Citazione di: Brujita76 il 22 Set 2015, 10:36
IB, ogni teoria è giusta e sbagliata (non conoscendo la verità).
Non sono d'accordo con questo, in linea generale, perché senno' sarebbe il caos.
Voglio dire, se io intervengo per dire che la Lazio gioca male a causa delle scie chimiche e del fatto che Formello é stato designato come luogo di atterraggio dei marziani per la prossima invasione del pianeta, non puoi dire che é una teoria che ha una sua legittimità. In linea generale.
Io credo che sia legittimo criticare la società per alcune scelte di mercato, perché fa parte del gioco ed é giusto.
Ma se ogni cosa, ogni santissima cosa, ogni maledettissimo avvenimento negativo deve sempre ricadere su questa piattaforma dialettica, alla fine, anche la critica legittima diventa stucchevole e perde di legittimità. Secondo me.
La teoria dello scazzo ha una sua logica soltanto se si parte dall'assioma che la società, qualsiasi sia la questione, ha sempre torto, quindi si fa il percorso analitico inverso rispetto a quello che sarebbe lecito. Si parte sempre tenendo presente che il risultato finale DEVE essere che é colpa della società. Ogni riflessione deve portare a questo risultato.
Se parto dal principio che é sempre e soltanto colpa della società, e tenendo presente che i risultati della scorsa stagione non mi permettono di poter scrivere che i giocatori della Lazio sono seghe immonde, allora l'unica soluzione possibile é quella dello scazzo. Della scelta, consapevole o meno, dei giocatori e anche dell'allenatore di non voler competere, di non volersi impegnare in un preliminare di Champion's perché la società non ha comprato pinco pallino.
Anche se questa conclusione é assolutamente contraria a ogni buon senso, tenendo conto che stiamo parlando di Pioli e non di Mourinho, che stiamo parlando di giocatori professionisti che mai, nella loro carriera, hanno mai raggiunto un risultato simile e molti di loro, forse, non ne avranno mai più l'occasione in futuro, e che non é mai successo che un giocatore, ma anche un qualsiasi atleta di uno sport di squadra sia demotivato dal fatto che la propria società non ha comprato un giocatore più forte di lui per mandarlo in panchina.