Scrive l'ottimo Francesco Cundari.
Era meglio se era politica
Il sindaco che girava in bicicletta, che aveva vinto le primarie come campione della società civile, che aveva scelto come slogan «Non è politica, è Roma», non è stato travolto da una congiura di palazzo, da una manovra di apparato o dalla reazione di un sistema di potere che si sentiva minacciato, ma da una valanga di scontrini.
E allora, verrebbe da dire, era meglio se era politica. Fosse stata politica, Marino sarebbe stato politicamente difendibile, magari anche con argomenti migliori del semplice «chi è contro di me è con la mafia». E pensare che i disastri della giunta Alemanno, Mafia Capitale e la crisi del Pd romano – in una parola: il peggio della politica – a Marino avevano regalato un'occasione straordinaria, abbassandogli l'asticella fino al minimo sindacale della presentabilità: bastava che fosse onesto. È riuscito a inciampare anche lì. Proprio lui, il sindaco «marziano», Marino l'«extraterrestre».
Del resto, non è l'unico caso. L'ultimo campione della società civile eletto sindaco in nome della trasparenza e della questione morale, Luigi de Magistris, è ancora in sella grazie a un ricorso contro la legge Severino, che ne aveva decretato la sospensione, dopo la condanna per abuso d'ufficio. Ma si sa, quando si tratta di se stessi, e di dimettersi, i campioni della questione morale sono meno rigorosi, come dimostra anche la strenua resistenza tentata fino all'ultimo da Marino. Ora ripete che è tutto un complotto, una vittoria della mafia, che è la vecchia politica che non lo ha mai amato. Ma non è politica, è Roma.