Citazione di: Monsieur Opale il 25 Nov 2015, 10:03
azzo, permaloso!
fermate, io ho scritto due righe sulle due religioni e non sulla "storia dell'Occidente" per cui....il Mito della Ragione ha generato mostri e bla..bla..bla..(tutto bello ma molto OT)
la cosa che ti rimprovero, ma credo la pensino tutti: ma ci riesci a stare sul pezzo senza.....tendere a discutere su un certo piano?
la discussione procedeva verso le differneze fra i due moteismi, bene io ho detto mia...tu arrivi e porti la discussione su "campi di papaveri..."
non dici cose sbagliate ma fuori contesto, un topic ha un tema e se non ci si sta dentro si finisce a friggere aria
e nun te la prende!
Citazione di: Monsieur Opale il 25 Nov 2015, 10:42
nulla di personale, io mi riferisco ad un metodo di dsicussione
se parlo di "benessere" che consente la laicità (più sintetico di così non posso essere) è ovvio che nel "benessere" si annida ingiustizia, ineguaglianza etc..
se dico che danaro, sviluppo e "benessere" hanno condotto ai Lumi, attraverso un processo di integrazione di settori prima ai margini delle società, non nego gli sviluppi anche negativi di questa cosa
insomma se dico che la percezione religiosa, il peso della stessa nella quotidianità (il comune nostro sentire è più o meno laico, il nostro rapporto col Sacro è sostanzialmente formale..) qui da noi è, sostanzialmente "relativo" rispetto alle società islamiche extra europa, dico una ovvietà
ci sono ragioni storiche e politiche e nostre gravi responsabilità, ma in questa sede lo do per scontato...resto sul pezzo.... ovviamente, ed è per questo che in Europa può sviluppare un approccio verso i Testi più pragmatico...diciamo così
allora non è che di fronte a due affermazioni scontate, si può rispondere coi sipperò....il nazismo, il colonialismo, come ci percepiscono in Mali o a Sumatra...
no?
anzitutto non sono per niente permaloso, altrimenti smetterei di discutere e invece non lo faccio mai

Invece la cosa che trovo detestabile è utilizzare modalità di discussione che aggirano le questioni poste attraverso un refrain rassicurante e che per altro colloca le stesse questioni dentro un discorso precostituito (le responsabilità dell'Occidente imperialista e dunque la necessità di un'anticapitalismo sovversivo) che io non intendevo affatto inserire nel topic.
Il mio discorso provava a volare decisamente più in alto. Accetto la critica di non esserne capace, sarà un mio limite. Non quella che provo a dire sempre la stessa cosa. Provo a spiegarmi per punti e mi spiace non averlo potuto fare ieri con la discussione che è andata avanti, mi scusino gli altri.
1) Non volevo affermare che il Mito della Ragione genera mostri nel citare come dall'Illuminismo siamo arrivati a Nazismo e Stalinismo. Ma che la società occidentale non è riuscita a superare il Mito e che quindi la sua presunta emancipazione da tale concetto è solo presunta.
Restiamo ancorati alla stringente necessità di un Dio per spiegare il rapporto epistemologico tra soggetto e oggetto, tra Io e Altro, che questo si dia in termini trascendenti o in termini di logica formale, di razionalità.
Abbiamo ancora bisogno di un Mito nella nostra società secolarizzata e solo apparentemente emancipata da esso.
2) Se questo è vero, pensare il rapporto tra le due civiltà come una progredita perchè secolarizzata e una "primitiva" (o medievale) perché immersa in un'articolazione mistica è un'artificio dovuto al nostro eurocentrismo.
La crisi dei concetti di Eguaglianza, Libertà e Fraternità sta lì a dirci questo: è la crisi del nostro Mito, della nostra attuale Religione, alla prova dei tempi e della nostra organizzazione sociale che riproduce tutto fuorché questi tre concetti.
3) Questo genera due effetti speculari:
- da una parte la messa ai margini delle "impurità", ossia degli elementi che vengono percepiti come corruttori. Come in qualsiasi processo di ricerca di un'Identità, l'Io mette fuori l'Altro per ritrovare se stesso. Non è un caso che nella crisi della civiltà proposta dal maschio bianco caucasico gli elementi ai margini (neri, musulmani, omosessuali, ecc.) vengano tendenzialmente espulsi.
E' la ricerca di un'identità in crisi che, almeno al momento, non riesce a trovare risposte e possibili vie d'uscita che non la reazione a danno dei soggetti border line (e per questo in tutta Europa aumentano i fenomeni di intolleranza)
- dall'altra i soggetti border line sedotti dal Mito Occidentale si ritrovano oggi a subirne l'emarginazione come effetto delle promesse mancate. No Eguaglianza, No Libertà, tantomeno Fraternità. Questo li porta in uno stato di frustrazione e perdita dei riferimenti che viene colmata nel recupero di Identità e Miti presenti nelle loro Storie individuali e collettive (l'Islam come elemento identitario)
4) Non si tratta quindi di banalizzare attraverso la raffigurazione islamico-povero europeo-ricco, ma di approcciare al problema attraverso le categorie di interno/esterno e percezione speculare dei due termini: nella crisi dell'Occidente spaesato si specchia la crisi del mondo islamico che recupera il fanatismo, nella crisi del mondo islamico fanatico si specchia la crisi dell'Occidente che barcolla nel suo spaesamento.
5) Al momento, per questo mi fa incazzare se dici che ripropongo sempre gli stessi temi, io dico che non c'è soluzione praticabile, perchè la stessa proposta anticapitalista occidentale è completamente immersa nel problema che ci avvolge. Anche l'Alternativa di società è stretta nel medesimo problema del resto dell'Occidente.
Si è resa conto sulla sua pelle la barbarie che può produrre il Mito della Ragione, ma non riesce a proporre un'alternativa emancipata che si liberi della dittatura della logica formale e che metta effettivamente al centro la liberazione dei soggetti secondo i principi di fratellanza, uguaglianza e libertà con cui si apre la sua storia, che parte proprio dalla Rivoluzione Francese. E' talmente terrorizzata dall'esperienza storica dello stalinismo da non riuscire a muovere un passo.
6) L'unica pratica che vedo al momento possibile è quella della consapevolezza (che già sarebbe qualcosa).
Ossia dello smascherare le dinamiche apparenti su cui viene articolato lo scontro e che, come nei processi di rimozione individuale, sostituisce un problema inaccettabile (la crisi della nostra società) con uno intelleggibile e soprattutto che trova una sua risposta per quanto sofferta possa essere: sfondiamoli questi barbari, riaffermiamo i valori laici.
Quello che non ci diciamo è che i valori laici sono in crisi anzitutto qui, a Roma, come a Parigi, Berlino e New York, prima ancora che a Raqqa o a Damasco.
7) Ultimo punto, questo non vuol dire puntare il dito unicamente contro l'Occidente o contro "il Capitale". Tutt'altro.
E' provare ad affermare la crisi complessiva che attraverso il mondo intero e che tiene dentro tutte le latitudini e le civiltà principali (in tutta probabilità qualche tribù sperduta dell'Amazzonia si disinteressa a tutto questo, fortunata lei).
Vuol dire leggere con questa lente l'occidente capitalista in crisi politico-economico-sociale, la sinistra occidentale senza più proposte, l'Islam dilaniato dalle sue guerre intestine, il sudamerica al bivio tra populismo ed emancipazione, ecc ecc.
Tu questo lo vedi come il mio solito refrain?
Che te devo dì, non credo. Se provo ad astrarre è perché la percezione particolare può fare brutti scherzi e non aiutare nell'analisi delle cose. Come negli effetti ottici. Così come la sintesi, che è un qualcosa di augurabile, ma a volte comporta l'esclusione di alcuni ragionamente inevitabilmente non sintetici.
Allargare la visuale e accettarne la complessità (e lunghezza analitica) a volte aiuta...