I discorsi da fare sono due:
1- la Lazio, reduce da una stagione eccezionale, con un impianto di squadra composto da giocatori forti e giovani, avrebbe avuto bisogno di investimenti di un certo livello per tentare di restare ai livelli di classifica del campionato scorso. Questi investimenti non sono arrivati, è stato sbagliato molto dello sbagliabile, dalla preparazione estiva, all'assegnazione della fascia di capitano, al ripescaggio in rosa di Mauri, alla campagna trasferimenti estiva. Non è detto che si fosse fatto meglio in tutti questi campi avremmo superato Juve e Bayer, o che saremmo usciti imbattuti dal derby, ma probabilmente avremmo sensazioni molto diverse dallo sconforto di oggi. I numeri di questo inizio campionato parlano a nostro sfavore, ma l'occhio esperto del tifoso riesce a leggere oltre, e a ravvisare elementi di pessimismo ulteriore, dopo aver visto l'impotenza di oggi pomeriggio.
2- l'avversario di oggi non va considerato una squadra di pari grado della nostra. L'assegnazione della partita a Tagliavento era un messaggio a priori, e il sicario ha colpito dopo pochi minuti. Abbiamo perso contro una società semifallita, gestita da un cartello di mafie intercontinentali, tenuta su da stampa, politica e opinione pubblica del popolo bue, che si porta le partite da casa, tra avversari che recitano e arbitraggi pilotati. Vinceranno il campionato, rassegnamoci, quest'anno temo che nessuno possa fermare un disegno sporchissimo e partito da lontano.