Citazione di: carib il 17 Ago 2015, 12:38
Palo, massimo rispetto ma non riesco a seguire il tuo ragionamento.
Io ho solo detto - in accordo con DLM - che "il trattamento della stampa nei nostri confronti non lo può cambiare un addetto stampa". Per confutare la mia affermazione tu porti prima l'esempio di Renzi. Per caso renzi è l'addetto stampa di qualcuno? Dopo di che pensi a IB: per caso IB è un addetto stampa?
Il 'trattamento' della stampa nei confronti della Lazio - IMHO - è stabilito da chi dirige/edita i diversi organi di stampa. Quindi, in estremissima sintesi, suddetto trattamento può essere in qualche modo reindirizzato solo da un pari grado del direttore/editore. Dipende quindi - IMHO - dal peso 'politico' e dalla capacità di fare lobby di chi guida la Lazio.
Un semplice addetto stampa fa quel che gli chiede di fare il suo datore di lavoro. Così come un redattore scrive mantenendosi all'interno della linea editoriale indicata dal direttore (che è assunto dall'editore).
La parte su Berlusconi e Renzi era in risposta a Zanzalf che sosteneva (opinione rispettabile) che la sostanza è più importante dell'apparenza (cito a memoria, sto con l'iPad sotto l'ombrellone). Ed io ho parlato del trionfo del l'apparenza vacua (Berlusconi) affiancata da una grandissima capacità comunicativa e del fatto che il PD (non bestemmio) per vincere ha messo in campo un abilissimo comunicatore (che poi io sia Renziano ... non lo consideriamo). Ma era una risposta a Zanzalf.
Per ciò che concerne la citazione del tuo "punto":
Io intendevo dire che un addetto stampa NON risolve il problema. Ci vuole molto di più, ovvero dei veri professionisti della comunicazione e non come individui (un addetto stampa al posto di un altro) ma come strutture. Esistono delle agenzie che curano l'immagine e la comunicazione. L'azienda per cui lavoro, pur fatturando globalmente 80 miliardi, fattura in Italia, nel mio segmento, appena 100 milioni. Il mio principale concorrente (il proprietario del Sassuolo e presidente di Confindustria) fattura in Italia 4 volte quello che fatturo io, investe in comunicazione e marketing, 10 volte (in percentuale) quello che investo io. È chiaro che lui va in prime time su striscia ed io faccio delle cazzutissime inserzioni su riviste specializzate che leggono 3000 addetti ai lavori (se va bene). Per colpire i miei target io organizzo delle amene riunioni di mezza giornata con i vari ordini degli ingegneri e faccio formazione (perniciosa). E, fermi restando i miei obiettivi, che sono limitati rispetto ai concorrenti, riesco ad avere successi soddisfacenti. Li corrompo con un finger lunch... Forse (non credo) o con qualche credito formativo (più probabile) ? Il fine giustifica i (leciti) mezzi. Tutto ciò per dire che una volta capito quali sono i tuoi limiti trovi la strada che puoi percorrere e la percorri. Se io mi chiudessi nella mia torre d'avorio e mi limitassi a proclamare che i prodotti della MAPEI fanno schifo (cosa, tra l'altro falsa, perché non sono affatto male) avrei chiuso da 10 anni e non mi meriterei il discreto stipendio che riesco a farmi pagare ogni mese.