenco è lunghissimo e per anni è stato insabbiato sotto una coltre di ipocrisia e di goliardia artificiosa. Abbiamo visto chi è totti e che tipo di beneficenza per se stesso fa; abbiamo scoperto le ambigue affinità di De Rossi, abbiamo ascoltato per anni inneggiare ai morti, da Paparelli a Ciro Esposito. Li abbiamo osservati portare il nome della città associandolo alla violenza per tutto lo stivale. Il tutto con il benestare del mondo politico e culturale. Una vergogna trasversale che parte dal Parlamento e arriva agli show di intrattenimento: una propaganda asfissiante e una difesa ad oltranza dell'indifendibile.
Lo sappiamo tutti noi laziali e forse chi vive a Roma lo sa un po' meglio cosa vuol dire dividere gli stessi spazi con gente (tutti, nessuno escluso) che vive il tifo per una squadra con prepotenza, desiderio di prevaricazione, degrado, ignoranza, ghettizzazione dell'altro. Non si possono fare distinguo, perché i romanisti sono troppo pericolosi, recidivano in pochissimo tempo ed è impossibile e poco sano abbassare la guardia. Questi vanno estirpati. Devono essere colpiti duramente e in maniera esemplare. Sono il corrispettivo di una dittatura, un "ismo" maligno che finirà quando sarà sparita l'ultima maceria. Non possono morire da un giorno all'altro, è un processo lungo ma da qualche parte deve pure cominciare. E come dicevo sopra non faccio distinguo, per me l'imbecille che solleva quello striscione va condannato allo stesso modo di questo ciceruacchio che trolleggia qui sopra. E che purtroppo mi ha fatto un po' disamorare di questo spazio. Non credo che si tratti di libertà di espressione; ci sono dei baluardi, degli assiomi che non possono mai venir meno. Qualsiasi accenno a una discriminazione razziale, religiosa o sessuale deve essere giustamente stigmatizzata senza compromessi. Questo ho imparato qui, anche sulla mia pelle-tastiera a volte.
Per cui credo profondamente che qualsiasi contributo proveniente dalla parte infetta debba essere interrotto alla radice altrimenti contribuiamo anche noi ad alimentare un messaggio sbagliato. Non esistono romanisti gradevoli, sportivi o garbati. Anche quello che mostra uno stile più consono a una persona rispettabile non può che nascondere la scintilla del degrado. Come i mostri in giacca e cravatta. La 'faccenda' ha smesso di essere sportiva da un bel po'. Le nefandezze che gli appartengono sono culturali, economiche, politiche e sono tutti colpevoli, chiunque abbia anche solamente abbozzato un sorriso davanti a un'immagine della maggica. Persino il prode Gianni Mura, tanto per fare un esempio. Di cui condivido l'articolo ma del quale (Mura, non l'articolo) condanno l'imperdonabile sonno della ragione. Che è tanto grave quanto la propaganda attiva firmata Cds o DandiniMastandreaRepiceCastaldoeviavomitando.
Per cui, me ne ritorno a godermi la mia Lazio e a sperare nell'arrivo del principe azzurro ossia una mossa cruciale per avviare il processo di dissoluzione della roma e dei romanisti. Da mario corsi a ciceruacchio, dal romatriste al troglodita violento che ha scritto quello striscione di cattivo gusto o ha avuto l'idea del raccapricciante riferimento a Sandra Milo. Io non faccio prigionieri.