CALCIO: SCOMMESSE. SIGNORI" VITA CAMBIATA, PUNTATE E COMBINE COSE DIVERSE"
"Mi e' cambiata la vita, sono stato travolto da una situazione piu' grande di me. Mi piace scommettere, ma da qui a combinare partite ce ne passa...". Dopo un lunghissimo silenzio durato quattro anni e mezzo, e' tornato a parlare Giuseppe Signori, ospite della trasmissione di Sportitalia, "Calcio€Mercato", in onda ieri sera. L'ex attaccante di Bologna, Lazio e Foggia, ha raccontato le sue verita' sullo scandalo "calcioscommesse" nel quale e' rimasto coinvolto in prima persona. "Mi e' cambiata la vita, sono stato travolto da una situazione piu' grande di me, ho avuto difficolta', e' ovvio che ho aspettato il momento giusto e la tranquillita' interiore perche' tutto cio' e' stato devastante moralmente e fisicamente. Ho ricominciato a vivere, ora aspetto gli eventi e si vedra'". Signori sottolinea che "l'indagine e' nata dalle intercettazioni, ma io non sono mai stato intercettato. Parlano altri soggetti che si riferiscono a me, gia' dire convincere vuol dire che non ero nel sistema e non era possibile fossi il capo". L'ex attaccante della Nazionale dice di essere "tornato a parlare perche' vedo un cambiamento di come mi affronta la gente. Dopo quattro anni e mezzo dalla vicenda la gente si e' resa conto che qualcosa di strano e non vero c'e'". Signori dice che adesso si sente "pronto moralmente" ad affrontare tutta la vicenda. "Non ho ammazzato nessuno, ne' creato problemi, mi sembra giusto continuare a vivere in maniera onesta e dignitosa". "A me piace scommettere, quando uno non e' tesserato puo' fare quello che vuole dei suoi soldi. Era un giochino, un divertimento come tanti altri - continua Signori -, ma passare da scommettere in modo lecito a vendersi o comprare le partite, beh, ce ne passa insomma. Tocca conoscere le persone".
"Il capo degli zingari non lo conoscevo, non avevo rapporto con Mauri se non perche' giocava. Io avevo solo rapporti con i commercialisti, e' la' che nasce l'associazione essendo piu' di due elementi". Signori parla anche dell'arresto. "Quella mattina avrei preso il treno da Termini per Bologna, ma mi arrivo' la telefonata con due poliziotti in borghese che mi stavano aspettando. Quando li ho incontrati mi dicevano che c'era questo arresto, ma non si sapeva per quale motivo. Mentre ero sul Frecciarossa mi ha chiamato mia sorella, non mi era stato notificato l'arresto. Lo vidi poi sui giornali online, qualcuno aveva venduto anticipatamente la notizia. Sono stato arrestato e ho fatto i domiciliari, hanno avuto fretta nel radiarmi quando non ero tesserato per nessun club. Penso di non avere mancato di rispetto a nessuno, se l'ho fatto e' stato verso tutti. Dovessi essere colpevole sarebbe giusto pagare, altrimenti deve farlo qualcun altro per me. Avevo il patentino da allenatore UEFA A, l'avevo conseguito da poco, nell'agosto del 2010. Il mio sogno era allenare i ragazzi. Con questa radiazione e' venuto a cadere tutto".