Abbiamo giocato senza serenità e - a causa di questa assenza di serenità ( e, direi, anche a causa della formazione scelta, spiace dirlo perché stimo molto Pioli ) - non siamo riusciti, se non raramente, a fare tre passaggi di fila. Ci è scottata quasi sempre la palla tra i piedi, non sapevamo quasi mai che cosa farne.
E alla mancanza di serenità ( la serenità è fondamentale per affrontare queste partite; e aggiungo che è stata la mancanza di serenità a portare De Vrij a commettere la cazzata ) si accoppia la – purtroppo, ormai consueta - mancanza di personalità ( come dice il mio amico Sinisa, la personalità è roba che non si compra al mercato: o ce l'hai o non ce l'hai ). Ci tremano ancora le gambe a giocare certe partite, è un nostro limite di cui essere consapevoli. Infatti alla prima difficoltà ( cazzata di De Vrij ) siamo andati in bambola e alla seconda difficoltà ( cazzata di Mauricio ) ci siamo sciolti.
Poi aggiungiamo pure che loro hanno corso tanto e bene per tutti i 90 minuti. Ma questo è il calcio di oggi: le nostre ( tutte le squadre della serie A ) vanno a due all'ora, non pressano "alte" e quando i ritmi sono troppo alti vengono travolte, specie se di fronte ci sono squadre che sanno giocare a calcio ( come il Bayer ).
E non credo proprio che con i giocatori ieri assenti le cose sarebbero andate diversamente. Invero non credo neppure che con gli acquisti di gente c.d. esperta si sarebbero evitate le cazzate di De Vrij e di Mauricio e si sarebbe sopperito all'assenza ( ingiustificata ) di Anderson e di Candreva.
Tutto questo mi porta a concludere che la Lazio non è pronta per la Coppa dei Campioni. Per essere pronti per la Champions, in questo Pioli ha ragione, servono: tempo, lavoro e impegno !
Non offro alibi alla Società la cui scelta, ormai è chiaro, è: "svecchiare", ridurre la rosa ( quest'anno "in uscita" si è finalmente lavorato, e si è lavorato bene ) e comperare giocatori giovani.
Belli i giovani ( come diceva Vinicio; si, proprio l'allenatore che spedì in panchina per tre giornate consecutive di campionato il ventenne Giordano, che pensava di poter giocare da solo. La lezione servì: l'anno successivo Giordano divenne capocannoniere e, poi, è stato uno dei grandissimi del calcio italiano. Se fossi in Pioli, ripeterei la cosa per Anderson che, non da ieri, si è seduto sugli allori ). Sappiamo però che la gioventù comporta pregi e difetti: entusiasmo, ma anche limiti di personalità e di esperienza ( l'esperienza è l'altra dote fondamentale in Champions, e la acquisisci solo giocando ripetutamente a certi livelli ).
Concludo dicendo che possiamo fare un buon campionato ed un'ottima Coppa Uefa ( competizione che mi pare alla nostra altezza ), a patto di rimanere calmi ( tutti: società, squadra, tecnico, tifosi, giornalisti ) e di continuare a lavorare per cercare di tornare in Champions.