Citazione di: erredielle il 28 Ago 2015, 21:42
Perdonami sicuramente ho espresso male il mio pensiero, non voglio credere che tu non abbia compreso.
Mi riferivo al pane e cicoria o al formaggio ammuffito che abbiamo dovuto mangiare per cause di forza maggiore nei tempi bui della nosta storia. Li abbiamo mangiati e non li rinneghiamo.
Oggi no, siamo seduti a tavola e ci possiamo permettere qualche pietanza più succolenta che costa il suo giusto (niente caviale eh?), abbiamo mangiato bene ultimamente, niente vieta che possiamo mangiare meglio.
La portata che arriva però non ci soddisfa appieno, ci aspettavamo di meglio perchè sul menù il piatto ordinato era descritto diversamente, cottura sbagliata e tutti i motivi che vuoi.
Chiedo al cameriere di portarsi via il piatto, di portarne un altro fatto come si deve quando, da sotto il tavolo, mi arriva un calcetto e sento che mi bisbigli "caxxo fino a poco tempo fa mangiavi pane e cicoria e mo ti lamenti pure?"
Ecco, io quando vado al ristorante ""daLotito" prendo il menù e ordino il piatto "nuova era" come dal locale proposto. Se non è preparato come da promesse, pretendo di far sapere al ristorante che non sono disposto a pagare il conto se non mi viene portato il piatto del menù, quello. Di certo il calcetto non me lo tengo e lo rispedisco al mittente. Non per questo sfascio il locale, anzi conto di ritornarci spesso.

Scusa per la deriva culinaria ma l'orario è quello che è
Tranquillo, avevo compreso quello che era il tuo intendimento e forse la mia risposta era un po' tranchant.
Ma era una forzatura voluta, nel senso che (e non credo sia il tuo caso come hai spiegato nell'ultimo post) non è possibile, a fronte di un rovescio, per quanto doloroso, rimettere in discussione tutto dalle fondamenta. Succede continuamente, ogni santissima volta, nonostante invece il trend vada in tutt'altra direzione.
Alcuni elementi dicono l'esatto contrario dello stracciamento di vesti che circola continuamente nell'ambiente Lazio.
1) Piazzamenti in campionato dell'era Lotito. L'ho postati stamattina. Primi sei anni in media 11 posto. Ultimi 5 anni 5 posto. C'e' stata volontà di crescere nel tempo. Si. Non è un'opinione, è un fatto.
2) Valore economico della rosa. È costantemente cresciuto nel tempo. Solo in quattro, cinque stagioni su 111 forse abbiamo avuto una rosa dal valore ecomico più elevato. È un segnale di crescita? Si.
3) Vittorie. Tre trofei (uno indimenticabile) più due altre finali negli ultimi sei anni. Cinque tentativi in sei anni. Molto meglio di alcune che fanno le cose meglio di noi e hanno più soldi di noi. Le merde da sette anni non alzano un trofeo che è uno. È un segnale di crescita? Si.
4) Accrescimento del tasso tecnico. C'hai in rosa un campione del mondo, un vicecampione del mondo, un semifinalista di coppa del mondo, un campione della Libertadores sudamericana e un'altra decina di nazionali di varie categorie. È un segnale di crescita? Si. (Do you remember Vignaroli e Artipoli).
5) Sviluppo del settore giovanile al fine di creare talenti home-made a basso costo per compensare lo svantaggio delle minori risorse. La migliore primavera d'Italia da quattro anni a questa parte. Creazione di una Academy messa in mano ad uno dei migliori talent scout del pianeta. È un segnale di crescita? Si.
6) Monte ingaggi individuale. Si è passati da 500 mila euro a 2,5. È un segnale di crescita. Si.
7) Razionalizzazione delle spese improduttive sulla distribuzione degli ingaggi. Non c'è mai stata un'operazione di ripulitura come quest'anno senza accollare minusvalenze sul bilancio. Dal che discende una ottimizzazione per un migliore impiego sulle spese produttive. È un segnale di crescita. Si.

Conferma dei top player. Si, tutti, almeno per ora. Nessuna cessione dolorosa. Quelli forti per ora siamo in grado di tenerli. Non abbiamo emergenze finanziarie tali da dover fare sacrifici sui top player.
Sulla carta significa mantenere almeno inalterato il proprio livello tecnico e, laddove le quattro pippe acquistate dovessero fare bene, significa averlo alzato. È un segnale di crescita? Si.
Bene, mi fermo qui. Certo che si potrebbe fare ancora meglio e crescere ed osare ancora di più. Minimizzare i passi falsi ed ottimizzare ulteriormente il meccanismo.
Ma, sinceramente, la si può far finita di parlare di mediocrità e della scientifica volontà di non voler uscire dal piccolo cabotaggio?
Che cazzo di altro debbono fare?
CI VUOLE TEMPO PERCHÉ TUTTI I TASSELLI VADANO AL LORO POSTO. E QUALCHE BATTUTA A VUOTO.
Ma, ripeto, senza voler per forza ricordare i tempi bui, oggi il Laziale mediamente, può sentirsi in un ventre di vacca, aspettando solo il momento del superamento dell'ultimo step?
Si ci si può tranquillamente sentire, è nei fatti e nelle cose.
Sempre che in società manterranno la barra dritta, questo e' ovvio. A parte le corazzate, molte squadre europee non hanno fatto altro che fare un percorso di crescita di questo tipo.