Avrei preferito non cadere in questa polemica-trappolone e invece è in atto proprio la polemica-trappolone. Il che dimostra come la stampa asservita e i vertici altrettanto asserviti, vedi Malagò, riescano a spostare l'opinione pubblica e cambiare il colore alle cose.
La Lazio non parte avvantaggiata e la riomma non sarà svantaggiata dal posticipo, mi pare ovvio, ma non è il messaggio che sta passando.
Stanno mettendo nel mirino questa partita caricandola di aspettative per poter dire che saremo stati avvantaggiati in caso di nostra vittoria oppure per poter accentuare il valore della partita stessa in caso di nostra sconfitta.
Magari paragonandola al 26 maggio. Ricordatevi che per loro è un tarlo. Il loro obiettivo dal 26 maggio 2013 è trovare un pretesto che possano travestire da rivincita.
In tutto questo mi fa ridere l'imbecillità del popolo sovrano. Fino a ieri Lotito era Lotito, era "Lotito resisti", lo scemo del villaggio, il grottesco latinista, il pupazzo da prendere per il c.ulo in Tv.
Ora gli stessi lo additano come grande burattinaio capace di smuovere le montagne e di tirare i fili del calcio italiano.
E ci fanno anche le parodie, in cui in pratica ridono di loro stessi e della loro incapacità di valutazione. Perché non è certo Lotito che ha deciso, ma è così che fa comodo pensare.
Il meccanismo è tipicamente italiota, un popolo che storicamente ha sempre guardato il dito e mai la luna.
Io comunque preferivo giocare di domenica.