Dalla Roma parole inutili, vuote ed in grave ritardo. La toppa è peggio del buco
06.04.2015 13:21 di Mirko Calemme
fonte:tuttonapoli.net
Tutto come previsto. La AS Roma, con colpevole ed abnorme ritardo, ha deciso di pubblicare ieri pomeriggio un comunicato con le parole del suo presidente James Pallotta in merito ai vergognosi striscioni apparsi sabato scorso all'Olimpico. Anzi, parlare di merito è anche eccessivo. Le parole del presidente giallorosso sono generiche, banali, quasi inutili: "Come ripetutamente sostenuto, da ultimo in questa settimana che ha preceduto l'incontro con il Napoli, la AS Roma ritiene che ogni episodio che porti alla perdita di una vita in concomitanza di una partita di calcio, come accaduto ad esempio a Ciro Esposito, ad Antonio De Falchi, a Gabriele Sandri, a Vincenzo Spagnolo, a Filippo Raciti, Vincenzo Paparelli o ad altri, rappresenti una sconfitta dell'intera società civile, al di là delle appartenenze a squadre, società, gruppi di tifosi. È evidente che l'enorme dolore che ne consegue meriti il massimo ed incondizionato rispetto da parte di tutti e richieda l'impegno di tutte le parti, tifosi, società e forze dell'ordine, affinché non si rinnovi, neanche in forma verbale, sugli spalti di uno stadio".
Serviva un comunicato di Pallotta per ribadire che il dolore merita rispetto? Non c'è una parola di solidarietà nei confronti di Antonella Leardi, non c'è una dura presa di posizione contro chi ha esposto quegli insulti vergognosi, non si parla della fattispecie concreta, si resta sul vago. Qual è, quindi, il senso di questo comunicato? L'immagine è quella di chi vuole restare con due piedi in una scarpa: la Roma prova a condannare in maniera soft chi insulta il dolore altrui senza però bacchettare più di tanto i suoi "tifosi". Un esercizio retorico piuttosto scadente che ha avuto bisogno di più di 24 ore per essere partorito.
Il buon senso avrebbe obbligato chiunque a dissociarsi immediatamente, chiedendo rispetto per il dolore di una madre che dal primo giorno di questa immane tragedia ha sempre parlato di perdono. E magari invitandola, perchè no, all'Olimpico . Invece, il nome di Antonella Leardi non compare nemmeno in un comunicato di circostanza che conferma quanto la volontà di porre un freno a certi comportamenti assurdi sia ancora minima. La toppa è peggio del buco.