Il voto per questa finestra di mercato estiva è 3. Forse è generoso, ma ci sono state cose fatte anche bene, oltre a quelle disastrose.
Bisogna riconoscere che si è fatto un ottimo lavoro nell'eliminazione degli esuberi, alcuni dei quali comunque non in maniera definitiva, anche se bisognerebbe capire come ha fatto la Lazio a caricarsi di tanta zavorra.
Bene, almeno si spera, anche la parte di contorno, ovvero quella dove si prendono degli interessanti prospetti per inserirli nella rosa e vedere se qualcuno si dimostra all'altezza di diventare titolare. La stessa cosa si potrebbe fare con i primavera, evidentemente sono pochi quelli su cui effettivamente puntare, che si preferisce andare in giro per l'Europa a collezionare prospetti.
Il problema è tutto nella parte di mercato che doveva essere interessata a migliorare la squadra dell'anno scorso, la dichiarazione di Tare sulla squadra difficilmente migliorabile, aveva offerto indizi precisi.
Se ritieni che la squadra dell'anno scorso fosse difficilmente migliorabile, hai sbagliato, perchè, o non sei in grado di giudicare la squadra dell'anno scorso nel suo insieme, sovrastimandola. Oppure non sei in grado di trovare le soluzioni per migliorarla, da qui la dichiarazione, confessione, difficilmente migliorabile, perchè non sono capace.
Una squadra difficilmente migliorabile è una squadra che è a livelli di eccellenza da almeno un triennio, per la quale servirebbero ingenti investimenti, per rimanere a certi livelli, per provare a confermare e migliorare i risultati e magari in quel momento, non c'è disponibilità, anche perchè, probabilmente, ci sono state esposizioni eccessive negli anni precedenti, per consentire di raggiungere il livello e si è arrivati al punto che anche il bilancio ha le sue esigenze.
Ma la Lazio arrivava da un disastroso precedente campionato, il lavoro e alcune ottime intuizioni hanno consentito alla squadra di Pioli di realizzare una stagione superlativa, arrivando a competere per il secondo posto, che avresti meritato e raggiungere la finale di coppa Italia, che avresti meritato di vincere. Sfortuna soprattutto e qualche buco nella rosa, non hanno consentito alla Lazio di raggiungere i risultati che avrebbe meritato. Ma questa poteva comunque essere alla base di un progetto vertente a migliorare la squadra, cominciando con il colmare le lacune che erano emerse, tenendo conto che alcune delle delle deluse avrebbero cercato di rilanciarsi e la squadra che aveva monopolizzato gli ultimi campionati stava intraprendendo la strada del rinnovo generazionale. Quindi quale occasione migliore per la terza, quasi seconda, classificata, per provare a fare il salto di qualità definitivo?
Non si chiedevano i Cristiano Ronaldo, i James Rodríguez o gli Sterling e gli Schweinsteiger, si chiedevano giocatori tipo Basta e Parolo, con un minimo di esperienza, curriculum e capacità. Ne servivano anche pochi, un terzino sinistro, un centrocampista e un attaccante, altri solo se avessi scoperto qualche ruolo per cedere un giocatore per finanziare il mercato.
Nulla, non si è fatto nulla. Neppure la mancanza di soldi può essere una giustificazione, perchè dei soldi per i prospetti sono stati spesi. Evidentemente erano differenti le priorità. Poi c'è sempre la possibilità di cedere per comprare e anche qui entrano in gioco le capacità professionali personali e la capacità di individuare obiettivi precisi e capire quando si può continuare a trattare e quando chiudere perchè un affari non salti. Tutte cose presso che sconosciute agli operatori di mercato della Lazio.
Appare chiaro che sono state clamorosamente sbagliate le considerazioni iniziali, per le quali si è decisa una strategia al posto di un'altra, proclamando che la Lazio ha un progetto basato sulle idee e non sui soldi. Il problema è che, come si è poi visto, non esiste neppure una strategia di scorta.
Che si sarebbe dovuta attuare una volta concretamente verificato sul campo, che certe ottimistiche previsioni si stavano rivelando quantomeno errate. Un mese di prestazioni sconcertanti non hanno consigliato alla società di porre rimedio alla situazione, mettendo in essere un piano di riserva.
E' arrivato Matri, ma solo ed unicamente perchè la sfortunata indisponibilità di Klose e Djordjevic potrebbe essere più lunga del previsto e Keita è stato costretto a confermare ulteriormente quello che aveva confermato la stagione scorsa, non è una prima punta, non può giocare centravanti e neppure falso nueve.
Per certificare l'inadeguatezza della strategia societaria siamo stati costretti ad assistere a degli autentici disastri, dalla supercoppa di Shangai contro la Juventus di questo inizio di stagione, a Leverkusen, per finire contro il Chievo. Il Chievo, non il Borussia o il Barcellona, il Chievo.
La Lazio ha ripetuto con diabolica perseveranza gli errori commessi tutte le volte che si è trovata nella situazione di offrire continuità a quanto di buono aveva fatto. Una volta vabbè, due sono troppe, addirittura la terza no! Allora non hai capito, non sei capace. Sperando di non stare ancora nella fase dimostrativa delle illuminanti nuove idee dispensate dal presidente negli anni scorsi.
Adesso torna tutto nelle mani dell'allenatore. Chissà se contento o meno del lavoro svolto dalla società sul mercato. Pioli non parla direttamente, qualche volta fa capire, evidentemente non abbastanza. Ora sta a lui e alla squadra confermare quanto di buono fatto l'anno scorso, se non ci riusciranno saranno i colpevoli, perchè sono loro a scendere in campo. Però sia chiaro che il problema di fondo rimane ed è un pessimo mercato svolto da incompetenti ed incapaci. Che forse più di 2 come voto, non lo merita.