Citazione di: FatDanny il 27 Ago 2015, 09:28
Capisco che dopo una partita del genere l'amarezza sia tanta, ma il 95% delle valutazioni mi sembrano assolutamente fuori luogo. Il mercato, il modulo, l'atteggiamento. Niente, a mio modo di vedere non c'entrano niente.
Come lucidamente ha fatto notare IB ieri sera per 40 minuti abbiamo visto una Lazio che teneva il campo e rischiava di perdere tanto quanto gli avversari.
Con una differenza importante: avevamo paura. Si vedeva a centinaia di chilometri di distanza, trasudava dallo schermo quanto avessimo paura di fare cazzate e perdere. Ci mancavano i punti di riferimento, psicologici prima che tecnici.
E la paura ha portato uno dei giocatori più forti di questa Lazio a fare un errore che non avrebbe MAI fatto contro il Bologna, il Chievo, finanche il Napoli. L'errore di De Vrij, con la corresponsabilità parziale di Berisha è estremamente esplicativo. Trasmette la scarsa tranquillità con cui siamo scesi in campo.
Da lì la paura si è trasformata in terrore e siamo usciti completamente di testa.
Attenzione, non giocavamo a lancioni (le accuse a Pioli come se la partita fosse stata preparata così mi fanno ridere), spazzavamo e basta. Quando giochi con i lanci lunghi provi a trovare la prima punta per giocare di sponda con le ali e ripartire. Noi spazzavamo la palla quanto più lontano possibile dalla nostra area. Senza direzione.
Ci scottava la palla tra i piedi, non sapevamo più che farne.
E allora pongo queste domande: mettiamo caso che ieri in campo ci fossero stati Huntelaar e Tremoulinas al posto di Keita e Radu. Questo avrebbe evitato l'errore di De Vrij? O l'anticipo suicida di Mauricio?
Avrebbe fatto riuscire uno dei 270 dribbling falliti da Anderson? Avrebbe reso Candreva più presente?
Io non credo.
Dobbiamo avere la lucidità di ammettere che questa Lazio senza i suoi uomini più rappresentativi e di esperienza, Klose Biglia Marchetti, non è a livello Champions. E chiamatemi mediocre ma alla fine per me non è uno scandalo assumere questa cosa. Perché è un qualcosa che non risolvi comprando la punta di peso. E' un qualcosa che una rosa come la nostra acquisisce col tempo, col lavoro, con l'impegno (e anche con la tranquillità di poterlo fare).
Non sto dando un alibi alla società. Se bastasse essere giovani e belli ad essere forti a quest'ora eravamo il Barcellona. E' evidente che la spensierata gioventù comporta anche dei limiti, soprattutto sul piano della personalità.
E la personalità è la principale assente di ieri sera. Ci tremano ancora le gambe a giocare certe partite, è un nostro limite di cui essere consapevoli.
E se proprio vogliamo dire chi mancava ieri, allora a me viene in mente che mancava più un Ledesma (con tutti i suoi limiti tecnici) che un Tremoulinas o un Huntelaar.
Adesso io sono abbastanza depresso. E non per la rosa, il mercato o le scelte di Pioli.
Sono depresso perché davanti a noi avremmo la possibilità di fare un buon campionato e un'ottima EL (competizione alla nostra altezza a differenza della CL) e invece c'è il rischio altissimo di sprecare tutto nel delirio nevrotico che partirà, anzi, che è già partito. Quasi non si aspettava altro.
Io della CL rimpiango "solo" i 30 milioni. Ma non mi strappo i capelli per essermi accorto che ancora non siamo in grado di stare nell'elite del calcio europeo. Mi strappo i capelli perché ci siamo vicini e per toccarlo servirebbe mantenere la calma e lavorare, lavorare, lavorare.
Non so se ne saremo in grado. Squadra, società, tifosi.
Oggi la Lazio deve giocare la partita più difficile di tutte: quella contro se stessa.
Ho letto i commenti dall'inizio non volendo ancora intervenire perché troppo incazzato, poi a pagina 11 m'imbatto in questo bel post, che dice con parole semplici e chiare tante verità, esprime tante sensazioni che mi trovo dentro e che desidero esprimere.
Bravo FD, ci vuole coraggio e ottimismo, non dobbiamo restare con una manciata di lenticchie, al lavoro e ripartiamo. La mia incazzatura c'è perché siamo stati davvero vicini a toccare il cielo con un dito, ma ieri non era la serata giusta, troppe assenze di personalità, chi era in campo cercava il contatto visivo con gli altri e non lo trovava. Non trovava Biglia e non trovava Klose, De Vrji non trovava Marchetti, si giocava con l'acqua alla gola.
Peccato, il primo tempo era quasi finito, chiudere il primo tempo sullo zero.a zero avrebbe significato un'altra partita, anche perché fino al gol la Lazio era stata bella, aveva concesso i primi venti minuti ma poi aveva iniziato a prendere campo e creare occasioni, stava giusto iniziando a superare le paure quando quella maledetta carambola ha infranto i nostri sogni. Non trovo sia il caso di parlare dei singoli, non oggi, oggi io sto con la mia Lazio.