Addio Marino?

Aperto da Giako77, 08 Ott 2015, 13:34

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Rorschach

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.694
Registrato
Citazione di: marco87 il 09 Ott 2015, 12:52
Dovrebbe arrivare un sindaco che  oltre che a sistemare e mettere in ordine la città , agevolasse la costruzione del nuovo stadio della Lazio .
Permettesse a lotito senza troppi problemi di costruire una città dello sport,con stadio e negozi della Lazio, vorrei questo e mi domando quale sindaco di quale partito gli permetterebbe di realizzare queste cose senza problemi :s
E poi vorrei un sindaco laziale perché marino era romanista

Vorrei capire come fai ad anteporre la squadra per cui tifi (tifiamo) alla corretta gestione della tua città.

Magnopèl

*
Lazionetter
* 54.880
Registrato
Citazione di: FatDanny il 09 Ott 2015, 13:04
vediamo bianchì, se Di Battista è furbo come credo il "laboratorio Roma" sarà molto più affascinante di quel che puoi oggi pensare tu.
Fidati...
;)
Di Battista non si candida, o almeno è quello che dice e mi sembrerebbe strano si rimangiasse quanto detto.
Cmq credo sia il candidato ideale per il M5S.

Bianchina

*
Lazionetter
* 15.809
Registrato
Citazione di: FatDanny il 09 Ott 2015, 13:04
vediamo bianchì, se Di Battista è furbo come credo il "laboratorio Roma" sarà molto più affascinante di quel che puoi oggi pensare tu.
Fidati...
;)

non mi convincerai mai.
li conosco pure io e mi fanno sempre piu' paura.
proprio nella loro confusione ideologica alla quale imputo buona parte del clima che stiamo respirando, fatta salva la dissoluzione del PD.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Ma Virginia Raggi e' mezza bona o sbaglio? Chiedo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

marco87

*
Lazionetter
* 13.869
Registrato
Citazione di: Rorschach il 09 Ott 2015, 13:04
Vorrei capire come fai ad anteporre la squadra per cui tifi (tifiamo) alla corretta gestione della tua città.
no io vorrei che facesse entrambe le cose il nuovo sindaco,cioè sia mettere in ordine questa città che anche non creare una marea di problemi alla Lazio nella realizzazione di certe cose.
Per me una cosa non esclude l'altra
Dato che favoriscono sempre la rioma in tutto vorrei anche che il vento cambiasse anche per la Lazio .

Bianchina

*
Lazionetter
* 15.809
Registrato
Citazione di: Tarallo il 09 Ott 2015, 13:11
Ma Virginia Raggi e' mezza bona o sbaglio? Chiedo.

e' tutta buona :-)

mi domando infatti quanto resistera'

(perche' la schizofrenia e la confusione non sono solo prerogative del PD)


fish_mark

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.968
Registrato
Per i cultori della "crisidellasinistra", per quelli che sono rimasti a "Palombellarossa" segnalo il seguente corsivo dell'Huffingtonpost.it di Francesco Marchianò



Se fosse solo per il sindaco Marino sarebbe poca cosa. Ma dietro il suo epilogo si nasconde il fallimento della Sinistra postcomunista, o almeno di una parte di essa che è stata culturalmente maggioritaria. La parabola del sindaco Marino, infatti, incarna pienamente un insieme ampio di miti che sono stati alla base della cultura politica del Pds prima e dei successivi partiti poi, fino a giungere al Pd.
Il primo mito è quello dell'antipartitismo che, già sul fare degli anni Novanta, aveva celebrato la società civile come la redentrice dei mali causati dalla politica e che la Sinistra post Pci aveva ampiamente cavalcato. In nome dell'attacco alla politica professionale e ai partiti, si sono promossi nel nostro paese gli esponenti della società civile. Marino, il medico, estraneo alla militanza, che non viveva di politica, ha dato un esempio di come l'assunto che vede nella società civile il bene e nei partiti il male sia infondato.
Un secondo mito che viene sfatato dalla vicenda del sindaco Marino è quello dell'infallibilità delle primarie. Introdotte per riattivare forme di partecipazione politica, in diverse circostanze le primarie hanno portato effetti diversi da quelli auspicati. Roma è un esempio di questi. Marino, infatti, è il frutto dei gazebo e il risultato del decadimento di una funzione essenziale dei partiti politici: la selezione del ceto politico.
Ciò è avvenuto grazie a un terzo elemento al quale si è convertita la Sinistra ovvero l'alleggerimento dei partiti. In passato, essi erano ben radicati nella società e, proprio perché radicati e legittimati, prevalevano sui singoli politici. Oggi i partiti si sono trasformati in grandi marchi, in loghi registrati che si consegnano in franchising al miglior offerente. Il consenso di cui può disporre un candidato, in termini di voto personale, diventa la moneta con la quale si compra la carriera del partito. Prima i partiti erano al servizio della società per mezzo dei politici; oggi sono al servizio dei politici per mezzo della società. Questa tendenza si vede bene nel caso della politica locale, specialmente romana, dove chiudono le sezioni di partito e nascono le sezioni di singoli politici, dei micronotabili, che maneggiano voti e tessere e acquisiscono quote di potere su un'area grigia, spesso illegale.
Il tramonto di Marino rappresenta, soprattutto, il fallimento del direttismo che si diffuse nei primi anni novanta e che ebbe una forte declinazione proprio nell'elezione diretta dei sindaci. Dal 1993, l'ideologia leaderistica del capo solitario plebiscitato dai cittadini sembrò poter risolvere tutti i problemi della politica. A quel modello speudopresidenziale vennero piegati tutti i sistemi locali, sia provinciali che regionali, fino ad arrivare al cosiddetto "sindaco d'Italia", un'espressione coniata dai Ds ai tempi di Veltroni e poi ripresa dai nuovi costituenti del Valdarno (nota di f_m).
La Sinistra postcomunista nutrì per i sindaci un'attrazione quasi feticistica. Ben due sindaci, per giunta di Roma, furono candidati, in quanto tali, a sonore sconfitte nazionali, ossia Rutelli e Veltroni. Ma nonostante ciò, la figura del sindaco eletto direttamente continuò ad abbagliare la Sinistra al punto da farla innamorare di un altro sindaco di una città appena più grande di un medio municipio romano. Quel Matteo Renzi che è arrivato al governo senza passare per le elezioni anche perché sindaco e, ovviamente, scelto dai gazebo.
La storia, diceva quel tale, si ripete due volte. Ma se la vicenda di Marino appare una farsa, il futuro può nascondere esiti tragici.




nota di f_m. L'espressione sembrerebbe di Mario Segni, coniata ai tempi della riforma della legge elettorale per i comuni in vista delle comunali del 1993.

Cialtron_Heston

Visitatore
Registrato
Mauro Moretti?
Gentiloni?
Meloni?

Meglio le buche tutta la vita che questi personaggi al Campidoglio.
L'unico che salvo tra i nomi usciti è Cantone, almeno sulla carta.




Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.005
Registrato
Articolo scritto poco prima delle dimissioni ma che le fotografa bene.



Quello che non si può dire sul caso Marino (e su come ci siamo ridotti)
di PAOLO ERCOLANI (PUBBLICATO 8.10.2015, 16:30)

Il governo spagnolo, capi­ta­nato dal con­ser­va­tore Rajoy, decide di ridi­men­sio­nare for­te­mente lo stu­dio della filo­so­fia e dell'educazione civica ripri­sti­nando l'obbligo della religione.

Pro­prio men­tre in Ita­lia il Sin­daco della Capi­tale, Igna­zio Marino, è al cen­tro di un attacco con­cen­trico (mass media, par­titi poli­tici, alte sfere vati­cane e per­sino il Papa in per­sona) che potrebbe con­durlo alle dimis­sioni, sov­ver­tendo di fatto il voto popo­lare che lo aveva messo al governo di Roma dopo la scan­da­losa, mala­vi­tosa e disa­strosa giunta Alemanno.

Cosa c'entrano le due noti­zie, quale il col­le­ga­mento? Pro­ce­diamo con ordine.


LO VEDI, ECCO MARINO

Il Sin­daco Marino, ad oggi, a fronte di un voto popo­lare che lo ha più che legit­ti­mato a gover­nare la città, si trova sotto un attacco inau­dito da parte della classe poli­tica tutta (col Pd in prima fila), della grande stampa («Repub­blica» addi­rit­tura ha inter­vi­stato il risto­ra­tore che, mera­vi­gliato, si scan­da­liz­zava per­ché il Sin­daco avrebbe ordi­nato un vino da 55 euro...), non­ché delle alte sfere vati­cane, con tanto di inter­vi­sta per­fida e peren­to­ria in cui il Papa (in que­sto caso tutt'altro che cari­ta­te­vole) scan­di­sce le parole «a Phi­la­del­phia non l'ho invi­tato io né, che mi risulti, alcuno dell'organizzazione. È chiaro, no?!».

Insomma, il Sin­daco di Roma alla stre­gua di un gau­dente fre­quen­ta­tore di risto­ranti a spese dei cit­ta­dini e che, per di più, non tra­la­scia di imbu­carsi alle feste orga­niz­zate in favore di qual­cun altro.

Che il nostro sia diven­tato un Paese in cui si per­dona tutto, ma pro­prio tutto, tranne una cena di pesce?!

Sì, per­ché con tutte le colpe che si pos­sono attri­buire a Marino (fra l'altro uscito per­so­nal­mente indenne dallo scan­dalo nomi­nato «mafia capi­tale»), che gli si devono attri­buire e che magari ren­dono per­sino oppor­tune le sue dimis­sioni, una mente mini­ma­mente cri­tica e auto­noma dovrebbe fati­care a imma­gi­nare che il Sin­daco di Roma possa rea­li­sti­ca­mente imbu­carsi dovun­que (invece che essere invi­tato con tutti gli onori, e per­sino deci­dere legit­ti­ma­mente di andare in qua­lun­que città del mondo in rap­pre­sen­tanza del popolo romano).

Ma soprat­tutto, la sud­detta mente auto­noma e cri­tica, dovrebbe vivere con un certo disa­gio un'intera classe poli­tica, l'intero potere dei gior­nali, e per­sino il Vati­cano che, con il con­tri­buto essen­ziale dell'Associazione risto­ra­tori, si impe­gna a tri­tu­rare in maniera inau­dita, meto­dica e capil­lare un Sin­daco che ha appena sosti­tuito Alemanno.


CHI CONTROLLAVA ALEMANNO?

Gianni Ale­manno, quello a cui si è lasciata distrug­gere Roma, facen­dola let­te­ral­mente ingi­noc­chiare di fronte a un intrec­cio di mala­vita, potere poli­tico e alte sfere di ogni ordine e grado pur­ché ope­ranti rigo­ro­sa­mente al di fuori della legge.

Dov'era tutto que­sto zelo, tutta que­sta coe­sione poli­tica, tutta que­sta pro­fes­sio­na­lità gior­na­li­stica quando Ale­manno (lui più di tutti, ma con­ser­viamo qual­che lecito dub­bio anche sui Sin­daci pre­ce­denti) stava ope­rando que­sto scem­pio in cui, però, si pre­pa­rava una torta le cui fette (abbon­danti) anda­vano un po' a tutti?

Come mai sta­volta (pro­prio sta­volta), i grandi poteri che soli­ta­mente sbef­feg­giano le pur nobili e sacro­sante denunce dei gril­lini, sono par­titi pro­prio dalle loro denunce per met­tere in piedi una mac­china del fango di dimen­sioni tali che, in con­fronto, quella rap­pre­sen­tata dalla corte di Ber­lu­sconi a suo tempo sem­bra una Cin­que­cento del secolo scorso?!

Insomma: è più che lecito sospet­tare che l'«incapacità poli­tica» di Marino, per­ché di que­sto si sta di fatto par­lando, pur non priva di un certo fon­da­mento «tec­nico» (che ren­de­rebbe oppor­tune le dimis­sioni di cui sopra) si riveli in realtà come la ridi­cola, tra­gica e forse anche pate­tica para­bola di un uomo indi­spo­sto a sot­to­met­tersi a quei poteri forti (e mala­vi­tosi, e distrut­tivi per Roma e non solo) che pure sono stati lasciati ope­rare e pro­spe­rare senza par­ti­co­lari disturbi da parte della «poli­tica», dei mass media, delle alte sfere vaticane.

Non si tratta di ope­rare un rela­ti­vi­smo inop­por­tuno, oltre che da quat­tro soldi, ma dav­vero vogliamo cre­dere che gli anti­corpi di one­stà poli­tica, pro­fes­sio­na­lità gior­na­li­stica e dot­trina morale si atti­vino con tale soler­zia e pro­fes­sio­na­lità per qual­che cena di troppo e non per tutto il mar­ciume che stava (e pro­ba­bil­mente sta) covando sotto le rovine della Capitale?!


LA «LEZIONE» SPAGNOLA

E qui tor­niamo alla Spa­gna, al governo ibe­rico che decide di ridi­men­sio­nare for­te­mente lo stu­dio della filo­so­fia e dell'educazione civica nelle scuole, a fronte di una ripro­po­si­zione alla grande della religione.

Sarebbe sciocco girarci intorno: siamo di fronte all'esempio più lam­pante di un Potere che anela sem­pre di più a for­mare teste «reli­giose» (dedite alle cre­denze fidei­sti­che, prone ai dogmi, inca­paci di pen­siero cri­tico e auto­nomo rispetto ai mes­saggi dell'ideologia domi­nante e del main­stream mediatico).

A disca­pito di teste avvezze al ragio­na­mento, aperte alla cri­tica e al dub­bio, indi­spo­ste a lasciarsi det­tare le verità da un sistema infor­ma­tivo media­mente ridotto al ruolo di «pas­sa­carte» di que­sto o quel potere più o meno occulto.

Ma soprat­tutto, teste che fon­dino i pro­pri pen­sieri su un'educazione civica (al con­sesso sociale) di cui si sono perse le tracce dalla notte dei tempi.

Gli stessi filo­sofi, del resto, sem­brano appog­giare indi­ret­ta­mente que­sto disegno.

O con­cen­trati sol­tanto sul pro­prio tor­na­conto e sulla pro­pria visi­bi­lità media­tica, oppure testar­da­mente impe­gnati a discet­tare (e stro­lo­gare) su argo­menti lon­tani dalla realtà, pro­pri di un cir­co­letto di eletti che non si com­pren­dono nep­pure fra di loro, i «custodi del pen­siero» hanno rinun­ciato da molto, troppo tempo a tenere alta la ban­diera della cri­tica a ogni potere che si pre­senti come dog­ma­tico, indi­scu­ti­bile, demagogico.


COSA STIAMO FACENDO, DOVE STIAMO ANDANDO?

Il risul­tato è quello di una società civile, di un'opinione pub­blica a cui (bene che vada) non inte­ressa alcun argo­mento che esuli dal pro­prio ristretto campo di affari e dei relazioni.

Male che vada, invece, la sud­detta opi­nione pub­blica non pos­siede più gli stru­menti e l'educazione al pen­siero auto­nomo e cri­tico, a una for­ma­zione civica e civile che gli con­senta di con­trol­lare seria­mente l'operato dei pro­pri gover­nanti senza lasciarsi ammu­to­lire, gui­dare e con­trol­lare dal main­stream mediatico.

Spo­glian­dosi da un'ottica di corto rag­gio, recu­pe­rando per un attimo respon­sa­bi­lità e lun­gi­mi­ranza, dob­biamo chie­derci dav­vero cosa stiamo facendo. Dove stiamo andando.

Che mondo stiamo costruendo, dove il pen­siero e la cri­tica non tro­vano più spa­zio, per­ché que­sto spa­zio è stato mono­po­liz­zato dal Potere tecno-economico e dai suoi zelanti e genu­flessi corifei.


da http://ilmanifesto.info/storia/quello-che-non-si-puo-dire-sul-caso-marino-e-su-come-ci-siamo-ridotti/





NB: a me il Marino sindaco non è piaciuto per il modello di città a cui aspirava (comportamenti antisindacali, legalista ipocrita nei confronti dell'emergenza abitativa, ultrà di una grandissima speculazione edilizia con rischi idrogeologici a due passi da casa mia, ultra al punto di utilizzare altri ultra per minacciare i consiglieri che votavano contro, cerchiobottista tra diritti civili e ingerenza dei poteri religiosi) ma vedere i motivi per cui è stato sfiduciato e la campagna denigratoria che ci hanno costruito mi fanno temere molto per il dopo. Mi sarebbe piaciuto che fosse caduto per gli aspetti che non piacciono a me non per i motivi opposti.

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
A prescindere dalla fattibilità della candidatura, che non vedo.
Ma quali sarebbero le critiche concrete a Gentiloni? Come se lo sarebbe meritato il posto sul palco dell'inphamia accanto alla neonazi Meloni?

AguilaRoja

Visitatore
Registrato
Citazione di: Zanzalf il 09 Ott 2015, 12:58
AguilaRoja, il sindaco si è dimesso per una serie di errori COLOSSALI tutti PROPRI.



Dimmene uno, uno, che possa motivare la valanga di merda che gli è piovuta addosso.

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.005
Registrato
Citazione di: marco87 il 09 Ott 2015, 13:15
no io vorrei che facesse entrambe le cose il nuovo sindaco,cioè sia mettere in ordine questa città che anche non creare una marea di problemi alla Lazio nella realizzazione di certe cose.
Per me una cosa non esclude l'altra
Dato che favoriscono sempre la rioma in tutto vorrei anche che il vento cambiasse anche per la Lazio .

Un Sindaco serio non ha bisogno di essere Laziale per non discriminare tra le due principale squadre di calcio della città.

Un Sindaco Laziale che discriminasse a favore nostro non sarebbe il mio Sindaco.

Citazione di: Rorschach il 09 Ott 2015, 13:04
Vorrei capire come fai ad anteporre la squadra per cui tifi (tifiamo) alla corretta gestione della tua città.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
L'articolo del Manifesto ha il pregio di sottolineare che quella parte della sinistra rivendica, ancora, l'operazione Marino.
E lo fa negando responsabilità ma addossandole agli altri.

Marino non cade per colpa della propaganda, cade per la propria inettitudine. Dire che sei stato a cena con  SantEgidio e mentire è imperdonabile, indifendibile. Reagire con stizza e sbraitare addosso "romani pezzenti vi regalo 20 mila euro, io che so' un signore" è politicamente pazzesco.

questo è il candidato che la sinistra del Manifesto voleva e questi sono i risultati. Se eleggi un cretino farà cose cretine. Pure se è anticlericale.

AguilaRoja

Visitatore
Registrato
Citazione di: Zanzalf il 09 Ott 2015, 13:38Dire che sei stato a cena con  SantEgidio e mentire è imperdonabile, indifendibile. Reagire con stizza e sbraitare addosso "romani pezzenti vi regalo 20 mila euro, io che so' un signore" è politicamente pazzesco.


Ok, mi hai risposto, e non ho altre domande.
Pazzesco, sembra che viviate su Marte certe volte.

Cialtron_Heston

Visitatore
Registrato
Citazione di: Zanzalf il 09 Ott 2015, 13:31
A prescindere dalla fattibilità della candidatura, che non vedo.
Ma quali sarebbero le critiche concrete a Gentiloni? Come se lo sarebbe meritato il posto sul palco dell'inphamia accanto alla neonazi Meloni?

Un uomo per tutte le stagioni, quando non sanno cosa fare ci mettono Gentiloni.
Lui non disturba, sta buono, non vuole nemici perché in futuro, da qualche parte, ci sarà bisogno di Gentiloni.

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
Citazione di: AguilaRoja il 09 Ott 2015, 13:34
Dimmene uno, uno, che possa motivare la valanga di merda che gli è piovuta addosso.

I primi 12 mesi di mandato li ha passati nella TOTALE inazione. Non firmava e non approvava NULLA, se non iniziative proprie. Lo sfacelo operativo di Roma, che consente a fascisti e grillini di sbraitare, nasce da quello.

Il grottesco e che lo faceva per evitare di foraggiare il malaffare e poi, motu proprio, devolveva i soldi alla cooperativa di Buzzi!! Un cretino.

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
Citazione di: Cialtron_Heston il 09 Ott 2015, 13:40
Un uomo per tutte le stagioni, quando non sanno cosa fare ci mettono Gentiloni.
Lui non disturba, sta buono, non vuole nemici perché in futuro, da qualche parte, ci sarà bisogno di Gentiloni.

Mi sfugge quale sarebbe la colpa. Grave al punto di stare accanto alla Meloni.
Ah ecco, forse la colpa è sapere fare le cose e sapere fare politica. Imperdonabile, vero. Voi mette co' er chirurgo altisonante e anticasta!?

Davy_Jones

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.321
Registrato
Citazione di: Zanzalf il 09 Ott 2015, 13:31
A prescindere dalla fattibilità della candidatura, che non vedo.
Ma quali sarebbero le critiche concrete a Gentiloni? Come se lo sarebbe meritato il posto sul palco dell'inphamia accanto alla neonazi Meloni?

me lo chiedevo anch'io. secondo me anzi andrebbe bene, per quello non penso che renzi scegliera' lui... fra l'altro sta facendo (tutto sommato bene imo) il ministro in un ministero importante

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
Zanzalf è partito lancia in resta, ormai il clima da notte dei lunghi coltelli è una prerogativa del partito che tifa.

Zanzalf

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.963
Registrato
Gentiloni andrebbe benissimo, come, ad esempio Lanzillotta.
Solo che elettoralmente valgono entrambi poco.

Purtroppo elettoralmente la competenza vale zero, oggi.

Discussione precedente - Discussione successiva