Sono di Vicenza.
Nato nel '91 mi avvicino al calcio grazie a mia mamma, abbonata dagli anni Settanta al Vicenza.
Prime volte allo stadio a vedere il Vicenza di Guidolin, di Lopez, Ambrosetti, Luiso, Otero,... che conquista Coppa Italia e semifinale di Coppa delle Coppe.
Ma già dagli anni delle elementari la maglia biancoceleste mi conquista.
Non so perché e, alla fine, mi interessa pure poco, ma la Lazio mi entra nel cuore.
Degli anni di Cragnotti ho pochissimi ricordi.
Anzi neppure uno.
Ricordo soltanto che cercavo di convincere i miei compagni di classe, riuscendoci, a tifare e simpatizzare per la mia squadra.
E un ragazzo in vacanza, come me, a Rimini, che andava sempre in giro con la maglia di Claudio Lopez.
Conoscere un altro Laziale, farmi raccontare dello stadio, dei giocatori, è stata una tappa fondamentale e, ancora oggi quando ci penso, lo ringrazio.
Poi ci sono i ricordi si fanno più precisi: il 31 agosto 2002, le difficoltà economiche, i gol di Corradi e Fiore, Stam, le vignette del Guerin Sportivo che raccontavano e prendevano in giro Baraldi e Longo ma che per me rappresentavano uno dei pochi contatti con il mondo Lazio, la coppa Italia 2004 vinta contro la juve e contro i tanti juventini presenti qua nel Nord-Est.
E poi la paura di scomparire, gli insulti per Calciopoli, la rinascita e le Coppe.
Scopro Lazionet nel 2011 e da ormai 4 anni è il mio punto di riferimento e un collegamento stupendo verso tanti Laziali.
A voi di Roma, o comunque abbastanza vicini da seguirla allo stadio e con altre persone, invidio molte cose: esultare insieme, parlare di Lazio, i derby, lo stadio...
Ma quando scendo a Roma, arrivo a Ponte Milvio, entro all'Olimpico, vedo una marea di persone con sciarpe e maglie biancocelesti, l'emozione che provo vale tanta distanza e tanta attesa.
Perché mi sento, finalmente, a casa.