Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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eaglemiky

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Citazione di: scignia il 19 Nov 2015, 11:21
Abbiamo saputo come e perchè sono nati i movimenti armati anti Assad ?? Chi li ha appoggiati e perchè ? Chi ha loro fornito armi e appoggi politici ? Magari poi ne sappiamo qualcosa di più dei massacri dell' esercito regolare Siriano che da quanto mi ricordo sono stati compiuti dopo e non prima dello scoppio della rivolta.
Si sa bene tutto . Il training americano dei ribelli moderati.... Le armi che poi dai ribelli sono state vendute all'Isis e così via. Tutto molto semplice. Gli americani , Francesi e paesi loro alleati avevano e hanno grosso interesse a destabilizzare Assad ed hanno subappaltato il lavoro sporco a vari gruppi probabilmente promettendogli delle spoglie di guerra post Assad. Ora che Putin e' entrato a difendere Assad e' più difficile logisticamente supportare questi gruppi i quali rischiano di essere spazzati via da russia e truppe iraniane e siriane . Probabile che qualcuno pensi che i patti non siano stati rispettati e ora muove delle rappresaglie . Magari e' conspiracy theory ma la logica mi porta a far pensare questo . Lo stesso Lavrov ha usato il parallelo delle api e del miele per la politica usa in Siria giusto ieri .


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eaglemiky

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Lavrov ieri :


"Despite announcing ambitious plans for its coalition against Islamic State (IS, formerly ISIS/ISIL), the analysis of those [US-led] airstrikes during over a year lead to conclusion that they were hitting selectively, I would say, sparingly and on most occasions didn't touch those IS units, which were capable of seriously challenging the Syrian army."

"Apparently, it's a kind of a 'honey is sweet, but the bee stings' situation: they want IS to weaken Assad as soon as possible to make him leave somehow, but at the same time they don't want to overly strengthen IS, which may then seize power."

"The US stance seriously weakens the prospects of Syria to remain a secular state, where the rights of all ethnic and religious groups will be provided and guaranteed,"

"Russia's assessment of the US-led anti-terror operation in Syria is based on observations of specific results and there are little results, not to say there are none – except the fact that during this period [since August 2014] the Islamic State has grown on the territories they contro



FatDanny

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Citazione di: scignia il 19 Nov 2015, 11:21
Abbiamo saputo come e perchè sono nati i movimenti armati anti Assad ?? Chi li ha appoggiati e perchè ? Chi ha loro fornito armi e appoggi politici ? Magari poi ne sappiamo qualcosa di più dei massacri dell' esercito regolare Siriano che da quanto mi ricordo sono stati compiuti dopo e non prima dello scoppio della rivolta.

Scusami Scigna, ma cosa implica che i massacri sono avvenuti dopo?
Anche i bombardamenti USA sono avvenuti dopo (l'invasione del Quwait, l'11 settembre, ecc). Questo non li rende meno efferati. Questo non li giustifica. Niente può giustificare i massacri di civili e proprio questo, almeno per quanto mi riguarda, mi fa rifiutare categoricamente una certa modalità di intervento occidentale.

Assad si è letteralmente VENDICATO della popolazione che aveva osato ribellarsi.
Li ha bombardati, gasati, ha organizzato vere e proprie esecuzioni di massa.
Non capisco come non si possa condannare Assad senza se e senza ma per la repressione tirannica che ha attuato sul popolo siriano. O meglio, fa un po' ridere giustificare Assad e condannare l'Ammerika.

Anche le altre domande le capisco fino ad un certo punto.
Non mi pare che ci chiediamo chi ha appoggiato/finanziato occupy wall street o perché è nata.
Non mi sembra che qualcuno si sia domandato se per caso i movimenti No Tav non fossero finanziati dalla lobby del trasporto su gomma.
Perchè ce lo chiediamo sulla rivolta anti-assad? A mio avviso perché non riusciamo ad uscire dall'idea che ci sia un'eterodirezione nei processi dei paesi dal passato coloniale.

Perché sono nati i movimenti anti Assad (armati e non)?
Perché negli stati arabi si è sviluppato un movimento dissidente nei confronti dei rispettivi governi dalle dimensioni internazionali. E' esploso il bubbone dopo decenni di oppressione, come accadde in passato in Europa.
Sarebbe improprio e forzato definirlo un '68 arabo, anche perché le analogie sono molto maggiori con gli attuali movimenti occidentali (a livello di rivendicazioni) piuttosto che con quelli di quarant'anni fa.
Inizialmente Obama e gli altri governi occidentali hanno guardato con interesse alla dinamica, cercando di capire come avvantaggiarsene.
Tuttavia da una parte questo appoggio sul piano pubblico rischiava di screditare quei movimenti (e in parte così è stato) per come i governi occidentali sono visti in quei paesi. Ossia dei colonialisti oppressori.
Dall'altra perché questi movimenti non erano manovrabili come Obama & co. avrebbero desiderato.
Quindi li hanno appoggiati, ma progressivamente abbandonati.

Il problema vero non è tanto (o non solo) quel che l'amministrazione USA ha fatto o non ha fatto.
Il problema vero è che questi ribelli che hanno tutta la mia stima per il coraggio valoroso con cui hanno affrontato una sfida improba nel momento in cui hanno cercato un aiuto presso i loro consimili occidentali si sono trovati isolati.
Nessuno ha risposto al loro grido. nessuno ha risposto agli appelli di campagne internazionali a sostegno della loro lotta.
Anzi. Nei cortei in cui provavi a sostenere le loro ragioni ti trovavi pure a fare a pizze con i fan di Assad in Italia.
Gente che in nome dell'antiamericanismo sostiene un sanguinario assassino, un proto-duce (anche mussolini ha vinto le elezioni, lo voglio ricordare).

Questa io la ritengo una ferita aperta e sanguinante della sinistra europea.
Una responsabilità che purtroppo rischiamo di pagare veramente caro.

Sonni Boi

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Questo è un documentario del 2005. Invito tutti a guardarlo per capire i sentimenti che animano i giovani mediorientali.


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scignia

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Le domande che mi pongo vengono da una immagine della Siria che trapela dai giornali ante rivoluzione e dai racconti di molti siriani. Non è che in Siria ci fosse il paradiso ma era comunque un posto dove la popolazione viveva in un discreto benessere dove il fondamentalismo era bandito e dove convivevano diciamo pacificamente molte etnie. Le scuole siriane erano quelle che preparavano quasi al pari di quelle israeliane. La difficoltà che ho è quella di vedere il perchè ci sia stato bisogno di armare una guerra civile in un paese dove tutto sommato si viveva meglio che in tutti gli altri paesi arabi. Sicuramente Assad era un dittatore ma la società civile non viveva in uno stato di oppressione di fame o di mancanza totale di libertà. Cosa ha fomentato al punto di far scoppiare una guerra civile gli oppositori di Assad ?? Io la mano di chi, come ho detto prima non gradisce la vicinanza di assad alla Russia ce la vedo eccome. Magari sarà una mia paranoia...
Comunque tanto per precisare i massacri di Assad nessuno li nega. Se ne cerca però la ragione.

fish_mark

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volevo segnalare un paio di articoli di stampa pubblicati stamattina

Anzitutto, su Il Giornale Diaconale (noto e sfegatato laziale), "Ma quale Francia, siamo gli specialisti delle derive autoritarie" che ci fa presente come sbaglia chi si allarma temendo che l'esempio francese faccia scuola anche in Italia e da un momento all'altro possa spuntare qualcuno a Palazzo Chigi deciso a d'imitare Hollande e chiedere una serie dileggi e poteri speciali per combattere il terrorismo islamico (...). Per combattere il terrorismo degli islamisti da noi non c'è alcun bisogno di emanare poteri e leggi special. Da noi le leggi emergenziali ci sono già da lungo tempo, che non riguardano soltanto la lotta al terrorismo a arrivano a comprendere anche il "fenomeno mafioso e della criminalità organizzata, anche i reati patrimoniali e corruttivi che si consumano nella pubblica amministrazione".
Le leggi emergenziali, comunque ci sono e consentono le indagini interminabili, le intercettazioni a strascico, le carcerazioni preventive tese a favorire le confessioni spontanee degli imputati e molte altre nefandezze che macchinano il sistema giudiziario nazionale. Dai francesi quindi non dobbiamo imparare nulla e non solo sul terreno giudiziario ma anche su quello istituzionale, perché le modifiche chieste da Hollande per aumentare i poteri del Governo il nostro parlamento le ha di fatto varate (...). Per una volta i cugini sono stati anticipati. Purtroppo nella corsa verso la deriva autoritaria.


Poi Villone sul manifesto "stato di emergenza nella Carta Il passo senza ritorno di Parigi", con un ragionamento che prende le mosse dalla richiesta autoritaria di Hollande e dalle riflessioni critiche sulla legislazione americana del Patrioct Act per arrivare a concludere che "Oggi e nel futuro una risposta al terrorismo la sinistra deve saperla dare, se on vuole esser travolta dalla richiesta popolare di sicurezza. Nessun appeasement, nessuna tolleranza ma con punti fermi. Che sulle garanzie di libertà e diritti non si facciano passi indietro. Che i poteri di qualunque autorità non siano mai sottratti a limiti e controlli. Che in particolare il controllo di costituzionalità e quello giudiziario siano salvaguardati nell'ampiezza e nell'incisività. Che si perseguano politiche inclusive e di dialogo interculturale con la comunità di fede islamica, per afforzare gli anticorpi contro il veleno del terrorismo.
Una sinistra deve ricorda che la Costituzione non è solo un regolamento di confini tra poteri e tra individuo e autorità, è anche l'identità di un popolo e di un paese, in cui resta l'essenza della democrazia. Bisogna sempre diffidare dalle modifiche sulla spinta dell'emergenza. Le reazioni che vediamo – inclusa quella di Hollande – vengono dal sangue di molti sparsi a Parigi. Ma anche la Costituzioni possono venire dal sangue di molti. È il caso della costituzione francese e della nostra. Il sangue di oggi chiede risposte forti e univoche. Il sangue di ieri memoria e rispetto".

Ricordo poi una serie di attentati - citati da Houellebecq sull'Huffington post - alla metropolitana di Parigi nel 1986 condotta ad opera di una formazione di Hezbollah che chiedeva il rilascio di alcuni prigionieri. Questa formazione poi si trasferì in Inghilterra per mettere in atto lo stesso disegno terroristico e criminoso che però non fu messo in pratica in concomitanza con una serie di misteriose morti. Questo come appunto a chi invoca maggiore intelligence: si pensi a un film come Munich.

FatDanny

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Citazione di: scignia il 19 Nov 2015, 11:57
Le domande che mi pongo vengono da una immagine della Siria che trapela dai giornali ante rivoluzione e dai racconti di molti siriani. Non è che in Siria ci fosse il paradiso ma era comunque un posto dove la popolazione viveva in un discreto benessere dove il fondamentalismo era bandito e dove convivevano diciamo pacificamente molte etnie. Le scuole siriane erano quelle che preparavano quasi al pari di quelle israeliane. La difficoltà che ho è quella di vedere il perchè ci sia stato bisogno di armare una guerra civile in un paese dove tutto sommato si viveva meglio che in tutti gli altri paesi arabi. Sicuramente Assad era un dittatore ma la società civile non viveva in uno stato di oppressione di fame o di mancanza totale di libertà. Cosa ha fomentato al punto di far scoppiare una guerra civile gli oppositori di Assad ?? Io la mano di chi, come ho detto prima non gradisce la vicinanza di assad alla Russia ce la vedo eccome. Magari sarà una mia paranoia...
Comunque tanto per precisare i massacri di Assad nessuno li nega. Se ne cerca però la ragione.

Potrei dirti esattamente le stesse cose sostituendo Assad con Mussolini, Siria con Italia e siriani con italiani.
Anzi te lo faccio proprio e ragiona sul risultato che viene fuori (e di come potrebbe leggere un siriano le tue parole)

Le domande che mi pongo vengono da una immagine dell'Italia che trapela dai giornali ante Liberazione e dai racconti di molti italiani. Non è che in Italia ci fosse il paradiso ma era comunque un posto dove la popolazione viveva in un discreto benessere dove il classismo era bandito e dove convivevano diciamo pacificamente molte classi. Le scuole italiane erano quelle che preparavano quasi al pari di quelle francesi. La difficoltà che ho è quella di vedere il perchè ci sia stato bisogno di armare una guerra civile in un paese dove tutto sommato si viveva meglio che in tutti gli altri paesi dell'Europa meridionale. Sicuramente Mussolini era un dittatore ma la società civile non viveva in uno stato di oppressione di fame o di mancanza totale di libertà. Cosa ha fomentato al punto di far scoppiare una guerra civile gli oppositori di Mussolini?? Io la mano di chi, come ho detto prima non gradisce la vicinanza di Mussolini alla Germania ce la vedo eccome. Magari sarà una mia paranoia...
Comunque tanto per precisare i massacri di Mussolini nessuno li nega. Se ne cerca però la ragione.


Di cosa ti meravigli quindi? O, in alternativa, ti meravigli che sotto il duce si sia sviluppato il movimento partigiano.
Alla fine in Italia si stava bene, i treni arrivavano in orario, la gente lavorava e la libertà non mancava totalmente.
Non è vero? Eh, ti assicuro che l'Italia fascista era libera quanto la Siria di Assad.
Come mai allora una parte degli italiani si è ribellata??? Per lo stesso motivo per cui si è ribellata una parte di siriani.

Vedi cosa intendo quando dico che non riusciamo a concepire per gli ex-colonizzati le stesse speranze, gli stessi desideri e soprattutto la stessa autonomia di cui sono dotati i nostri cervelli occidentali?

Thorin

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Citazione di: scignia il 19 Nov 2015, 11:57
Le domande che mi pongo vengono da una immagine della Siria che trapela dai giornali ante rivoluzione e dai racconti di molti siriani. Non è che in Siria ci fosse il paradiso ma era comunque un posto dove la popolazione viveva in un discreto benessere dove il fondamentalismo era bandito e dove convivevano diciamo pacificamente molte etnie. Le scuole siriane erano quelle che preparavano quasi al pari di quelle israeliane. La difficoltà che ho è quella di vedere il perchè ci sia stato bisogno di armare una guerra civile in un paese dove tutto sommato si viveva meglio che in tutti gli altri paesi arabi. Sicuramente Assad era un dittatore ma la società civile non viveva in uno stato di oppressione di fame o di mancanza totale di libertà. Cosa ha fomentato al punto di far scoppiare una guerra civile gli oppositori di Assad ?? Io la mano di chi, come ho detto prima non gradisce la vicinanza di assad alla Russia ce la vedo eccome. Magari sarà una mia paranoia...
Comunque tanto per precisare i massacri di Assad nessuno li nega. Se ne cerca però la ragione.

Belle domande, alle quali io mi unisco.

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eaglemiky

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Citazione di: scignia il 19 Nov 2015, 11:57
Le domande che mi pongo vengono da una immagine della Siria che trapela dai giornali ante rivoluzione e dai racconti di molti siriani. Non è che in Siria ci fosse il paradiso ma era comunque un posto dove la popolazione viveva in un discreto benessere dove il fondamentalismo era bandito e dove convivevano diciamo pacificamente molte etnie. Le scuole siriane erano quelle che preparavano quasi al pari di quelle israeliane. La difficoltà che ho è quella di vedere il perchè ci sia stato bisogno di armare una guerra civile in un paese dove tutto sommato si viveva meglio che in tutti gli altri paesi arabi. Sicuramente Assad era un dittatore ma la società civile non viveva in uno stato di oppressione di fame o di mancanza totale di libertà. Cosa ha fomentato al punto di far scoppiare una guerra civile gli oppositori di Assad ?? Io la mano di chi, come ho detto prima non gradisce la vicinanza di assad alla Russia ce la vedo eccome. Magari sarà una mia paranoia...
Comunque tanto per precisare i massacri di Assad nessuno li nega. Se ne cerca però la ragione.
Io avevo vari amici in Siria e si viveva a livelli quasi europei come in Libano che e' sotto l'egida siriana. La ragione e' lo sbocco al mare per il commercio , il gasdotto e la solita guerra fredda dato che il crescente sciita piu Russia e l'iraq  sotto influenza sciita preoccupa molti vicini. La guerra del petrolio e i prezzi bassi per ora danneggiano un paese su tutti gli altri e questo paese e' la Russia. Sono i soliti giochi geopolitici delle solite alleanze. Gli schieramenti si conoscono bene.

Sliver

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Perchè il razzismo e lo scontro di civiltà è il terreno comune tra "guerrafondai" e Califfato

http://ilmanifesto.info/dabiq-la-rivista-del-ritorno-al-califfato/

"L'invito esplicito della rivista ai suoi lettori è quello di avere un ruolo non attivo in Occidente e tornare — da protagonisti della propria vita — all'origine, al Califfato. Ed è in questo senso che esiste «l'odio verso il profugo che accomuna jihadisti e razzisti» .

Ed ecco che una risposta nostra, europea, all'Isis è proprio quello di consentire, invece, il flusso delle persone e attivarle nel contesto politico considerato «lontano» dal proprio, trasformandolo nella «propria casa»."

Tornado

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Lazionetter
* 12.135
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"A mio avviso Quanti si chiedono con sospetto perchè i principali attacchi del terrorismo islamico in europa partano tutti da una zona precisa del Belgio secondo me non sono poi così "complottisti"."

Scigna me lo sono domandato anche io...ma non ne ho idea. Puoi spiegarti meglio a cosa ti riferisci?

Carib guarda che siamo d'accordo. Non contestavo, si deve fare...ma ho solo dubbi sull'efficacia immediata. Perchè secondo me scatta anche l'emulazione.

anderz

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Io questa vulgata pseudocomplottista, non solo non la condivido, ma credo manifesti anche una certa tendenza "rassicuratrice" di dare un senso agli eventi secondo le categorie che conosciamo meglio. Un movimento epocale come quello che ha portato alle primavere arabe (e agli inverni) non può essere derubricato a manovra occulta occidentale o al semplice accaparramento di risorse energetiche, prima di tutto perché non è vero, in secondo luogo perché ci sono state delle ragioni interne sociali, politiche ed economiche che erano ben note anche prima della rivolta in Tunisia: e non parliamo nemmeno del fatto che non è possibile manovrare milioni di persone senza delle motivazioni concrete che incidano nella vita di tutti i giorni.
La Siria, la Libia e l'Egitto, inoltre, hanno una lunghissima tradizione di massacri e stragi contro gli oppositori. Queste sono cose che chi ha studiato la materia conosce bene ma non sono di dominio pubblico in Europa, basterebbe leggere i report di Amnesty o HRW per rendersi conto di cosa sono stati i regimi di Mubarak, Assad padre e figlio e Gheddafi, con tutto il corollario di manifestazioni represse nel sangue, esecuzioni ed arresti extragiudiziali, tortura ed ogni altro tipo di trattamento disumano e degradante applicato dagli apparati di sicurezza. Chiedete, ad esempio, ai curdi di Qamishli che cosa è stato Assad per loro.

Ridurre il tutto al gioco del perfido giudeo/zio Sam significa non conoscere quelle realtà.

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Bianchina

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Citazione di: anderz il 19 Nov 2015, 13:45
Io questa vulgata pseudocomplottista, non solo non la condivido, ma credo manifesti anche una certa tendenza "rassicuratrice" di dare un senso agli eventi secondo le categorie che conosciamo meglio. Un movimento epocale come quello che ha portato alle primavere arabe (e agli inverni) non può essere derubricato a manovra occulta occidentale o al semplice accaparramento di risorse energetiche, prima di tutto perché non è vero, in secondo luogo perché ci sono state delle ragioni interne sociali, politiche ed economiche che erano ben note anche prima della rivolta in Tunisia: e non parliamo nemmeno del fatto che non è possibile manovrare milioni di persone senza delle motivazioni concrete che incidano nella vita di tutti i giorni.
La Siria, la Libia e l'Egitto, inoltre, hanno una lunghissima tradizione di massacri e stragi contro gli oppositori. Queste sono cose che chi ha studiato la materia conosce bene ma non sono di dominio pubblico in Europa, basterebbe leggere i report di Amnesty o HRW per rendersi conto di cosa sono stati i regimi di Mubarak, Assad padre e figlio e Gheddafi, con tutto il corollario di manifestazioni represse nel sangue, esecuzioni ed arresti extragiudiziali, tortura ed ogni altro tipo di trattamento disumano e degradante applicato dagli apparati di sicurezza. Chiedete, ad esempio, ai curdi di Qamishli che cosa è stato Assad per loro.

Ridurre il tutto al gioco del perfido giudeo/zio Sam significa non conoscere quelle realtà.

:up:

Monsieur Opale

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...con la guerra fredda eravamo tutti più al sicuro, gli Ottanta sono stati l'ultimo decennio sereno

aridatece la cortina de fero

anche perchè, non mi sembra sia cambiato un cazzo (in meglio) nelle nostre vite

non vi pare?

FatDanny

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* 41.056
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Citazione di: anderz il 19 Nov 2015, 13:45
Io questa vulgata pseudocomplottista, non solo non la condivido, ma credo manifesti anche una certa tendenza "rassicuratrice" di dare un senso agli eventi secondo le categorie che conosciamo meglio. Un movimento epocale come quello che ha portato alle primavere arabe (e agli inverni) non può essere derubricato a manovra occulta occidentale o al semplice accaparramento di risorse energetiche, prima di tutto perché non è vero, in secondo luogo perché ci sono state delle ragioni interne sociali, politiche ed economiche che erano ben note anche prima della rivolta in Tunisia: e non parliamo nemmeno del fatto che non è possibile manovrare milioni di persone senza delle motivazioni concrete che incidano nella vita di tutti i giorni.
La Siria, la Libia e l'Egitto, inoltre, hanno una lunghissima tradizione di massacri e stragi contro gli oppositori. Queste sono cose che chi ha studiato la materia conosce bene ma non sono di dominio pubblico in Europa, basterebbe leggere i report di Amnesty o HRW per rendersi conto di cosa sono stati i regimi di Mubarak, Assad padre e figlio e Gheddafi, con tutto il corollario di manifestazioni represse nel sangue, esecuzioni ed arresti extragiudiziali, tortura ed ogni altro tipo di trattamento disumano e degradante applicato dagli apparati di sicurezza. Chiedete, ad esempio, ai curdi di Qamishli che cosa è stato Assad per loro.

Ridurre il tutto al gioco del perfido giudeo/zio Sam significa non conoscere quelle realtà.

quoto e straquoto.
Per altro ci scordiamo che in periodo più "movimentati" del continente europeo queste accuse erano all'ordine del giorno. Praticamente ogni movimento di rivolta nazionale ha portato con sé questa accusa da parte dei regimi.

In Francia i priminternazionalisti erano definiti spie al soldo di Bismark e del Reich.
Bakunin venne definito spia al soldo dello Zar.
Lenin venne definito spia al soldo della Germania assieme a gran parte dei bolscevichi.

tanto per fare tre esempi.
Ma, voglio dire, non c'è bisogno di arrivare al complottismo per spiegarsi certe cose.
Ad esempio mi pare chiaro che la Germania abbia favorito il ritorno di Lenin in patria per destabilizzare la politica interna della Russia nel contesto della prima guerra mondiale.
Allo stesso modo non ci troverei nulla di strano se gli USA favorissero la destabilizzazione di governi ritenuti nemici.
Ma questo non può farci dire di per sé che quei movimenti di massa siano eterodiretti.
E' il salto logico ad essere completamente destituito di fondamento.

Cialtron_Heston

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Citazione di: Monsieur Opale il 19 Nov 2015, 14:00
...con la guerra fredda eravamo tutti più al sicuro, gli Ottanta sono stati l'ultimo decennio sereno

Pensa che io ho nostalgia delle frontiere.
Mica dico che ti devi chiudere, dico solo che  vorrei controllarti il documento ,al limite ti chiedo dove stai andando se ti presenti con una peugeot 308 carica di bombe a mano e la faccia tipo Sallusti.
Tutto qui.

Davy_Jones

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Citazione di: anderz il 19 Nov 2015, 13:45
Io questa vulgata pseudocomplottista, non solo non la condivido, ma credo manifesti anche una certa tendenza "rassicuratrice" di dare un senso agli eventi secondo le categorie che conosciamo meglio. Un movimento epocale come quello che ha portato alle primavere arabe (e agli inverni) non può essere derubricato a manovra occulta occidentale o al semplice accaparramento di risorse energetiche, prima di tutto perché non è vero, in secondo luogo perché ci sono state delle ragioni interne sociali, politiche ed economiche che erano ben note anche prima della rivolta in Tunisia: e non parliamo nemmeno del fatto che non è possibile manovrare milioni di persone senza delle motivazioni concrete che incidano nella vita di tutti i giorni.
La Siria, la Libia e l'Egitto, inoltre, hanno una lunghissima tradizione di massacri e stragi contro gli oppositori. Queste sono cose che chi ha studiato la materia conosce bene ma non sono di dominio pubblico in Europa, basterebbe leggere i report di Amnesty o HRW per rendersi conto di cosa sono stati i regimi di Mubarak, Assad padre e figlio e Gheddafi, con tutto il corollario di manifestazioni represse nel sangue, esecuzioni ed arresti extragiudiziali, tortura ed ogni altro tipo di trattamento disumano e degradante applicato dagli apparati di sicurezza. Chiedete, ad esempio, ai curdi di Qamishli che cosa è stato Assad per loro.

Ridurre il tutto al gioco del perfido giudeo/zio Sam significa non conoscere quelle realtà.

scusami ma se capisco bene cosa scrivi io invece grosso modo sono "pseudocomplottista" e secondo me tu sopravvaluti il peso reale della cosiddetta primavera araba intesa come movimento per la democratizzazione del mondo arabo, diciamo cosi'. poi e' chiaro che ci sono molte questioni particolari, sociali, economiche, ecc. che si sovrappongono e incidono nella vita quotidiana degli uomini e delle donne, e sulle quali l'islam fa presa, su questo concordo al 100%. pero' il nocciolo della questione a mio avviso rimane quello che e' stato negli ultimi decenni, ovvero la nostra presenza in quelle regioni. se vuoi ridurre questo al perfido giudeo e allo zio sam ok, ma la cosa e' diventata molto piu' complicata di cosi', secondo me.

Monsieur Opale

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* 8.681
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Citazione di: Cialtron_Heston il 19 Nov 2015, 14:31
Pensa che io ho nostalgia delle frontiere.
Mica dico che ti devi chiudere, dico solo che  vorrei controllarti il documento ,al limite ti chiedo dove stai andando se ti presenti con una peugeot 308 carica di bombe a mano e la faccia tipo Sallusti.
Tutto qui.

ecciairagione




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FatDanny

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* 41.056
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Citazione di: Davy_Jones il 19 Nov 2015, 14:33
secondo me tu sopravvaluti il peso reale della cosiddetta primavera araba intesa come movimento per la democratizzazione del mondo arabo, diciamo cosi'.

per evitare che diventi una discussione un po' surreale possiamo esplicitare in che termini ci sarebbe questa sopravvalutazione o sottovalutazione?
Ossia: sopravvalutazione perché? In che termini sopravvaluteremmo il fenomeno?
Su che basi affermi che il fenomeno non è stato genuino/diffuso/potenzialmente utile?

Almeno capiamo di cosa stiamo discutendo e se ci sono elementi concreti per definire una lettura.

Anche perché in risposta posso dirti che a mio avviso tu sottovaluti notevolmente l'atrocità del regime di Assad.
E anche questa rischia di essere una doppia morale generata dai campi di appartenenza (presunti).
Come quelli che "dialetticamente" sostengono quel fascista di Putin in chiave antiamericana (su Ucraina, ma non solo).

Monsieur Opale

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* 8.681
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abbiamo rimosso Saddam, Gheddafi e ci abbiamo provato con Assad.
I risultati sono quello che sono.

Ricordo che noi solo qualche decennio fa presentavamo leader quali Franco, Hitler, Papadopoulos, Salazar, Mussolini, Petain da una parte...e altri
e Stalin & co dall'altra

abbiamo fatto tutto da soli, non è intervenuto nessuno a "donarci" la democrazia e il benessere

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