Citazione di: Tarallo il 13 Ott 2015, 07:47
Io ho fatto il mio primo abbonamento di Aquilotto prima che arrivasse Chinaglia e il mio ultimo molti anni dopo la sua partenza. Eppure Chinaglia non è mai stato un eroe per me. Non ero tipo da rivalsa, non ero tipo da rabbia, e vivevo la mia minoranza a scuola come un pregio, un valore che gli altri non vedevano e che era stato svelato solo a me. Godevo dentro.
Per questo io senza alcun dubbio dico Nesta e dubito che cambierò mai idea.
Nesta incarnava in tutto il mio modello di laziale. Una superiorità mai sbattuta in faccia agli altri, vissuta come realtà inconfutabile che non necessita altre enfasi se non se stessa. Un piacere interiore, un dono da accettare con modestia, il peso della consapevolezza di essere più Belli.
Non lo so, a me questo discorso lascia perplessi.
Si fa per parlare, ça va sans dire,

Nesta é una gran bella persona, probabilmente, pero', ecco, come dire, parliamo di calcio.
Che non é un pranzo di gala (semicit.), é passione, é cuore, é amore, é adrenalina, é tante cose.
Anche enfasi, perché no. Con
juicio ma l'enfasi é fondamentale.
Io credo che l'eccesso di aplomb alla fine stucchi.
Perché parliamo di calcio. Parliamo di una religione laica che ha bisogno delle sue liturgie, dei suoi riti per sopravvivere.
Se alla fine fai sempre attraversare le vecchiette alla fine ti dimentichi di attraversare tu o far attraversare la Lazio.
Nel calcio non si cede il posto alle persone anziane, prima si chiede di che squadra sono.
Senno' si svuota e diventa la vita reale, dove le dimensioni e le dinamiche sono rovesciate.
Dove il colore della maglietta non conta più.
Dove una bella persona é una bella persona a prescindere dalla squadra per cui gioca o per cui tifa.
Dove alla fine si muore tutti.
Giorgio Chinaglia nella vita reale é morto 3 anni fa, ma nella nostra non é mai morto.
E mai morirà.
ps. Lo ripeto é giusto una perplessità, ognuno ha il diritto di amare Alessandro Nesta come meglio crede.