Citazione di: Tornado il 16 Nov 2015, 16:06
Il fanatismo non ha una diverisificazione sociale...almeno in questi due casi!
L'ex rapper Abdel-Majed Abdel Bary, 23 anni, coperto da una maschera, tiene il macabro trofeo nella stessa piazza in cui solo pochi giorni fa il figlio di soli sette anni di un jihadista australiano mostrava un'altra testa mozzata. L'account Twitter di Bary è stato cancellato subito dopo la pubblicazione. In un altro messaggio l'ex musicista aveva scritto: «E' piacevole vedere come le leggi di Allah vengono fatte rispettare».
Una canzone di Bary era stata trasmessa dalla stazione Radio One. Ma la carriera di musicista evidentemente non era esattamente quello che desiderava. Così il giovane ha lasciato l'appartamento da un milione di sterline dei propri genitori nel quartiere di Maida Vail, a Londra, per unirsi alle milizie dell'Isis. Secondo alcune testimonianze di suoi amici ai tempi di Londra – scrive il Daily Mail, Bary è diventato via via sempre più estremista diventato sostenitore convinto di Osama Bin Laden. In altre foto il giovane appare mentre impugna delle pistole con un messaggio a corredo in cui si proclama "soldato di Allah".
Mohammed Emwazi, 26 anni, noto al mondo come il famigerato Jihadi John delle sanguinose decapitazioni dell'Isis, viene da una agiata famiglia kuwaitiana che si trasferì a Londra quando il bambino aveva sei anni. Tipica classe media delle monarchie petrolifere, rigida e osservante ma con pochi grilli per la testa, secondo le descrizioni della stampa britannica. Abbastanza danarosa comunque da impartirgli un'educazione all'altezza, fino alla laurea in informatica all'Università di Westminster ottenuta quando Emwazi aveva 20 anni.
cosa c'entra???
Citazione di: AquilaCalva il 15 Nov 2015, 22:46
Vado un po' fuori tema: ma credere che davvero si possa risolvere il problema del terrorismo "eliminando le ragioni che li rendono tali" è, mi scusi chi l'ha scritto, ingenuo. Semplicemente perché persone diverse possono pensare di avere il diritto di ammazzare in base a ragioni diametralmente opposte. Che so? In nome della libertà delle ragazze di portare le gonne corte, o in nome della difesa della morale pubblica.
E non si pensi, per favore, che è una questione di crescita culturale e di educazione. Non mi vengono in mente esempi di terroristi analfabeti.
Certo che astrattamente si può sparare per qualsiasi motivo, ma perché concretamente si ammazza solo per alcuni?
perché nessuno ammazza per il diritto alle minigonne?
Evidentemente quel che astrattamente può sembrare corretto, nel concreto non lo è.
Nel concreto non è vero che si ammazza per qualsiasi motivo.
Se si eliminano le ragioni per cui si ammazza si può ragionevolmente credere che si avranno meno azioni di questo tipo.
Perchè il terrore sembra una roba da psicopatici (e in parte lo è), ma in realtà è frutto di un freddo calcolo politico.
La scelta autodistruttiva è di chi si fa esplodere. Ma chi decide ha calcolato molto bene gli effetti politici delle sue azioni. Non vuole autodistruggersi, ma l'opposto. Vuole accrescere se stesso e il suo potere.
E quindi la prevenzione "politica" è molto più efficace della reazione militare (che invece risulta compatibile, anzi addirittura utile, alla politica portata avanti dall'ISIS).
Citazione di: anderz il 14 Nov 2015, 17:06
...
Torno a bomba sul discorso di Anderz e spiego perché non mi convince.
E' chiaro che la questione è densa, complessa e non può essere ridotta ad una sola matrice (quella economica o meglio, quella socio-economica).
Hall, celebre esponente dei cultural studies, nel parlare dell'intreccio tra strutture e sovrastrutture recupera gramsci e parla di "articolazioni". Ossia delle relazioni che legano strutture e sovrastrutture, intrecciandole e dando luogo a contesti differenti, in cui la determinazione non è unilaterale (struttura --> sovrastruttura).
Ecco, quel che mi convince poco di quanto dice anderz è che nel suo approccio alla complessità (assolutamente presente) sottovaluta l'influenza della struttura economica, rendendo l'autonomia della religione un'entità separata che non mi sembra data.
L'Islam wahhabita prende consenso esattamente perché si sviluppa all'interno del suo contesto (politico sociale ed economico). Prende consenso perché più funzionale di altri in questa fase storica.
E' chiaro che questo abbia una sua riproduzione autonoma e che quindi la "questione sociale" non spiega tutto.
Ma il problema è che di fronte all'offensiva occidentale, di fronte alla "questione sociale" prodotta dallo sfruttamento di cui parliamo io, carib e altri, l'Islam wahhabita rischia di apparire più efficace sia sul piano della costruzione d'identità e di immaginario, sia sulla proposta politico-sociale a chi non vuole arrendersi e calare le braghe.
Perchè ad un pezzo sempre più rilevante della società araba sembra essere l'unico vero argine alla merda tracimante, mentre l'Islam "moderato" balbetta e in fin dei conti si piega agli interessi economici e ai diktat di noialtri.
QUESTO è il problema. E per questo va eliminata la merda occidentale.
Non perché questo elimini di per sé l'Islam wahhabita o il fondamentalismo. Ma perché lo sgonfia di efficacia.
Ne limita fortemente la funzionalità politica e sociale nella misura in cui cambia il contesto storico, lo scenario in cui questo agisce (e quindi cresce o decresce).
Oggi lo sfruttamento occidentale consegna una miriade di argomenti all'Islam wahhabita, lo fa sembrare l'unica proposta plausibile davanti ai disastri prodotti da noi.
Fai meno disastri = togli consenso a quella particolare articolazione dell'Islam.
Non è l'islam di per sé a condurre al wahhabismo. Questa è una calunnia e anche abbastanza traballante.
E non è nemmeno vero che sia l'unica religione che ha una sua componente militare (ebraismo, quindi lo stesso cristianesimo che ha gli stessi testi sacri).
Ci sono passi della Bibbia ben più terribili di quelli del corano. Ben più belligeranti, ben più intolleranti, ben più atroci.
Se questo non produce un fondamentalismo di massa tra i cristiani è perché le articolazioni che i cristiani vivono vanno in altre direzioni. Si concentrano su altro. Magari mantengono alcune rigidità su alcuni aspetti (le questioni di genere, la famiglia, ecc) ma non arrivano a quel livello di follia.
Ma questo non accade perchè il cristianesimo è ontologicamente più pacato dell'Islam o dell'Induismo.
Ma essendo l'Islam un prodotto storico tanto quanto le altre religioni, il contesto politico ed economico sta spingendo l'Islam in quella direzione.
Rispondere al terrore con le bombe sui civili, facendo più morti civili di quelli avvenuti negli attentati, fa un favore al fondamentalismo di quelli clamorosi.
Ora, io sono ateo e ho una pessima idea delle religioni.
Detto questo credo che sia assolutamente errato approcciare ad esse dicendo che dovrebbero essere cancellate dalla faccia della terra. Perchè nel dire questo non ci si rende conto della carica oppressiva che sottende una frase del genere detta da un bianco europeo. il quale colloca la religione sulla base della PROPRIA specifica articolazione e non tiene conto che il ruolo in un'altra articolazione è completamente diverso (e questo vale anche per il velo, su cui c'è un topic apposito).
No, non si può dire una cosa del genere anderz.
Dire una cosa del genere implicitamente sposa la guerra di civiltà.
In cui c'è una civiltà evoluta (la nostra) e una barbara da abbattere (la loro, anche se con la specifica dell'Islam "radicale" e non dell'Islam tout court).
Quando invece la religione è solo una parte di un'articolazione specifica in cui la reazione alla nostra offensiva assume quei tratti.
Finché non si comprende l'articolazione fino in fondo si crederà che la soluzione è nel cambiare i connotati a loro.
se si assume l'articolazione (e la sua complessità, non la nego) si crederà che la soluzione è nel cambiare i termini di relazione CON loro.