Citazione di: Alcares il 27 Ago 2015, 09:49
Detto questo, la strategia della Lazio non funziona se si pretende di giudicare (forse in modo un po' pretestuoso, Cosmo?) i Patric, gli Hoedt o gli SMS il 27 Agosto (il realtà c'è chi li ha crocifissi già l'8 Agosto!) e se si pretende di vederla vincente - la strategia - nel giro di pochi anni.
La crescita, se si fanno le cose un po' meglio di qualche anno fa quando si mandava gente fuori rosa e si giocava con Baronio playmaker, è molto lenta, ma sempre di crescita si tratta.
Nel frattempo che un FA diventa intrattenibile, sempre se si fanno le cose per bene, fa sì che la Lazio faccia qualche passo avanti per essere in grado di trattenere un FA tra 2-3-4 anni.
L'evidenza dei passi avanti c'è stata ieri.
Pur essendo stati presi a pallonate (da una squadra più forte e più avvezza a certi palcoscenici di noi - e qui ce vole poco), abbiamo giocato un preliminare di CL che fino a qualche anno fa ci saremmo scordati, in un modo che fino a qualche anno fa ci saremmo sognati.
Ai tempi infatti in cui l'Udinese ci inculava per un punto, con chi l'avremmo giocato l'eventuale preliminare CL?
Con Sculli, Diakitè, Foggia e Stendardo.
Secondo voi saremmo restati in gioco fino al 90° della gara di ritorno?
Siamo fuori dalla CL, abbiamo perso l'ennesima sfida importante, ma negare che siamo in crescita secondo me è ingeneroso.
Alcares, lo so che sei incazzato quanto me, ma mi chiami in causa e ti rispondo così ne approfitto pure per dire un'altra cosa.
Premesso che oggi è il giorno dell'incazzatura e che domenica staremo sul divano a stringere le chiappe sulle incursioni di Paloschi, dici a me che sono pretestuoso e che non si giudicano i calciatori il 27 agosto.
DAl giorno di Napoli-Lazio in avanti c'è stato un tripudio di supercazzola che aveva l'intento di convincere gli scettici/isterici della bontà delle operazioni effettuate nella campagna acquisti dalla Lazio.
Una manciata di sconosciuti che in molti si sono fatti andare bene per forza, giudicandoli buoni. Giudicandoli in maniera pretestuosa perché spesso non li avevano nemmeno visti, in nome di una strategia da campana di vetro quando sono bastate due brande tedesche a centrocampo e un paio di mezze punte dal piede buono per umiliarci. Oltre al fatto che il Bayer giocava pure senza i due centrali di ruolo. Capite la differenza?
Chi ha giudicato male? Gli scettici o gli ottimisti a prescindere?
Chi oggi, almeno oggi, fornisce attenuanti, scuse, giustificazioni non si accorge che il suo giudizio cozza contro l'unico aspetto sacro del calcio: il risultato.
Non abbiamo solo perso, siamo stati tritati (con astuzia) da una squadra di seconda fascia della Champions League persino priva di veri fuoriclasse. Pensa quanto stiamo lontani noi da quel mondo.
Aggiungo che per settimane si è snobbata la supercoppa italiana perché la partita del giudizio sarebbe stata quella di ieri.
Il tifoso Laziale, confuso e contraddittorio, rinuncia alla supercoppa italiana pur avendo una bacheca non propriamente zeppa di trofei perché serviva solo la preparazione al preliminare.
Dopo la sconfitta del preliminare invece di certificare il fallimento (primo passo per uscire dal problema) continua a rimandare, a fornire attenuanti e giudizi in contrasto con quanto avvenuto sul campo.
Le amichevoli non contavano. La supercoppa non contava. Il preliminare adesso è solo un granello nell'ingranaggio oliato alla perfezione e studiato nei minimi dettagli che ci condurrà sicuramente verso maggiori trionfi tra quanti anni non ho capito bene.
Come se il mondo stesse in attesa del nostro lavoro da formica indefessa.
Non è così.
Nel calcio le partite non hanno tutte lo stesso peso. Ce ne sono alcune di simboliche.
Se Tare dice che non siamo migliorabili e poi ieri dice che il Leverkusen è più forte, o è un cazzar.o o soffre di disturbi borderline. Perché nemmeno il livello del Leverkusen possiamo raggiungere?
Il Leverkusen più di noi ha calciatori di esperienza, adulti consenzienti. E l'esperienza, la sana e robusta costituzione - nel calcio - la compri. Non la costruisci. Perché quando l'hai costruita arriva un altro e se la compra, perché non è tua, appartiene al calciatore.