Lotito-Iodice, Palazzi ha deciso
di archiviare
15 luglio 2015 | 8:36
RASSEGNA STAMPA
Nulla di fatto, archiviato, non si
proceda. Stefano Palazzi ha
ufficialmente deciso: nessun
deferimento per Claudio Lotito
sulla base della telefonata più
famosa dell'anno, quella del
presidente della Lazio e della
Salernitana con Pino Iodice, il
d.g. dell'Ischia. Nella
conversazione, a parte
l'«augurio» di una serie A senza
piccole, in particolare Carpi e
Frosinone, Lotito aveva anche
parlato di politica federale, di
crisi economica della Lega Pro, di
prestito da parte della Lega di A,
proprio nei giorni caldi dello
scontro fra la maggioranza di
Macalli (poi dimissionario) e
l'opposizione di Gravina e
Ghirelli. Il linguaggio usato aveva
portato la procura della
Repubblica di Napoli ad indagare
il presidente della Lazio per
«tentata estorsione». Erano
arrivate anche le perquisizioni,
quella in Federcalcio condotta in
prima persona dai pm, per
verificare riscontri coerenti con i
toni e le parole della telefonata.
Per Palazzi questi riscontri non ci
sono, e non ci sono neanche per
la super procura del CONI
diretta dal generale Enrico
Cataldi. Che non si è opposta
alla decisione di archiviare.
POCHI RISCONTRI – Palazzi ha
scelto l'archiviazione per tre
motivi. A quanto sembra, Iodice
non avrebbe integrato la sua
denuncia con altro materiale
relativo a minacce da parte di
Lotito. Insomma, la telefonata
sarebbe stato un fatto isolato. E
le stesse parole usate in
quell'occasione, per Palazzi non
si configurano come
intimidazioni. Infine, e
sembrerebbe essere stato
l'elemento decisivo, gli altri
dirigenti indicati da Iodice non
avrebbero confermato gli
interventi di Lotito. Un quadro
molto lontano dalle ipotesi
accusatorie formulate a Napoli.
Tanto che ora ci si interroga sul
destino dell'inchiesta penale: si
andrà anche qui verso
l'archiviazione o una procura
smentirà l'altra?
(Gazzetta dello Sport – A.
Catapano/V. Piccioni)