Citazione di: Ranxerox il 23 Set 2015, 01:16
Diciamo che il marchio Ferrari tira parecchio, cioè un brand internazionale. Il loro prodotto lo sanno pure vendere. Milioni di tifosi al mondo. Tutti pazzi per il cavallino.
E allora quale migliore occasione per aprire un negozio al centro per incrementare gli introiti da merchandising?
Magari a via Tomacelli, il centro del centro.
Come è andata a finire?
Che ha chiuso.
Si, vero, conosco la vicenda. Ci sono stato spesse volte e ho notato dei bellissimi giubbotti di pelle alla modica cifra di 900 euro, delle stilografiche da urlo a soli 120 euro, delle borse da 400 euro, tutto molto ben fatto e sicuramente di grandissima qualità.
Non a caso alla fine ha chiuso, perché va bene trovare la Ferrari di Schumacher all'entrata (dove non puoi fare foto: una cosa ridicola; ce ne sono miliardi al mondo di foto, però non ti puoi fare una foto), va bene la commessa vestita come un meccanico che ti viene voglia di chiedergli se ti può fare un cambio gomme su via Tomacelli, va bene entrare nel negozio e sentire il rombo di una Formula 1 che passa, ma quando vai alla cassa l'emozione, il glamour, la gioia scemano un pochino di fronte al conto che ti viene presentato e allora piano piano, dopo 10 anni, anche l'avvocati Joe Dante di Chicago o il dentista Kurt Augenthaler di Heidelberg si cominciano a stufare.
Ho notato invece un altro negozio di Piazza Colonna aperto da più di 10 anni di cui non ho ancora capito bene il genere merceologico in vendita. E' ancora aperto e sembra vada ancora abbastanza bene. Ci sono entrato un paio di volte, ovviamente dopo opportuna profilassi e sotto stretto controllo medico.
Oltre a via Tomacelli c'è un negozio libero, bello pronto per la SSLazio. L'ex libreria Reminders di Piazza San Silvestro. Sarebbe perfetto.
PS Si ricorda che la Lazio non soltanto aveva la sede in Via del Babuino negli anni 80, ma ne aveva una vera e propria negli anni 50, precisamente in
Via Frattina, come ebbe modo di ricordare il grande, grandissimo Mario Pennacchia una sera di un paio di anni fa.
Su questo ci raccontò un retroscena di "mercato". Primi anni 50, si sparge la notizia della vendita di Selmonsson. Alcuni tifosi si mettono insieme a vanno a cercare Mario negli uffici di Via Frattina. Quando lo incontrano gli chiedono se lui sapesse niente di questa cosa ma lui effettivamente non sapeva niente. Dopo di chi lo prendono di peso e lo portano a Piazza San Silvestro, alla posta, per telefonare a Selmonsson in Svezia, visto che qualcuno (non si sa bene come) aveva il numero di telefono dello svedese. Al telefono, anche raggio di luna non sapeva niente.
Della seria i tifosi devono solo tifa?