Sotto Attacco

Aperto da kelly slater, 19 Mag 2015, 17:33

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Sonni Boi

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Due giorni prima del derby escono altri stralci del verbale coi deliri di Ilievski.

Non ce lo faranno vincere MAI.

AquiladiMare

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Citazione di: Mohammed Hussein il 23 Mag 2015, 08:44
Due giorni prima del derby escono altri stralci del verbale coi deliri di Ilievski.

Non ce lo faranno vincere MAI.

Mi piacerebbe leggere anche di qualche prova oltre che delle solite chiacchiere....

Alla fine, come in tutte le cose, si arriva alpunto che non interessa più a nessuno...  facessero sto processo e chiudessero la vicenda....che in Italia abbiamo problemi ben più importanti...



LuckyLibra

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Citazione di: Mohammed Hussein il 23 Mag 2015, 08:44
Due giorni prima del derby escono altri stralci del verbale coi deliri di Ilievski.

Non ce lo faranno vincere MAI.

Tanta testa, cuore e sudore...e si vince!!!

MAI dire mai  ;)

SFL...e loro sono, sono sempre stati e per sempre rimarranno  :asrm


Bonnerone

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Citazione di: Mohammed Hussein il 23 Mag 2015, 08:44
Due giorni prima del derby escono altri stralci del verbale coi deliri di Ilievski.

Non ce lo faranno vincere MAI.
ho dato una veloce lettura dell'articolo:
- dice di essere stato 10 minuti a Formello ... Mentre il suo cellulare solo 3
- lui parlava inglese, zamperini un po' inglese e un po' italiano mentre Mauri solo italiano e gesti....

Se non è un film di Totò poco ci manca

Dimenticavo: Mauri a formello era in tuta e il pulmann del Genoa aveva il simbolo del Genoa sul cruscotto! Particoari interessanti pe il pm

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MagoMerlino

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Citazione di: happyeagle il 23 Mag 2015, 09:09
http://www.canalegenoa.it/news/il-giornale-della-liguria-le-intercettazioni-che-incastrano-i-pm-di-cremona-115348
E di seguito: http://www.laziopolis.it/quando-ilievski-passo-da-sculli-a-milanetto-limpossibilita-di-essere-attendibile/
CitazioneForse è il caso di parlare per un attimo di Hristijan Ilievski, il cosiddetto "capo degli zingari". Anche se in testa i tifosi biancocelesti hanno giustamente solo il campo, il derby, la trasferta di Napoli. E sono stufi di tante chiacchiere inutili. Noi abbiamo deciso di non riportare più la valanga di precisazioni, cambi di tiro, aggiustamenti del quadro, che il teste chiave sta facendo sulla vicenda scommesse. Ma qualche considerazione va fatta.
Il premio Ilievski lo ha già ottenuto: ha evitato il carcere duro del suo paese, si è fatto qualche giorno di comoda detenzione in Italia, ha raccontato con dovizia (interessante il particolare, invero inedito, che il pullman del Genoa avesse uno stemma del Genoa sul cruscotto anteriore) quello che gli inquirenti volevano che fosse loro illustrato, ed è stato già scarcerato. Il capo di questo ambaradam su cui si indaga da quattro anni se ne può stare dunque tranquillo dove gli pare: il capo...
Vabbè, si vede che la latitanza gli faceva rimordere la coscienza. O forse ha avuto l'intuizione giusta e si è consegnato apposta, sapendo che ne sarebbe uscito con le stimmate dell'eroe. Ma a parte tutto quello che ha detto, e che dal Palazzo di Giustizia di Cremona esce a piccole ondate, in modo da solleticare e tenere sempre alto l'interesse dei media, ci sono dei particolari che lasciano davvero interdetti. Uno su tutti, sottolineato da Maurizio Mascia, l'avvocato di Omar Milanetto, attraverso il Giornale della Liguria. È un documento pesante, quello oggi in mano alla Procura di Cremona. Perché indirettamente chiama in causa anche i metodi del pm e un'accuratezza nelle indagini che, qualora il processo confermasse l'estraneità di Milanetto, sarebbe stata quantomeno risibile. Sì, perché le «prove» ci sono, ma sono contro la tesi accusatoria. Non è vero che non ci siano intercettazioni utili a incastrare Milanetto. Le intercettazioni ci sono state, ma dimostrano il contrario, e demoliscono la credibilità del teste, l'unica «prova» su cui si basa la Procura, che sulla parola di Ilievski mandò ad arrestare Milanetto in casa, nel cuore della notte, sotto gli occhi dei figli. Le intercettazioni che scottano (per l'accusa) sono quelle che raccontano i momenti iniziali dell'inchiesta, quando sul quotidiano La Repubblica venne pubblicata un'intervista esclusiva concessa dallo «zingaro» al giornalista Marco Mensurati.
L'11 marzo 2012 il pezzo si apre con la frase di Ilievski: «Non avete capito niente. Lazio-Genoa l'ha fatta Sculli, non Mauri». Sculli? Sicuro? «Sculli. Con gli amici suoi di Genova. Al cento per cento. Anzi no, a un milione per cento. Se volete ve ne parlo. Però non qui, non ora». Ma lo stesso giorno, alle 12.40 a Mensurati arriva la telefonata dello «zingaro», infuriato: «Come hai potuto scrivere questo? Fratello, hai usato qualche cocaina o del vino.. Come hai potuto scrivere queste brutte cose? Ora chiamo Gazzetta e gli dico che hai preso cocaina e sei impazzito e che... hai scritto queste stupide cose... Come è possibile che abbia scritto questo?». Il giornalista prova a ribattere che sono le cose dette in intervista, ma Ilievski affonda: «E perchè Sculli? Forse non è Sculli questo tipo.. Perché fate questo a Sculli? Forse non è Sculli; forse è Totti...» Il macedone e il giornalista di Repubblica non sanno di essere intercettati, ma ogni parola viene annotata. Qualche settimana dopo lo «zingaro» ritratterà le accuse a Sculli e cambierà versione, tirando in ballo Milanetto, parlando di un suo incontro, avvenuto il giorno della partita Lazio-Genoa con il centrocampista del Genoa e fissato grazie a una telefonata di Stefano Mauri allo stesso Milanetto.
Ma di questa telefonata, attenzione, non esiste traccia. Perché, si legge ancora nella memoria dell'avvocato Maurizio Mascia ora nelle carte dell'inchiesta e come rileva anche il sito web Canale Genoa, «tanto la risultanza negativa desunta dai tabulati telefonici relativi alle utenze di Mauri e Milanetto (dei quali in un torrenziale incidente probatorio sono stati scandagliati inutilmente pure i computer); quanto le risultanze positive, parimenti documentali, rappresentate sia dall'intervista all'Ilievski del quotidiano "Repubblica" di marzo 2012, sia dalle annesse intercettazioni delle telefonate di rimprovero del macedone al cronista del menzionato quotidiano, rendono inutile l'interrogatorio sollecitato dallo stesso Milanetto, che non potrebbe fornire riscontri oggettivi ulteriori e migliori di quelli esistenti, insuperabili perché costituiti perfino da atti pubblici che fanno fede fino a querela di falso». I tabulati ci sono, telefonate tra Mauri e Milanetto no. Chi parla, cambia versione di continuo è semmai il teste chiave. Oltre alle prove del Telepass e delle carte di credito che smentiscono il presunto incontro di Milanetto con gli «zingari» in un hotel di Milano, la Procura ha in mano anche le intercettazioni. Che sarebbe tenuta a utilizzare e a inserire nel fascicolo anche se sono chiaramente a discolpa dell'indagato. Tanto più ora che «il cosiddetto chiamante in correità – per una sorta di nomadismo delatorio – da detenuto in cerca di libertà (del resto già ottenuta) non si accorge di cambiare completamente la versione resa 3 anni prima da latitante».
In sintesi. Le parole di Ilievski continuano a essere l'unico capo a favore dell'accusa. Mentre tutti i riscontri oggettivi finora dicono il contrario. Buon proseguimento!
Vin. Cerr.
Il problema è che se articoli del genere restano confinati nel web, i mensurati avranno sempre vita facile.
La forza della lobby mafiosa romanista si misura in questo evitare che la comunicazione a livello nazionale pubblichi questi articoli per riequilibrare la questione agli occhi della pubblica opinione.

TheVoice

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Purtroppo sono fuori e col cellulare non ci riesco, ma chi può posti l'intervista a Di Martino pubblicata ieri sul Fatto.
Ci sono Almeno un paio di passaggi da far tremare le vene dei polsi

turco

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Citazione di: TheVoice il 23 Mag 2015, 10:54
Purtroppo sono fuori e col cellulare non ci riesco, ma chi può posti l'intervista a Di Martino pubblicata ieri sul Fatto.
Ci sono Almeno un paio di passaggi da far tremare le vene dei polsi

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PARISsn

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Citazione di: TheVoice il 23 Mag 2015, 10:54
Purtroppo sono fuori e col cellulare non ci riesco, ma chi può posti l'intervista a Di Martino pubblicata ieri sul Fatto.
Ci sono Almeno un paio di passaggi da far tremare le vene dei polsi

non trovo traccia di questo articolo  :X(

olympia

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Ma un giorno ci sarà uno straccio di procuratore o finanziere che indaghi su tutte le porcate che in questi ultimi anni sono state fatte intorno alla seconda squadra della capitale?  :asrm   
Che dite ,magno tranquilla?

PARISsn

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Citazione di: olympia il 23 Mag 2015, 15:42
Ma un giorno ci sarà uno straccio di procuratore o finanziere che indaghi su tutte le porcate che in questi ultimi anni sono state fatte intorno alla seconda squadra della capitale?  :asrm   
Che dite ,magno tranquilla?

avoja..arrivi al dolce, al caffe' e all'ammazza caffe' e stai ancora tranquilla... 8)

Gazza

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Poco fa su Radio_1 (RAI) tale giuliano foschini fa una tirata contro la giustizia sportiva che consente a giocatori gravemente compromessi di scendere in campo e contro quei tifosi che ragionano di coppe in faccia piuttosto che di questo cancro. Ovviamente il giornalista in studio, tale paolo zauri, assentiva.

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JoeStrummer

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Trattasi di un pezzo di merda meglio conosciuto come bibó.


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nebbiabiancoceleste75

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Citazione di: Gazza il 23 Mag 2015, 17:53
Poco fa su Radio_1 (RAI) tale giuliano foschini fa una tirata contro la giustizia sportiva che consente a giocatori gravemente compromessi di scendere in campo e contro quei tifosi che ragionano di coppe in faccia piuttosto che di questo cancro. Ovviamente il giornalista in studio, tale paolo zauri, assentiva.
Foschini è il compare di Mensurati...
Evidentemente Mauri je tromberà la moglie... Sennò non si spiega...

inquisitor

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Le merde romaniste si stanno giocando tutti i jolly per lunedì.
Bene, li notavo sottotono, evidentemente si stanno cominciando a farsi sotto sé stessi.

AquiladiMare

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Citazione di: Gazza il 23 Mag 2015, 17:53
Poco fa su Radio_1 (RAI) tale giuliano foschini fa una tirata contro la giustizia sportiva che consente a giocatori gravemente compromessi di scendere in campo e contro quei tifosi che ragionano di coppe in faccia piuttosto che di questo cancro. Ovviamente il giornalista in studio, tale paolo zauri, assentiva.

Visto che loro sanno tutto perché oltre alle chiacchiere non ci mostrano qualche prova così anche noi tifosi possiamo ragionare di questo cancro?

Perch fino ad ora abbiamo solo parole, parole.... ma fatti concreti zero...

Fino a che non vedo un fatto reale io continuerò a parlare di coppa in faccia....


white-blu

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Edit. 

Sbagliato topic

Murmur

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non c'entra nulla, ma forse si

Naomi, Massa e la pole di Monaco

Terrazza Martini.

Il mio figlioccio Mensurati stava delirando di cuochi, calcio scommesse e zainetti.

Passa Massa.

Uno dei miei eroi preferiti.

C'era anche Alesi.

Pole di Giovannino a Montecarlo: 0

Martini sciroppati da Mensurati: 4.

Chances di pole Raikkonen in questo Gp monegasco: 0,5%

Anni di Naomi Campbell: 45 (sì, con lo sconto).

Chances di pole Vettel: 19,6%.

Tasso di lucidità Bernie Ecclestone: non pervenuto.

Tasse secondo alcuni dovute da Bernie Ecclestone: dozzine e dozzine di milioni di euro.

Cosa hanno in comune Fernando Alonso e Antonio Conte: coltivano entrambi il Rododendro.


http://blog.quotidiano.net/turrini/2015/05/22/naomi-massa-e-la-pole-di-monaco/

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Eccolo l'intervista



"Scommesse,  fine il pallone si autoassolve" (Il Fatto Quotidiano)
di Paolo Ziliani


Roberto Di Martino, 65 anni, nato a Bordighera, figlio di genitori napoletani, il pm che per vent'anni ha cercato di dare un nome ai mandanti della strage di Piazza della Loggia a Brescia, processo tuttora mantenuto aperto dalla Cassazione, è il procuratore di Cremona titolare dell'inchiesta Last Bet sullo scandalo del calcioscommesse esploso in Italia nel giugno del 2011. La sua inchiesta è arrivata a toccare anche la Serie A coinvolgendo tesserati di primo piano come Mauri, Milanetto, Signori, Bettarini e persino l'attuale Ct della Nazionale Antonio Conte. All'indomani dell'esplosione di una nuova scommessopoli, quella dell'inchiesta di Catanzaro, e a pochi giorni dai rinvii a giudizio dell'inchiesta cremonese, Di Martino spiega: "Non sono meravigliato. Non voglio dire che quanto emerso sia una cosa normale; ma certo non mi sorprende che la criminalità organizzata di stampo mafioso, avendo il problema di investire capitali di origine illecita, scelga di farlo nel calcio con le partite truccate e le scommesse. È un modo di fare soldi facile, non complicato, specie nelle serie minori; e fruttifero, se è vero che di solito ottieni il raddoppio del tuo capitale".


Quindi le Procure indagano ma il calcio continua a truccare le sue partite?

Sì, e non sono certo fatti episodici. Da un certo punto di vista, però, sono contento: perché è stato faticoso, per me, andare avanti in questi anni a Cremona. L'inchiesta di Napoli al momento non ha avuto grandi sviluppi, quella di Bari è stata molto circoscritta. Il lavoro della Procura di Catanzaro in un certo senso mi risolleva: anche perché io non ho debellato e non posso debellare proprio nulla, sono altri cui tocca farlo.


Renzi ha detto: "Il calcio non può dare di sé questa immagine: Coni, Figc e Lega devono intervenire". Ma come?

Premetto che non conosco a fondo l'ordinamento della giustizia sportiva. Vedo, però, che quando scoppia uno scandalo-scommesse si parla subito di pene pesanti, esemplari, e poi alla fine raramente ci si arriva. Sono contro la criminalizzazione dell'omessa denuncia. La configurerei in modo diverso, sono per un pentitismo più garantito: un calciatore che sa di prendere un anno di squalifica per omessa denuncia non parlerà mai. Perché dovrebbe? Nell'ambito della mia indagine ci sono stati 50 arresti e tutti e 50 gli arrestati – tranne uno – hanno fatto ammissioni e confessioni; chi non è stato arrestato, invece, non mi ha mai detto nulla. Se una denuncia non tempestiva comportasse minori rischi di squalifica, anche chi è libero potrebbe essere indotto a collaborare.


La costituzione di Ilievski quasi in extremis è stata un colpo a sorpresa. Com'è andata?

Sono sincero: all'inizio la costituzione di Ilievski la temevo. C'era già stata quella di Gegic che mi aveva molto deluso, il serbo aveva dato una collaborazione minima. Ilievski aveva cambiato diversi difensori e decideva di farsi vivo all'ultimo momento: ero perplesso. Invece mi sbagliavo, la sua collaborazione è stata superiore a ogni mia aspettativa.



Può dirci come?

Al di là dei riscontri che mi ha dato sulle partite più importanti, come le due della Lazio e Novara-Siena 2-2.


Sui giornali si è letto: Ilievski scagiona Conte.

È una sciocchezza. È scorretto perché se Ilievski non ha avuto nessun contatto con Conte, non vuol dire che lo scagioni.



E il pc di Conte che risultò inutilizzabile? È vero che ci fu un errore del perito in fase di lettura e copia dell'hard disk?

No, non ci fu nessun errore. Semplicemente il pc di Conte era stato resettato. Cancellato. Si può pensar male, oppure no, ma questo è quel che è avvenuto. A giugno, comunque, ci saranno credo cento rinvii a giudizio sui 230 indagati.

bak

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gramellini farnetica di Lotito da Fazio.
Il grande burattinaio... ma vaffaffanculova.

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