Citazione di: portainsegne61 il 27 Mag 2015, 13:28
Non sono del tutto d'accordo.
11 sconfitte.
troppe.
troppa voglia di dimostrare un gioco superiore. Gli zozzoni hanno recuperato il secondo posto perche nella flessione, al momento in cui la samp gli ha tolto 3 punti, hanno iniziato a giocare da provinciale, contropiede e pedalare.
A me piace o spirito di Pioli ma deve capire che l'obiettivo viene prima di tutto. Finita la spinta propulsiva del superanderson, bisognava governare secondo le energie rimaste.
La disposizione tattica contro la juve era perfetta, andava ripetuta.
Tornando con i turpi al 4-2-4, siamo tornati in difficoltà a centrocampo, mettendo sotto pressione la difesa.
Poi basta con questa fissa del fuorigioco e marcatura a zona sulle punizioni dalla tre quarti, tutte le squadre lo sanno e ci provano continuamente. I goal determinanti presi cosi iniziano a essere veramente tanti.
Spero che con il napoli dimostri di saper vincere tatticamente. Il che non vuol dire per forza 3 a zero ma avere il controllo della partita.
Quoto e sottolineo, e faccio la mia disamina adesso che ho più tempo di scrivere e ho finito di perculare.

Ricordo di aver visto in TV un Inter-Bologna in cui Pioli, allenatore dei felsinei, schierò tre punte ed andò a vincere a Milano rifilando quattro gol ai nerazzurri.
Innamorato del calcio offensivo, abituato a vederlo fino alla nausea qui in Spagna, stanco delle minestre alla Reja, mi innamorai (calcisticamente, per il momento) di Pioli.
Non sono un gran critico di calcio, mi ritengo più un commentatore da bar che altro, ma qualche volta ci prendo. Sono anche un tifoso umorale, lo confesso, anche se quarantun'anni d'età cominciano a stemperare i facili slanci anche nel calcio.
In poche parole, cominciai a commentare qua e là: "Perché no, Pioli allenatore della Lazio?". Le repliche erano di vario registro lessicale, ma
en resumidas cuentas (nella sostanza) si riducevano in tenui - o ridondanti, a seconda dell'interlocutore - vaffanculo.
Quando Pioli venne scelto come nuovo tecnico, fui entusiasta della scelta e lo difesi dalle prime, facili, perplessità.
Ebbi modo di vedere la partita d'esordio di campionato contro il Milan e mi rodette il culo al vedere la nostra squadra giocare arrembantemente, brillantemente e perdere. Al di là del rodimento, la partita in sé mi dette un'iniezione di fiducia.
Nelle giornate successive - e qui non ebbi più modo, per un certo periodo, di vedere le partite della Lazio perché fu il momento del mio ritorno in Spagna - la Lazio collezionò altre sconfitte, sempre giocando meglio, secondo quanto emergeva dai commenti che andavo leggendo qua e là. Il mio deretano ne era ancóra più risentito, ma la mia fiducia era intatta.
Poi è cominciata la risalita, fino ad arrivare alla fila di vittorie consecutive, al secondo posto e alle schiere di adepti intonando peana del tenore "Pioli è Dio". Il mio entusiasmo era alle stelle, anche se conservavo il mio monoteismo e rifiutavo l'identificazione del tecnico con la natura metafisica che gli si attribuiva.
Poi, le tante scivolate, fino a quella del derby.
Le mie considerazioni attuali: Pioli continua ad essere, per me, un ottimo allenatore e non devo essere certo io a dirlo. Tuttavia, le mie perplessità nascono da elementi menzionati da altri netters più competenti: ostinazione a proporre giocatori e tattiche che non si adattano a una lettura tattica un po' più approfondita delle partite e alla natura degli avversari (un minimo di flessibilità, insomma), un atteggiamento da "je ne famo tre perché lo spirito del calcio è questo" anche se l'avversario si chiama Real Madrid - che in sé mi esalta, all'atto pratico provoca altri risentimenti al mio già malandato deretano -, che non dico che sfoci nello zemanismo (perché Zeman è scemo, Pioli no), ma quasi, e un numero considerevole di partite perse. Undici, come segnalato. Troppe. Mi piace il calcio spettacolo, ma se si riuscisse a conciliarlo con un po' più di concretezza, un minimo - solo un minimo - di prudenza e una maggiore lettura tattica, preferirei.
Detto questo: ho quotato applaudendo l'espressione "sciamano di provincia" riferita a Pioli in un contesto in cui si dicevano molte altre cose interessanti, in un post che non si limitava ad affibbiargli quest'appellativo. Tale espressione esprime più che altro - anche se in maniera rude - la perplessità di fronte ad allenatori con tanta buona volontà ma che nel calcio italiano ad alto livello si scontrano contro le ragnatele di Merdià, i cecchini di Benítez e le gomitate e i contropiede vincenti di Allegri. Per questo ho fatto mia la domanda del topic che citavo: sarà che ci vuole un allenatore che ha già allenato squadre che hanno già vinto, che abbia masticato già sfide ad alto livello? È un dubbio che mi rimane.
Aggiungo: facciamo una valutazione suddividendo in fasce le squadre del campionato italiano:
Fascia 1 - le strisciate: Juventus, Inter e Milan.
Fascia 2 - le merde d'alta quota: Napoli e rioma.
Fascia 3 - le provinciali che rompono il cazzo: Fiorentina, Sampdoria, a rotazione Genoa, Udinese, Torino.
Fascia 4 - le provinciali che stanno lì per fare numero: Hellas Verona, Chievo, Atalanta, etc.
Fascia 5 - i poracci: le restanti.
In quale fascia vogliamo stare? In un momento in cui le milanesi sono in crisi, la fascia 1 e la 2 sono accorpate (anche se la Juve guarda tutte dall'alto in basso). Noi da troppo tempo gravitiamo in fascia 3. Il nostro ragionevole obiettivo,
che siamo sempre a un passo dal conquistare e che buttiamo al cesso sempre all'ultimo momento, è quello di tornare in fascia 2 (togliendo in tal modo l'etichetta "merde").
Per me l'ennesima stagione in cui non riusciamo a fare questo salto rappresenterebbe una delusione troppo grande, e non ci voglio nemmeno pensare, ma ho acceso l'allarme giallo da questo punto di vista, per cui dico: andiamo senza dubbio avanti con Pioli, ma se continuiamo con la stessa solfa da fascia 2 e mezzo, se Pioli non saprà correggere i difetti che netters più preparati di me hanno brillantemente evidenziato, io investirei tra due anni in un allenatore di
molto peso e di
molta esperienza (facile a dirsi, ma credo sia la medicina giusta qualora non guarissimo dalla terzafascite).
Amen.